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L'appalto era saltato per gli errori della Comunità di Valle. L'associazione Orizzonti Comuni: "Perché l'ente pubblico prima di fare i bandi non dialoga con chi gestisce i servizi?"

Il caso del Centro Giovani Rombo è un caso simbolo di come troppo spesso chi fa le cose viene scavalcato da chi decide come verranno fatte. Un modus operandi che per l'associazione rischia di mettere in pericolo la qualità stessa dei servizi e di trasformare in "infelici" le "isole felici" che già esistono

Di Luca Pianesi - 01 maggio 2017 - 07:23

VIGOLANA. Il bando era saltato per errori marchiani compiuti dalla Comunità di Valle. Addirittura si era riusciti nell'impresa di mandare i nomi di tutti gli invitati alla gara agli stessi partecipanti (rischiando quindi che si creassero cartelli o accordi preappalto) e si era inserito il riferimento ad un articolo del codice degli appalti abrogato dalle nuove normative. Sono quindi arrivate le proroghe per la gestione del servizio, un servizio da tutti riconosciuto come ben funzionante, di alta qualità, come dovrebbe essere sempre quando in gioco ci sono tematiche importanti come quelle che riguardano i nostri giovani, il loro rapporto con il territorio, con la comunità, con il mondo del lavoro. Le proroghe, dicevamo, sono arrivate ma all'ultimo momento non permettendo quindi lo sviluppo di una qualche forma di progettualità e, nei fatti, mortificando animo e spirito di chi da anni gestisce il Centro Giovani Rombo.

 

Oggi, in attesa di veder nascere il nuovo bando, a prendere posizione è proprio l'associazione Orizzonti Comuni, l'ente che, ormai da tempo, si occupa di politiche giovanili, sociali e familiari sul territorio della Vigolana. Una presa di posizione spontanea divenuta quasi necessaria visto quanto accaduto negli scorsi mesi. Una sorta di liberazione per tentare di dire la propria prima che ogni decisione venga presa e che, ancora una volta, come troppo spesso accade, chi fa le cose venga scavalcato da chi decide come dovrebbero essere fatte.

 

Ma andiamo con ordine. Il Centro Giovani Rombo è uno dei 5 centri finanziati e monitorati dalla Pat nell’ambito delle politiche giovanili. Dal 2012 Orizzonti Comuni gestisce all'interno del Centro, il Centro di aggregazione giovanile (Cag) della Vigolana, uno dei suoi servizi prevalenti, in convenzione con la Comunità di Valle Alta Valsugana e con il sostegno economico di Comune e locale Cassa Rurale. "Si tratta di un servizio socio-educativo della Pat - ci spiega la Coordinatrice del Centro Rombo Cristina Bailoni - che opera nell'ambito della prevenzione primaria. Il centro ospita anche al suo interno una grande varietà di progettualità nell'ambito delle politiche giovanili, progetti di protagonismo e cittadinanza europea, sviluppo di competenze chiave, eventi socio-culturali e di progetti di politiche familiari come i centri estivi, il tutto in convenzione col Comune".

 

A fine 2016, però, scade il contratto triennale per la gestione del Centro e la comunità di Valle decide di concedere una proroga per la gestione del servizio fino al 31 marzo 2017 in attesa di procedere a confronto concorrenziale, per la nuova gestione del nuovo Cag. Nel frattempo, a metà febbraio, la giunta della Comunità aveva deliberato di procedere ad assegnare gli incarichi per i centri di aggregazione, centri aperti e centri per minori, per gli ambiti territoriali di sua competenza (Vigolana, Laghi, Pergine e Altopiano Piné) mediante 4 confronti concorrenziali autonomi ma il 3 marzo ecco la sospensione delle gare da parte della Comunità di Valle per aver commesso degli errori formali abbastanza clamorosi.

