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Lettera di protesta di Bertoni (Il Posto di Ste) "Gli eventi mangia e bevi in piazza? Ci danneggiano molto. E in più c'è anche la 'pubblicità' del Comune"

"Stanno per arrivare una serie di eventi in piazza. In questi casi sapete cosa succede? Che chi ha tutte le carte in regola per lavorare, chi ha bisogno (certo, bisogno!) di sfruttare ogni singolo momento propizio (bel tempo, buona stagione, turismo favorevole) per far quadrare i conti si trova spiazzato"

Di Luca Pianesi - 30 agosto 2017 - 20:34

TRENTO. Feste in piazza, eventi interessanti e colorati, che presentano una pluralità di offerte, attirano tante persone e ravvivano la città. In Piazza Fiera, questo weekend, ci sarà Beereat 2017 mentre in Piazza Garzetti il Rock Schützen Festival. Il weekend successivo, invece, sarà tempo di Streeat - FoodTruckFestival. Insomma una serie di eventi che, da pronostici, attireranno tante persone. Ci scrive, però, Stefano Bertoni il proprietario di uno dei locali più interessanti di Trento, "Il posto di Ste". Pensiamo sia giusto dare voce anche a chi, giorno per giorno, lotta con burocrazia e problemi quotidiani e che si trova a doversi confrontare con macchine organizzative colossali ed eventi reclamizzati.   

 

 

Quello del commercio, come ben sapete, è un mondo difficile. Un mondo irto di ostacoli, chiamati burocrazia, concorrenza spietata, deregulation.

 

Va tutto bene, non preoccupatevi. Questa è la scelta che ho fatto e la sfida che voglio portare avanti.

Però, però... Ci sono un paio di però.

 

Cosa succede in questo quadro, quando si inseriscono soggetti che, magari aprendo un'associazione "ad hoc", ti bruciano le serate estive, trasformando parchi e chiostri in bar e ristoranti senza regole? Cosa succede quando le piazze cittadine vengono offerte in comodato d'uso ad associazioni che danno da bere e da mangiare? 

 

Forse ve lo devo dire io: succede che, chi ha tutte le carte in regola per lavorare, chi ha bisogno (certo, bisogno!) di sfruttare ogni singolo momento propizio (bel tempo, buona stagione, turismo favorevole) per far quadrare i conti, si trova spiazzato dagli eventi di "pappa, ciccia e musica" dell'associazione X, dalle serate "bevi, bevi" dell'associazione Y, dalle giornate "birra, panini e dj" dell'associazione Z.

 

Certo, sono tutte iniziative lodevoli per movimentare questa città, a volte troppo sonnacchiosa. Ma lasciate sempre in mano di soggetti - fiscalmente parlando - che godono di molti privilegi. 

 

Ultima iniziativa della lunga fila, quella di Beereat 2017. Arrivano 17 birre nazionali - leggo - accompagnate da food truck da tutta Italia (unico rappresentante locale, mi pare, è un macellaio che ha ben pensato di sfruttare i suoi prodotti vendendoli su un'Apecar). Ecco, così per altri 3 giorni di questo anno non si parlerà d'altro, non si berrà altro e non si mangerà altro.

 

Mi lamento? Certo che sì!

 

E il mio lamento è tanto più motivato quanto più penso che il vincitore regionale del premio di street food assegnato dal Gambero Rosso nel 2016, citato da tutti i giornali nazionali e da riviste internazionali (per la rassegna stampa vi rimando al mio sito www.ilpostodiste.com) abbia pieno titolo di partecipare a queste manifestazioni.

 

Ma nessuno si perita di sentire, interpellare, interrogare. Forse la pigrizia mentale degli amministratori preferisce non immischiarsi negli affari dei privati? A me non parrebbe, visti i titoli sui giornali, le foto sorridenti e le trionfalistiche conferenze stampa.

 

Questo modo di operare, però, non mi stancherò mai di ripeterlo, mette in difficoltà ancora maggiori un settore che già soffre di suo. Il problema, come sempre, è avere un asso di bastoni quando la briscola è spade...

Rifletta anche su questo l'assessore competente, ricordandosi di chi lavora tutti i giorni con dedizione, forza di volontà e rischiando il proprio.

 

Stefano Bertoni, proprietario de "Il posto di Ste"

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