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Piazza Vittoria, "Nessuno ci considera" e la statua che fa? "Beve" da settimane

Cartolina della situazione paradossale in città. Una bottiglia di vino ha campeggiato per settimane in mano alla statua dedicata a Vittoria. Dove vorrebbero le casette non ci sono e dove danneggiano stazionano togliendo passaggio agli esercizi commerciali

La statua di Alessandro Vittoria, nell'omonima piazza di Trento
Di Luca Andreazza - 22 novembre 2016 - 08:04

TRENTO. E' proprio vero il Natale fa miracoli. Trento come New York: la città del Concilio ha potuto vantare la sua Statua della Libertà 2.0. Un gusto tutto trentino: il monumento dedicato allo scultore trentino Alessandro Vittoria che troneggia sull'omonima piazza ha stretto per settimane una bottiglia di vino, cin cin, rimossa in tempo in vista della festività cittadina.

 

La lunga volata al Natale è stata lanciata sabato scorso con l'inaugurazione del Mercatino e anche in piazza Vittoria fervono i preparativi in vista del Natale: "Ci stiamo organizzando in totale autogestione - conferma Gianni Endrizzi, presidente del Comitato - anche quest'anno abbelliremo la piazza con un albero e il presepe, quindi spazio a qualche coro e alle tipiche luci per creare anche qui la giusta atmosfera".

 

Si tratta dell'atavico problema di piazza Vittoria, una location centrale e al contempo di periferia: "La pulizia non è mai stata un punto forte di questa piazza - ci dicono - ma cerchiamo di arrangiarci e aiutarci fra noi la mattina oppure prima di chiudere i rispettivi esercizi. La pulizia qui rispecchia comunque la situazione in cui operiamo: se non possiamo lamentarci del lavoro e della vetrina nel cuore del centro storico, è però vero che spesso veniamo dimenticati e lasciati soli".

 

E come ogni anno migliaia di persone si riverseranno nel caotico traffico di via Mazzini alla caccia di souvenir e vin brulè, ignorando totalmente piazza Vittoria: "Non siamo segnalati né durante le festività né durante l'anno - continua Gianni -. Purtroppo manca un accenno nelle mappe cittadine, ma soprattutto pesa l'assenza della segnaletica per creare un percorso che possa valorizzare appieno la piazza: a Natale ci troviamo pur sempre fra piazza Fiera e piazza Battisti, eppure il percorso indicato è sempre lo stesso. Un'indicazione che non riesce realmente a coinvolgere la città: tutto viene proposto ad uso e consumo delle casette dei mercatini".

 

Questa però è solo la punta dell'iceberg, il Natale come simbolo di una situazione che dura 365 giorni l'anno:"Tante volte abbiamo chiesto di distribuire le bancarelle della fiera del giovedì fra qui, piazza Lodron e altri luoghi. Sarebbe un modo per allargare la rete e far vivere tutta la città. Ci sarebbero anche notevoli vantaggi anche per i cittadini, in quanto si garantirebbe quello spazio necessario alle persone per passeggiare, fermarsi e raggiungere altri esercenti senza dover sgomitare per sbirciare ciò che interessa. Questi sono solo alcuni aspetti, in generale siamo dimenticati".   

 

Cartolina di una situazione paradossale con le casette al centro dell'attenzione, dove le vorrebbero non vengono fatte e dove invece danneggiano i commercianti, immancabilmente fanno capolinea.

 

Stato d'animo ben diverso in via Trinità, dove una casetta è stata invece posizionata all'angolo con via Mazzini: "Prima era davanti alla nostra porta - ci dice Ana Maria Hoyos, titolare della porchetteria Castelli Romani - e abbiamo dovuto insistere per rimuoverla. Adesso è stata spostata, ma il problema rimane: ci toglie il passaggio. Prima chiudono la via fra maggio e giugno per rifare la pavimentazione in pieno Feste Vigiliane e ora ci 'nascondono' con questa casetta davvero grande. Capiamo che tutti devono essere messi nelle condizioni di lavorare, un concetto giusto, ma fra quei tutti ci saremmo anche noi".

 

Come detto, la casetta è stata spostata nell'arco del mese dall'interno della via, verso l'esterno: "Hanno semplicemente spostato il problema - sottolinea Bruna Franceschini dell'esercizio Soleo - profumeria e prodotti naturali -. La casetta toglie visibilità e crea ingorgo davanti a vetrina e porta, tagliandoci fuori. Per un commerciante dicembre è un mese fondamentale e quindi in questo modo ci sentiamo danneggiati: le casette, in particolare quelle alimentari, attirano molto di più rispetto al normale negozio e noi finiamo per sparire davanti al muro di persone che stazionano in prossimità di questi esercizi. Si dovrebbe trovare un luogo neutro per queste attività per permettere a tutti di  lavorare serenamente. Ho fiducia che l'assessore troverà una soluzione per rimediare a questa situazione quanto prima". 

 

 

  

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