Attenzione alle zecche, malattie in aumento. I consigli dell'Azienda sanitaria per evitarle e per liberarsene
Le principali malattie trasmesse dalle zecche sono la malattia di Lyme e la TBE o encefalite virale. Questi piccoli parassiti si trovano solitamente sulle piante in zone umide ricche di cespugli, ai margini dei boschi

TRENTO. Con l'arrivo della bella stagione si moltiplicano le possibilità di uscire all'aria aperta al caldo e di fare, alcune volte, anche degli incontri non proprio graditi.
Stiamo parlando delle zecche e del rischio per le persone di essere punti. Piccoli parassiti che si nutrono di sangue, si trovano solitamente sulle piante in zone umide ricche di cespugli, ai margini dei boschi, a quote inferiori ai 1.400 metri.
Le malattie che possono trasmettere sono Lyme e la TBE o l'encefalite virale. In Trentino, secondo i dati forniti dall'Azienda sanitaria, il numero di casi di malattia di Lyme e TBE negli ultimi anni appare in aumento. Negli ultimi 17 anni, infatti, sono stati notificati circa 192 casi di malattia di Lyme, con una media di 11.2 casi all’anno che, negli ultimi 5 anni, è salita a 18.2. I casi notificati di TBE sono, invece, 108 con una media annuale di 6.3 casi, salita, negli ultimi 5 anni, a 12.8 raggiungendo, nel 2016, un picco di 20 casi.
Ecco allora che l'Apss ha deciso di richiamare l'attenzione dei cittadini sugli accorgimenti da tenere bene a mente per evitare qualsiasi genere di problema.
E' bene sapere, prima di tutto, che dopo il pasto, che può durare giorni, la zecca si stacca spontaneamente. La puntura di zecca non è dolorosa e spesso non si sente ma può trasmettere alcune infezioni.
Per prevenire le punture di zecca è consigliabile, quando si frequentano luoghi a rischio, camminare sui sentieri, cercando di evitare il contatto diretto con le piante e l’erba, vestirsi con abiti coprenti e di colore chiaro in modo da rendere più facile l’individuazione delle zecche, indossare cappello e scarpe chiuse. È inoltre utile applicare sulla pelle scoperta prodotti repellenti per insetti a base di Deet (dietiltoluamide) e spruzzare sugli abiti composti a base di permetrina.
Al termine dell’escursione è importante effettuare un attento esame visivo della propria pelle. Le eventuali zecche individuate devono essere prontamente rimosse perché la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata di permanenza del parassita.
Nel caso di rinvenimento, le zecche vanno prontamente rimosse: infatti nel caso la zecca sia infetta, il rischio di trasmissione di infezioni è direttamente proporzionale al tempo in cui il parassita resta ancorato alla cute dell’ospite. Le zecche vanno estratte senza traumatizzarle con sostanze chimiche o calore e senza schiacciarle al fine di evitare il riflesso del rigurgito che è il momento di maggiore rischio per l’eventuale trasmissione di agenti infettivi. Per rimuovere correttamente le zecche si raccomanda di: non toccare la zecca con le mani nude per evitare il rischio di contagio attraverso eventuali lesioni della pelle; se disponibile, indossare un paio di guanti; • afferrare il parassita quanto più possibile vicino alla superficie della cute con un paio di pinzette a punta sottile, avendo cura di non stringere troppo per non rompere il rostro o, peggio, parte della testa del parassita; • estrarre la zecca tirando delicatamente verso l’alto in modo continuo, senza strappi e rotazioni; • lavare la ferita con acqua tiepida e sapone e subito dopo disinfettarla.
E' poi opportuno osservare per un periodo di circa un mese la zona della puntura ma anche altrove per individuare la comparsa di eventuali segni di infezione. Se dovesse apparire un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, dolori alle articolazioni o altri disturbi, è importante rivolgersi al proprio medico.
Come già detto, le principali malattie trasmesse dalle zecche sono la malattia di Lyme e la TBE o encefalite virale.
La malattia di Lyme si manifesta, dopo un’incubazione che va da 3 a 32 giorni, con chiazze rossastre sulla pelle e, a volte, con febbre, malessere, mal di testa, dolori alle articolazioni e ai muscoli. Dopo un po’ di tempo, settimane o mesi, può causare disturbi più gravi alle articolazioni (artriti), al cuore e al sistema nervoso (meningiti). Contro questa malattia non è disponibile un vaccino ma, se presa in tempo, può guarire con una terapia antibiotica.
La TBE, invece, è una malattia inizialmente simile all’influenza e può guarire senza problemi o, talvolta, evolvere in una forma più grave come la meningite o l’encefalite. In alcuni casi può anche lasciare danni permanenti al sistema nervoso. Per questa malattia, che risulta mortale nel 2% dei casi, è disponibile la vaccinazione, da richiedere ai servizi vaccinali della Azienda provinciale per i servizi sanitari.














