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L'Aquila Basket incontra i piccoli tifosi del Villaggio Sos di Trento

L'arrivo di Toto Forray e l'entusiasmo dei bambini. Sono una cinquantina i piccoli ospiti della struttura

Di Carmine Ragozzino - 10 marzo 2017 - 16:30

TRENTO. Fortuna che l’allenatore di Toto Forray, l’italo argentino che guida l’Aquila Basket, è Buscaglia. Se infatti il grande cestista avesse avuto come coach un paio dei bambini ospitati al Villaggio Sos nel parco di Gocciadoro avrebbe dovuto raccomandarsi l’anima alla dea della fatica. I ragazzini, infatti, gli hanno sì fatto gran festa ma lo hanno anche “costretto” ad un’infinita serie di tiri a bella distanza verso un canestro malandato e beffardo: la palla accarezzava il cerchio, ma non c’era verso.

 

Toto si è prestato e si presta, così come tanti altri campioni dell’Aquila. E in allegria ne ha fatto un punto d’orgoglio, pur senza fare punti, per accontentare l’ingenuo sadismo dei bambini entusiasti della sua presenza. Una mezz’ora intensa, insomma, quella passata al Villaggio Sos dal giocatore, da alcuni dirigenti e da una rappresentanza dello sponsor Trentingrana. L’Aquila Basket ha portato in dono zainetti, materiale scolastico e palloni. Ma il dono più gradito è stata certamente la disponibilità del campione a divertirsi con alcuni piccoli e scatenati fan – in testa la scatenata Co.

 

Lo hanno accompagnato in visita alle casette del villaggio di una solidarietà che vanta decenni di attività discreta ma importantissima nel campo dell’assistenza ai giovani di famiglie disgregate e in difficoltà. Lo hanno ascoltato quando Toto ha lasciato il suo messaggio semplice e istruttivo di fiducia: gavetta, impegno, voglia di emergere, modestia, eccetera. Un bel momento per il Villaggio diretto con enorme passione da Giovanni Odorizzi. Un’occasione di promozione per una realtà che negli anni ha saputo adeguare i propri servizi senza mai smarrire la missione di vicinanza e di aiuto concreto ha chi ha bisogno.


Al Villaggio Sos oggi una cinquantina di giovanissimi sono ospitati nelle casette, una decina frequentano il centro diurno, una quindicina di mamme trovano sistemazione con i loro bambini. Situazioni di seria precarietà, di varia natura, che dai tribunali vengono dirottate al Villaggio per ritrovare percorsi di serenità, di recupero e di crescita in una realtà organizzata sulla professionalità degli operatori/educatori e sulla scelta ormai storica di costruire un clima di famiglia. Per Il Villaggio Sos anche la promozione è fondamentale. Così come lo sono le occasioni di informazione attraverso incontri con testimonial di prestigio come, appunto, l’Aquila Basket e il suo atleta più rappresentativo.

 

Come capita a tutte le realtà di assistenza e di solidarietà anche il Villaggio Sos – presieduto oggi da Alberto Pacher – deve fare i conti con le difficoltà delle crisi che crescono e propongono una gamma di povertà sempre più ampia e diversificata che spesso inciampano nella burocrazia e nella lentezza con cui le leggi affrontano i bisogni, complicandoli. Ma tutto questo non ferma il lavoro del Villaggio Sos.

Un lavoro che meriterebbe tuttavia più attenzione pubblica per favorire quel radicamento e quel dialogo con la città che ha dimostrato di meritarsi in decenni di attività dalla parte dei bisogni.

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