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Cresce ancora il campus kenyota della Trentino Volley per allontanare i bambini dalla povertà

La società di via Trener è attiva da circa due anni a Nairobi nel progetto solidale 'Facciamo muro alla povertà' per sottrarre bambini e ragazzi dalla povertà attraverso la pallavolo. Due tecnici africani salgono in Trentino per approfondire le proprie competenze. Dario Sanna: "Forse non diventeranno mai campioni, ma la vittoria è allontanare queste persone dalle zone più difficili"

Di Luca Andreazza - 15 giugno 2017 - 18:15

TRENTO. Questa mattina sono stati sorteggiati in Lussemburgo gli abbinamenti per il turno preliminare per la Champions league del 2018, competizione che vede la Trentino Volley già certa di partire nella Main Phase, qualificata di diritto in base al ranking europeo per club. 

 

L'impegno della Diatec però non si limita alle ottime prestazioni sul parquet, il muro dei trentini è fondamentale anche nel mondo della solidarietà, in particolare a Nairobi, dove oltre 130 mila bambini vivono in strada, 'invisibili' e chiamati 'chokra', cioè rifiuti, scarti della società

 

Una situazione alla quale Amref e Trentino Volley si oppongono: "Ogni bambino - spiega la società di via Trener - deve avere diritto alla propria infanzia e costruire il proprio futuro, lontano dalle discariche della baraccopoli kenyota".  


E il simbolo di questa campagna, iniziata nel 2015 e patrocinata anche dalla Legavolley, sono tante mani protese al cielo per cercare di realizzare il migliore muro possibile, un'azione tanto ripetitiva, quanto fondamentale per fermare la povertà e dare una speranza in più ai ragazzi di strada dell'Africa. La pallavolo come strumento per educare, formare e favorire l’integrazione dei ragazzi fornendo una concreta possibilità di riscatto sociale attraverso i valori dello sport.

 

"Abbiamo portato a termine positivamente - spiega Dario Sanna, l’allenatore che cura questa iniziativa umanitaria per Trentino Volley - la sesta missione di questo progetto. Una sfida dura, ma bellissima: oltre all'aspetto umano, ogni volta che arrivo in Africa è bellissimo notare come l’attività cresca sia dal punto di vista qualitativo sia da quello squisitamente legato ai numeri".

 

Numeri e impegno in crescita, tanto che in questa seconda stagione sono stati coinvolti altri ottanta ragazzi, che si uniscono al centinaio che avevano già intrapreso questo percorso per un totale di quasi 200 unità: "Lavoriamo - dice l'allenatore - per permettere che il progetto possa proseguire indipendentemente dalla nostra presenza e siamo felici di notare la crescita costante, anche delle competenze dei tecnici locali: forse non diventeranno mai campioni, ma la vittoria è allontanare queste persone dalle zone più difficili".

 

 

Questo il significato più profondo di 'Facciamo muro contro la povertà' (Qui info e donazioni), un progetto nato dall'intuizione di Diego Mosna e il trentino e tifoso della Diatec Mario Raffaelli (presidente Amref Health Africa in Italia) nel quale la Trentino Volley mette a disposizione le proprie conoscenze e il proprio impegno nella pallavolo in stretta sinergia con Amref Health Africa, un'associazione che da circa 60 anni lavora per la salute di questo continente attraverso l’assistenza medica e alimentare, senza dimenticare l’istruzione di base e i piccoli progetti di microcredito.

 

Il sodalizio presieduto da Diego Mosna interviene in particolare nella riabilitazione psico-fisica e sociale: un progetto che quest'anno vede gli allenatori Steve Kagia e Morris Mukoto partecipare al quinto turno del BIG Camp 2017 in Monte Bondone per un importante momento di confronto con lo staff tecnico e per accrescere ulteriormente il loro bagaglio di esperienza. 

"Il livello degli allenamenti viene tarato in base alle singole capacità - aggiunge Sanna, che ogni tre mesi si reca in Africa e durante il periodo a Trento mantiene contatti quotidiani con i tecnici locali - ma ognuno ha l’opportunità di giocare e parte di un gruppo che ogni giorno diventa sempre più coeso e forte. L’attività di reclutamento di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni per le strade del quartiere Dagoretti, tra i più poveri di Nairobi, è incessante: qui Amref con le tante donazioni ha costruito un centro dove i ragazzi possono studiare, mangiare e condurre una vita lontano da pericoli e violenze".

 

Oltre alla consulenza tecnica, la Diatec completa questa attività di recupero, anche attraverso la fornitura dell’attrezzatura sportiva: reti da gioco e basi per montarle, palloni, ginocchiere e magliette. "Basta poco - conclude Sanna - per creare divertimento e soprattutto per donare una prospettiva differente a questi ragazzi. Una missione non semplice ma molto stimolante che rappresenta un obiettivo da perseguire tanto quanto quello di ben figurare in campo."


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