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| 29 ott 2016 | 12:21

La caffetteria del Mart agli sgoccioli. Uil: "Provincia assente, tutela solo l'industria fallimentare"

Venerdì 28 ottobre, il presidio in piazza dei dipendenti della caffetteria "Le Arti". La cooperativa Cosmar è in liquidazione coatta e i nove lavoratori non percepiranno lo stipendio di ottobre e il Tfr

ROVERETO. Il conto alla rovescia è partito e salvo un colpo di reni provinciale all'ultimo secondo, mancano ormai 48 ore alla chiusura della caffetteria "Le Arti" al Mart di Rovereto. Ieri i 9 lavoratori sono scesi in piazza per provare ad accendere una luce sul loro futuro.

 

"Per il momento però non si è mosso nulla - sottolinea Stefano Picchetti del sindacato Uil-TuCS -. Nessun amministratore si è presentato al presidio e l'assessore Mellarini non è mai rintracciabile. La Marangoni fa rumore e la politicacorre ad interessarsi, mentre i 14 lavoratori del Pizzorante Groff e i 9 della caffetteria del Mart vengono lasciati soli, ma la somma di piccoli numeri portano a un risultato altrettanto importante. Chiediamo chiarezza dalla Provincia su come intende agire".

 

Lunedì 31 ottobre scatterà la procedura di licenziamento per i nove dipendenti della Cosmar, la cooperativa bolzanina che si era aggiudicata (unica offerente) l’appalto per la gestione della caffetteria: "Un bando congegnato male fin dall'inizio e insostenibile. Inoltre - continua - non essendoci un secondo classificato non può subentrare nessuno. Non vorrei che le amministrazioni cogliessero la palla al balzo per rompere la continuità del bar e redigere un nuovo appalto. Questo significherebbe una chiusura a tempo indefinito". 

 

Una ricollocazione dei lavoratori all'interno della stessa Cosmar non è praticabile, in quanto la cooperativa risulta in liquidazione coatta: "I lavoratori hanno dimostrato responsabilità e professionalità, garantendo il servizio della caffetteria nonostante il mancato corrispettivo della paga di ottobre e probabilmente anche il Tfr non verrà liquidato. I dipendenti sono stati informati solo per telefono e non è neppure possibile contare sulla cassa integrazione in quanto è in atto una sospensione, tutto è bloccato fino alla chiusura della procedura di liquidazione".

 

Una situazione che porterà i turisti del ponte di Ognissanti a guardare altrove per trovare un punto di ristoro: "Non solo, anche il Ponte dell'immacolata è a rischio - conclude Picchetti - La completa assenza della politica provinciale e comunale lascia perplessi. L’unico interesse dell’amministrazione sembra quello di tutelare una politica economica industriale fallimentare, dimenticando il settore trainante del nostro territorio: turismo e cultura. La chiusura della caffetteria durante le festività rappresenta un duro colpo all'immagine del museo e della città. Notiamo purtroppo che manca un sistema di rete fra le realtà museali in Provincia e la capacità di investire risorse e creare opportunità".

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