 

La Comunità di Valle propose allora a fine marzo ad Orizzonti Comuni un nuovo contratto fino al 31 agosto per la gestione del Centro di aggregazione. Ma di proroga in proroga ecco emergere i problemi sulla progettualità (che con i giovani è cruciale), sul reperimento delle risorse (al Comune Altopiano della Vigolana Orizzonti Comuni ha dovuto chiedere un contributo per la gestione dello Spazio Giovani, che venne concesso insieme agli spazi in comodato gratuito fino al 31 agosto), sul futuro di chi dedica il suo tempo al progetto. "E quindi, in attesa del nuovo bando - prosegue Bailoni - ci apprestiamo ad affrontare le attività estive, sempre ricche di iniziative interessanti e coinvolgenti per il territorio. Ma con questo stato d'animo di totale incertezza. E il tutto per un nuovo bando che prevede consistenti tagli e l’allargamento del bacino d’utenza anche alla zona laghi, passando da 5.000 a 18.000 abitanti, con una riduzione del budget di circa il 50%. Questo potrebbe significare una terribile caduta della qualità dei servizi, con ricadute negative nei prossimi tre anni di convenzione e la necessità futura di maggiori investimenti per la cura dei disagi che inevitabilmente potrebbero arrivare. Ed i risparmi andrebbero persi in maggiori costi di cura. Insomma non si capisce perché si vada a colpire i servizi che funzionano, in forza di ipotetici risparmi e di tecnicismi burocratici".

 

"E proprio sul risparmio - prosegue la Coordinatrice del Centro Rombo - molto ci sarebbe da dire, ad esempio sarebbe importante tenere conto del fatto che un ente legato al proprio territorio, come Orizzonti Comuni investe ore ed ore in volontariato producendo un valore aggiunto di non misurabile entità e riducendo la spesa annua di almeno 20.000 euro. Consapevoli che le contrazioni economiche implichino una riorganizzazione del privato sociale ci chiediamo però se le politiche così costruite, non diano troppo valore agli aspetti economici, in un ambito sociale, di prevenzione e cura del disagio, in cui l’attenzione andrebbe posta invece soprattutto alla qualità delle relazioni e delle prestazioni offerte e alla professionalità con cui gli operatori portano avanti i servizi". E infatti nei punteggi di gara il precedente bando, poi annullato, prevedeva l'assegnazione di ben 48 punti per l'aspetto economico praticamente tanti quanti tutti quelli che riguardano la progettualità (52 all'interno dei quali si trovavano molte voci cruciali quali l'esperienza pregressa, il tipo di progetti da sviluppare, il volontariato etc).

 

"Il nostro è un piccolo territorio di 5.000 abitanti che qualcuno definisce un’isola felice dove fortunatamente il livello di disagio non è alto. Ma ci siamo chiesti perché è così? Forse dieci anni di investimento delle amministrazioni dei 4 ex Comuni, in particolare di Vigolo Vattaro, danno i loro frutti. Forse le sinergie tra Comune, Orizzonti Comuni, scuola, associazioni, servizio socio- culturale comunale sono servite a qualcosa. Forse tanta lungimiranza ha contribuito a rendere felice quest’isola. Ma l'esito positivo delle azioni promosse nei piccoli territori come il nostro, nasce da una accurata e approfondita conoscenza dello stesso e delle sue varie componenti, da una rete costruita minuziosamente nel tempo con i vari enti, agenzie educative, soggetti del territorio, dalla professionalità ma anche dalla passione che le persone investono nel loro operato, che sia lavoro o volontariato, dalla fiducia che giovani e famiglie ripongono nell'ente di riferimento. Sembrano elementi scontati, ma non lo sono e rinunciare ad una ricchezza di questa portata sarebbe una sconfitta a nostro parere politica, amministrativa e con ampie ricadute negative sulla comunità". 

 

Ed ecco quindi il cuore delle richieste di questa associazione che sta affrontando problematiche comuni a tante altre realtà e le cui domande sono quelle che si fanno in tanti. "Perché l’ente pubblico non dialoga con gli enti che gestiscono i servizi per capire quali sono i bisogni degli stessi territori, come, dove e in che misura investire? Chi meglio di loro saprebbe orientare le scelte nelle direzioni giuste? Perché - completa Bailoni - il mondo politico è così distante da chi opera e gestisce i servizi rischiando di danneggiare ciò che funziona davvero? Ci auguriamo che i nostri amministratori e politici mostrino molta attenzione a questi aspetti in un’epoca in cui la frammentazione sociale, le tecnologie, la frenesia della vita quotidiana rischiano di minare la qualità delle relazioni personali generando distanza, solitudine, ed isole infelici. Ci auguriamo che in nome del nuovo e del ricostruire nuove modalità di lavoro, non si cancelli tutto quanto di buono, innovativo, a lungo pianificato c’è già, ma si parta proprio dalle esperienze positive per migliorare e ripartire".

 

 

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