Le società sportive accolgono i bambini dall'Ucraina. Csi Trento Nuoto: "E' un arricchimento e umanamente un dovere. Non ci tiriamo indietro"
Sono tante le società sportive di Trento che stanno accogliendo bambini e adolescenti scappati dalla guerra in Ucraina, per offrire loro corsi gratuiti. Zalishchuk è una mamma ucraina che sta facendo da tramite: "Questi ragazzi devono ritornare a vivere un po' di normalità"

TRENTO. "Abbiamo accolto tre bambini ucraini nel nostro corso di nuoto e siamo disposti a raccoglierne altri. Non ci vogliamo tirare indietro". Monica Pilati, referente di questa iniziativa per il Csi Trento Nuoto ha deciso con la sua società di aprire le porte a chi sta fuggendo dalla guerra, così come tante altre squadre trentine.
"Per noi è un arricchimento e umanamente un dovere - sostiene Pilati - sono stati inseriti in un corso di nuoto con altri bambini. Stiamo cercando per ora di comunicare con la mimica, ma stiamo cercando di insegnare loro anche qualche parola in italiano. La nostra squadra ha sempre accolto tutti, come era già successo per i bambini della Bielorussia, che venivano ospitati una volta all'anno dalle famiglie della Clarina".
L'inserimento dei bambini nelle varie società è stato coordinato da Yana Zalishchuk, una mamma ucraina volontaria che opera sul territorio: "Ho già inserito sia bambini che adolescenti non solo per fare attività sportiva ma anche per laboratori culturali, come quelli gestiti da Appm onlus. Questi ragazzi devono ritornare a vivere un po' di normalità".
Lo sport trentino non si tira indietro nel coinvolgere i bambini ucraini, che sempre di più vengono accolti nelle squadre sportive della città per frequentare gratuitamente i corsi offerti: non solo il Csi, ma anche Rari Nantes Trento, A.s.d. Dojo Dario Tabarelli, Calcio Calisio sono solo alcune delle realtà che hanno già accolto questi bambini tra i loro atleti: "Fino ad ora mi sono occupata dell'inserimento di una quindicina di bambini in totale", sostiene Zalishchuk.
Nuoto, judo, calcio, sono solo alcuni degli sport che vengono praticati da tanti bambini che sono fuggiti dalla guerra e che cercano un po' di serenità. "La disponibilità è stata data anche da squadre di volley, rugby e minibasket - conclude Zalishchuk- abbiamo avuto un bel riscontro da parte dei trentini". Le squadre "ospitanti" riceveranno un attestato di riconoscimento dall'associazione culturale degli ucraini in Trentino Rasom.






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