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Negli ospedali compaiono delle pubblicità dei dentisti privati, ma è vietato dal regolamento

Il capitolato non autorizza e non ammette la pubblicità di case di cura, case di riposo, enti sanitari, società di servizi sanitari, laboratori analisi, farmacie, studi medici, studi di fisioterapia e in genere strutture concorrenti nonché strutture convenzionate o accreditate con il servizio sanitario nazionale o provinciale o con APSS. Abbiamo chiamato l'Azienda sanitaria: "Ci siamo attivati per la rimozione"

La pubblicità all'ospedale Santa Chiara di Trento
Di Luca Andreazza - 29 marzo 2017 - 06:54

TRENTO. Una pubblicità che non doveva esserci, prontamente sparita dopo un colpo di telefono e le opportune verifiche. La reazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari è stata rapida e decisa per togliere ogni dubbio sulla propria buonafede. Una manciata di ore per rimuovere il materiale pubblicitario non ammissibile all'interno della strutture ospedaliere del Santa Chiara di Trento, Cavalese e Cles.

 

Ma cosa è successo? L'Azienda sanitaria mette a disposizione spazi destinati ben individuati all'interno e all'esterno delle strutture ospedaliere attraverso una gara chiara e puntuale stabilita attraverso anche un puntiglioso capitolato speciale dell'asta pubblica per l'affidamento della concessione e della gestione di spazi per comunicazioni pubblicitarie presso le varie strutture dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. 


(Pubblicità all'ospedale di Cavalese)

Un accordo trasparente e stringente: fin qui nulla di strano, se non fosse che all'interno degli ospedali di Trento, Cavalese e Cles si trovano pubblicità marchiate Dentalcoop e 'Dentisti Riuniti', che però non sarebbero ammissibili e in conflitto con quanto disposto proprio dall'Apss


(Pubblicità all'ospedale di Cles)

Il bando realizzato dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari è ben definito, completo e non lascia nulla al caso. Anzi innesca quel circolo virtuoso di trovare altre forme per finanziare la sanità pubblica trentina: "L'importo a base d'asta del canone annuo è di 45 mila euro, iva esclusa - si legge nel capitolato - oltre al canone annuo la ditta aggiudicataria dovrà corrispondere ad Apss, una percentuale fissa del 5% (cinque percentuale) del fatturato annuo (al netto di Iva e di imposte/tasse comunali), derivante dai contratti stipulati con vari inserzionisti. Offerte relative al canone annuo di importo inferiore a quello sopra riportato non saranno ammissibili".

 

La gara 2013-2018 ha visto la partecipazione di tre aziende e la vittoria è andata a Rti Co.ol Comunicare Oltre di Trento per 54.553 euro all'anno per un valore quinquennale di 272.765 euro. Un'aggiudicazione regolare e perfetta, come determinato dall'area tecnica nel documento numero 1681|2013 del 14 novembre 2013, che consente all'Apss di introitare il 21% in più di quanto previsto a base d'asta, al quale aggiungere un ulteriore 5% di commissione fissa del fatturato annuo.

 

Tutto bene, se non fosse che le pubblicità di Dentalcoop avrebbero dovuto subire un 'Alt' in quanto rappresentano in particolare una violazione del punto 6 che recita "[...] Non possono comunque essere oggetto di pubblicità le materie di seguito elencate e comunque tutto ciò che non risulta preventivamente autorizzato da APSS: [...] 6) case di cura, case di riposo (aziende per i servizi alla persona), enti sanitari, società di servizi sanitari, laboratori analisi, farmacie, studi medici, studi di fisioterapia e in genere strutture concorrenti nonché strutture convenzionate o accreditate con il servizio sanitario nazionale o provinciale o con APSS", oltre alla postilla che "tutti i messaggi pubblicitari dovranno obbligatoriamente riportare in modo ben visibile e chiaro la dicitura 'Spazio pubblicitario a pagamento'".

 

Il contratto di appalto ha la durata di cinque anni a decorrere dalla data fissata in sede di stipulazione del contratto, previo superamento del periodo di prova della durata di sei mesi e sarà rinnovabile, a discrezione della stazione appaltante mediante provvedimento scritto, per ulteriori due anni, con una durata massima complessiva dell’appalto di sette anni. Per capirci qualcosa di più abbiamo quindi sentito direttamente l'Azienda sanitaria: "Abbiamo fatto le opportune verifiche - spiegano - e abbiamo rimosso oggi (ieri per chi legge, ndr) stesso queste pubblicità".

 

Una risposta celere, ma anche una richiesta di sensibilizzazione verso i cittadini che spesso entrano per depositare manifesti e opuscoli all'interno delle strutture ospedaliere: "Cerchiamo di vigilare su tutto - dice l'Azienda sanitaria - ma purtroppo capita che le persone entrino per lasciare pubblicità all'interno delle nostre strutture. Provvediamo immediatamente alla rimozione di quanto non autorizzato. Ricordiamo che alcune zone sono sotto videosorveglianza, quindi si potrebbe risalire all'identità di queste persone, ma preferiamo fare un appello per chiedere di rispettare gli spazi degli ospedali". 

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