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Gioco d'azzardo, il consiglio chiede di ripristinare la distanza delle slot a 500 metri dai luoghi sensibili

Il consiglio comunale chiede al sindaco e alla giunta di sollecitare gli uffici provinciale a ripristinare il precedente regolamento. Miriam Vanzetta (Associazione Ama): "E' necessario normare le macchinette di nuova generazione. Attenzione anche a 'gratta e vinci' e scommesse online" 

Di Luca Andreazza - 13 marzo 2017 - 16:08

TRENTO. Mercoledì 8 marzo la seduta consigliare ha trattato l'argomento relativo al gioco d'azzardo e alle video lottery terminal. L'attuale regolamento comunale, che impone una fascia di rispetto di 500 metri dai luoghi sensibili quali scuole, asili, chiese, case di riposo e simili, verrà abrogato per recepire la nuova normativa provinciale del 2015 che prevede un limite ridotto a 300 metri. "A livello teorico la legge è già attiva - dice Miriam Vanzetta dell'Ama (Auto Mutuo Aiuto), l'associazione che in Trentino si occupa di seguire le persone con problemi legati al gioco d'azzardo - ma non è retroattiva. Gli esercenti che possiedono già una licenza hanno cinque anni per rimuovere le slot machine dal locale: entro il 2020 tutti gli esercizi all'interno dell'area sensibile devono togliere questi giochi d'azzardo".

 

Il Movimento 5 stelle ha avanzato una proposta, sottoscritta da tutti i consiglieri, "per chiedere al sindaco e alla giunta di sollecitare gli uffici provinciali - spiega il pentastellato Andrea Maschio - a modificare il nuovo regolamento riportando la fascia di rispetto a 500 metri invece dei 300 metri previsti dalle norme provinciali. Una richiesta molto condivisa in Comune, in particolare dall'assessore Roberto Stanchina". 

 

Il gioco d'azzardo nel nostro Paese è in aumento e nel 2016 sono stati giocati circa 95 miliardi: "Questa proposta rappresenta una segnale positivo della politica - continua Vanzetta - per restringere queste opportunità e arginare il fenomeno. La sensibilità verso questo problema è in crescita: oltre all'aspetto etico e il rischio di vedere persone, amici e clienti perdere tutto, gli stessi baristi incontrano problemi di dipendenza e per questo alcuni iniziano a togliere le macchinette per investire diversamente il denaro. Le analisi mostrano che i 300 metri previsti dalla legge provinciale garantiscono un'ottima copertura delle nostre città e dei nostri paesi, mentre i 500 metri toglierebbero ogni dubbio sulla presenza delle slot e dei video lottery terminal".

 

La proposta a 5 stelle chiede inoltre di introdurre fin da subito il divieto su tutto il territorio provinciale di aprire strutture simili alle video lottery terminal e slot machine destinate ai minori: "Queste cosiddette 'ticket redemption' - commenta Maschio - sono una vera piaga sociale che attanaglia altre regioni come Emilia Romagna e Lombardia".

 

Fatta la legge, trovato l'inganno. L'associazione Ama sottolinea infatti l'importanza di non abbassare la guardia e accontentarsi dei risultati raggiunti: "A Bolzano - riflette - si sono mossi molto prima per eliminare le slot e le video lottery terminal. Questi macchinari sono quasi spariti, adesso però in Alto Adige sono alle prese con i totem, che formalmente servono per pagare le bollette, ma invece consente il gioco d'azzardo. Questa tipologia di attrezzatura non è ancora normata e quindi il rischio è sempre quello di ricominciare il percorso dall'inizio".

 

Il gioco d'azzardo è una patologia e le possibilità di cercare la fortuna sono molteplici: "E' necessario un cambio culturale - conclude Miriam Vanzetta - dalle slot di nuova generazione, all'esplosione delle scommesse online ai 'gratta e vinci': il rischio è che il problema semplicemente si sposti. Il risultato concreto sono invece le difficoltà economiche e sociali di molte persone e famiglie".

 

 

     

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