Aprono i battenti tutti i rifugi del Trentino con l'incognita idrica. Niente da fare per il rifugio Stivo, mente al Carè Alto i lavori sono in dirittura d'arrivo
La montagna cerca il record, mentre la Sat ha realizzato un volantino per promuovere e sensibilizzare gli ospiti al risparmio dell'acqua. Claudio Bassetti: "I rifugi sono sempre più opportunità professionali per i gestori, ma anche per l'indotto dei servizi e delle imprese artigiane"

TRENTO. "L'estate acquista sempre più quota in Trentino e anche l'interesse verso la montagna sfruttando e favorendo l'esperienza della natura, il fascino della notte e il rapporto uomo-ambiente. La stagione estiva si presenta proficua a giudicare dalla richiesta di informazioni e prenotazioni, pur con qualche ansia legata alla disponibilità di risorse idriche", queste le parole di Claudio Bassetti, presidente della Sat.
L'estate nei rifugi parte dai dati record del 2016, quando sono stati registrati 51.198 pernottamenti per un'occupazione del 50%, e il conto alla rovescia per la stagione dei rifugi è ormai agli sgoccioli, il più veloce nell'aprire le porte è stato l'Altissimo un paio di settimane fa, mentre sabato 17 è tempo di inaugurazione per l'Antermoia, quindi via via tutti gli altri saranno operativi.
Al momento non si evidenziano criticità particolari legate alle risorse idriche, "però - aggiunge il presidente - se non ci saranno precipitazioni abbondanti qualche problema potrebbe emergere". I rifugi più penalizzati saranno quelli che vengono approvvigionati dalle sorgenti e dai punti di presa di ghiacciai e nevai. "L'acqua - spiega Bassetti - non è illimitata e rappresenta un bene molto prezioso. Serve uno sforzo comune e l'educazione al risparmio".
La Sat articola l'intervento per affrontare questo problema attraverso la sensibilizzazione degli ospiti e la capacità di trovare soluzioni graduate secondo l'entità della carenza. Per quanto riguarda la sensibilizzazione la Società appronta una campagna di comunicazione attraverso manifesti, nei quali si evidenzia il problema della carenza di risorse idriche e della necessità di un comportamento consono al massimo risparmio di acqua per limitare gli interventi di fornitura con l'elicottero.
"Queste soluzioni - prosegue Bassetti - cercano di restringere i consumi dove è necessario, come l’utilizzo delle docce, la riduzione della 'cacciata' di acqua nelle vaschette dei wc, modifiche al menù e l’obbligo per gli escursionisti di equipaggiarsi con il sacco lenzuolo per evitare lavaggi di biancheria".
Se oggi iniziano i primi passi per ricostruire il Tonini (Qui articolo completo), la Sat è sempre operativa per mantenere alta la qualità delle 34 strutture di proprietà tra ristrutturazioni, adeguamenti e ricostruzioni. I lavori al rifugio Stivo dovrebbero concludersi per settembre e l'edificio sarà pronto per il prossimo inverno, ora si pensa già al bando di gestione: "Questo - commenta Renzo Videsott, presidente della commissione rifugi di Sat - rappresenta a tutti gli effetti l’intervento più corposo che stiamo affrontando in quanto le opere in questo caso sono davvero consistenti".
L'intervento al rifugio è stato infatti radicale, se da un lato si mantengono tutti i muri perimetrali, dall'altro tutte le parti interne e il tetto sono stati completamente rinnovati, mantenendo i ventidue posti letto: "L'obiettivo - evidenzia la commissione - è l'apertura per il prossimo inverno, un periodo nel quale la struttura è storicamente molto attiva". Il costo del rifacimento si aggira intorno al milione e cinquanta mila euro, coperto al 65% da contributo provinciale.
Al Carè Alto i lavori sono invece praticamente conclusi: "In questo caso - spiega Videsott - abbiamo puntato sull'adeguamento alla sicurezza, sul risanamento per l’isolamento e per il riscaldamento, senza escludere interventi consistenti anche sul locale asciugatura e sull'ingresso".
E’stato rifatto l’impianto elettrico e l’arredo cucina, oltre alla centralina idroelettrica che alimenterà il rifugio in modo 'fossil free' e quindi totalmente autonomo. Questi lavori concludono un percorso di due anni, durante i quali il rifugio è comunque rimasto aperto. La struttura è in classe 4 e ha pertanto diritto ad un contributo provinciale del 90%, sulla base di una cifra complessiva di costi pari a 480 mila euro.
Interventi di adeguamento alla sicurezza sono previsti anche al Vajolet: "A proposito di sicurezza - sottolinea il presidente della commissione - lo slittamento del termine per gli adeguamenti che accomunano i rifugi agli alberghi slitta di un anno, passando dal 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2017, una buona notizia, che permetterà a Sat di rispettare tutte le scadenze".
Sono invece già cinque le strutture Sat certificate con menù per celiaci e altre sono pronte ad aggiungersi. "Inoltre - dice la Sat - sono sempre più numerosi i contatti dei gestori con realtà scolastiche, gruppi, associazioni, sia per la convenzione scuola/lavoro che per altre iniziative che contribuiscono ad allungare le stagioni".
Questa tendenza ad allungare le stagioni si sta consolidando. "Quasi tutti i rifugi - sottolinea Videsott - anticipano o posticipano aperture e chiusure, anche quelli a quote considerevoli, escluso il Vioz, l’unico sopra i 3.000 metri. Si garantisce così la fruizione e l'occupazione dei posti letto senza intervenire sulle dimensioni dei rifugi".
I cambiamenti climatici e le temperature più miti in primavera e in autunno, permettono stagioni prolungate, le quali generano una maggiore redditività per le gestioni, sempre più ambite, come dimostrano le 101 manifestazioni arrivate per la gestione del rifugio Antermoia e le oltre 60 per il rifugio Altissimo. "I rifugi - conclude Bassetti - sono sempre più opportunità professionali per i gestori, ma anche per l'indotto dei servizi e delle imprese artigiane".












