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Barbe hipster e tagli anni '50, da "Gian & Son" farsi i capelli diventa filosofia

Storico parrucchiere di Trento Giancarlo Cuozzo a inizio anno ha rivoluzionato il suo locale in Piazza Venezia: "Mio figlio Davide era allergico ai colori. Siamo andati a Rotterdam e abbiamo imparato l'arte di Schorem Barbier. E da noi il cliente può bersi una birra, un caffè in una parola rilassarsi"

Giancarlo Cuozzo all'opera nel suo locale e sullo sfondo suo figlio Davide
Di Luca Pianesi - 26 settembre 2016 - 09:57

TRENTO. Poltrone vintage anni '50, un bel frigo rosso con tanto di birre per i clienti (rigorosamente maschi), macchinetta del caffè, televisione e via di barba e capelli. Siamo in Piazza Venezia da “Gian & Son” il barber shop di Giancarlo e Davide Cuozzo padre e figlio che da inizio anno si sono reinventati stravolgendo il loro vecchio parrucchiere unisex e trasformandolo in un barba e capelli unico in Trentino. Lo stile è quello anni '40 e '50, la cultura di riferimento è quella hipster, il taglio va dai ciuffi alla Elvis al capello impomatato, dal finto ribelle al rasato ai lati.

 

Tutto, però, sempre e rigorosamente curato e se in fondo al pantalone può spuntare un risvoltino, sul viso la barba è per tutti scolpita come fosse un'opera d'arte. Lunga, stile ottocentesco, corta, quasi fosse disegnata e poi ci sono i baffi da arricciare verso l'alto o far spiccare sopra la barba. “Questo mondo me l'ha fatto scoprire mio figlio – racconta Giancarlo Cuozzo barbiere storico di Trento che già a fine anni '70 lavorava da Pino Marmo in uno dei saloni più belli della città in via Bellenzani – è stato Davide a mostrarmi su internet le foto di questi ragazzi con queste barbe incredibili e questi tagli vintage. Grazie a lui poi tre quattro anni fa ho scoperto Schorem Barbier di Rotterdam. Un salone che fa scuola ormai in tutto il mondo. Con un collega di Pergine, Alessandro Bardoni e altri barbieri trentini siamo andati più volte in Olanda a imparare la loro arte, la loro filosofia di approccio al cliente. Poi quando ci siamo resi conto che Davide aveva un'allergia ai colori e quindi faticava a lavorare come parrucchiere abbiamo deciso di fare il grande salto”.

 

A inizio anno Giancarlo ha quindi dato l'addio a tutte le sue clienti “che ci sono rimaste molto male – racconta – e hanno provato a farci cambiare idea in tutti i modi ma di mezzo c'erano anche le questioni di salute di mio figlio e quindi non c'è stato verso” e ha dato così il via alla riconversione della precedente struttura. Davide s'è rimboccato le maniche e con il suocero e un amico hanno realizzato la mobilia interna tutta in stile vintage, con guantoni da boxe, quadri anni '50, foto di divi della grande Hollywood recuperati e appesi alle pareti. “E soprattutto abbiamo importato la filosofia dei barbieri Schorem – prosegue Giancarlo – che prevede che il barbiere diventi un momento di pace e tranquillità per l'uomo. Lui sa che viene qui e può rilassarsi, bersi la sua birretta, il suo caffè, farsi coccolare dal taglio della barba che è accompagnato dagli impacchi caldi e freddi fatti con gli asciugamani come si usava una volta, dalle lozioni e delle pomate. Quello del barba e capelli vogliamo torni ad essere un rito il più possibile rilassante per il nostro cliente che per una mezz'oretta sa di poter stare tranquillo, staccare la spina dal caos esterno e rilassarsi”.

Gian & son barbershop

 

E Gian & Son sta andando alla grande. Tanto che padre e figlio hanno dovuto aggiungere una terza persona, Luca Dorigatti. “Abbiamo tantissime prenotazioni – spiega Davide – e clienti che arrivano dalla Val di Cembra, dalla Val di Sole. Tanti giovani ma anche persone di mezza età. E poi andiamo alle fiere in collaborazione con "the Barber room" di Padova. Quelle delle bici (tutto ciò che ruota attorno alla bici a “scatto fisso”, per esempio, va a braccetto con la cultura hipster), degli snowboard e delle moto. Anche lì andiamo a tagliare capelli e barba, facciamo formazione e insegniamo quel che abbiamo imparato”.   

 

 

 

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