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| 28 mag 2021 | 18:33

Arriva il caldo e torna la stagione delle zecche, la Fondazione Mach avverte: "Più casi di encefalite virale nelle valli del basso Trentino per presenza di caprioli e roditori"

La direttrice del centro ricerca e innovazione della Fondazione Annapaola Rizzoli: "La loro pericolosità è nelle malattie che possono trasmettere, fondamentale la prevenzione"

Arriva il caldo e torna la stagione delle zecche, la Fondazione Mach avverte
di Sabina Boscaro

TRENTO. La Fondazione Edmund Mach anche quest’anno scende in campo con lo stagionale monitoraggio della diffusione delle zecche nel territorio, identificando i principali portatori di malattie causate dai piccoli parassiti e la diffusione delle infezioni sulla Provincia, ed eseguendo screening molecolari per lo sviluppo di modelli matematici e mappe di rischio.

 

Le zecche, che prediligono il sottobosco, raggiungono il periodo di maggior diffusione proprio in questi mesi, ovvero da marzo a giugno, sono presenti sotto i 1200 metri di altitudine e distribuite equamente in tutto il territorio Trentino e nelle altre regioni del nord-est.

 

A cambiare risultano però le incidenze della distribuzione delle malattie causate da questi animaletti in Provincia. Per quanto riguarda infatti la diffusione dell’encefalite virale causata dal morso di zecca, mortale nel 2 per cento dei casi, “si sono verificati più casi in Val d’Adige, Val di Non, Val di Cembra e Valle dei Laghi, dove vi è maggior presenza di roditori e caprioli, che sono i principali ospiti di questi parassiti” avverte Annapaola Rizzoli, direttrice del centro ricerca e innovazione della Fondazione Mach.

 

I dati raccolti dalla Fondazione evidenziano invece come siano omogeneamente distribuite la presenza di zecche e la contrazione della Borrelia (un’infezione di origine batterica), che causa la malattia di Lyme, la quale “si manifesta con la diffusione di chiazze rossastre sulla pelle e che, se non correttamente curata, può portare a disturbi più gravi del sistema nervoso” avverte Rizzoli.

 

Come comportarsi quindi se ci si accorge di avere una zecca? “E’ necessario rimuoverla il prima possibile, preferibilmente con una pinzetta: si afferra la zecca in prossimità del rostro e si ruota in senso antiorario – spiega Rizzoli – non la si deve toccare con le mani ed è necessario evitare di schiacciare l’animale quando è ancora attaccato alla pelle, o si rischia che esso rilasci agenti patogeni dannosi per l’uomo”.

 

Non ci sono posti da evitare – conclude la direttrice – ma è indispensabile la prevenzione: bisogna eseguire abitualmente i corretti trattamenti ai propri animali domestici e se si frequentano zone di sottobosco è necessario controllarsi e lasciare i vestiti stesi al sole”. I piccoli insetti risultano infatti molto sensibili alle temperature troppo basse o troppo alte ed è quindi preferibile ucciderli schiacciandoli e poi bruciandoli.

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