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Recesso anticipato, chiude la caffetteria della biblioteca di via Roma, i gestori: "Aprono altri poli e qui non investono, calo dell'utenza"

Norme stringenti, scarso presidio, inutilizzabilità protratta dei servizi sanitari e il calo dell'utenza spingono la famiglia Marconcini a chiudere l'attività dopo una decina di anni

Di Luca Andreazza - 04 marzo 2017 - 08:01

TRENTO. Dopo una decina di anni dietro il bancone della caffetteria all'interno della biblioteca di via Roma, Flavio Marconcini si arrende e alza bandiera bianca, il Comune dovrà prevedere un bando anticipato di affidamento per trovare un nuovo padrone al locale. "La nostra famiglia ha resistito fino a quando ha potuto - ammette - ma ora gettiamo a malincuore la spugna". 

 

Il 31 agosto la biblioteca di via Roma perde uno storico punto di riferimento, quando la famiglia Marconcini abbasserà infatti per l'ultima volta la saracinesca e sarà qualcun altro ad alzarla per fornire il servizio di ristorazione all'interno della biblioteca comunale: "Le criticità sono diverse - ci dice - a partire dal vistoso calo dell'utenza e quindi degli incassi, oltre all'inutilizzabilità protratta dei servizi sanitari e alla mancanza di presidio della struttura, che comporta numerosi furti e degrado all'interno dello stabile".

 

I servizi igienici sono stati per lungo tempo inaccessibili perché al suo interno sono state rinvenute nel passato anche siringhe e droga, oltre a diversi avventori intenti a 'rinfrescarsi'. Una situazione di disagio che ha portato l'amministrazione a porre l'anticamera del bagno sotto videosorveglianza, mentre per accedere alla toilette è necessario suonare il campanello.


Una situazione nota che si protrae dal 2015: "Già allora - spiega Marconcini - avevamo fatto presente all'amministrazione il precario quadro economico-finanziario del nostro esercizio, a causa del calo dell'utenza, gli incassi non riescono a far fronte ai costi di gestione. In quell'anno abbiamo cambiato assetto societario, riducendo il personale, ma la morsa è soffocante".

 

Negli ultimi cinque anni l'offerta bibliotecaria ha vissuto, infatti, un innegabile e moderno cambio di passo: l'inaugurazione della nuova Lettere nel 2012, quindi nel 2015 la sezione dedicata a bambini e ragazzi sbarca alla Palazzina Liberty e infine l'arrivo della Buc. Solo il polo comunale di via Roma sembra di soffrire in disparte e non registra evidenti interventi di riqualificazione.

 

Dopo una crescita esponenziale, in particolare dal 2000, le presenze all'interno della biblioteca comunale registrano nel 2013, dopo l'apertura della facoltà di Lettere, una piccola battuta d'arresto: un calo di circa 30.000 presenze, passando dai dichiarati passaggi ai varchi Rfid (il sistema di conteggio delle persone che accedono alla biblioteca) di 788.978 del 2012 alle 761.630 del 2013. Il dato relativo agli iscritti scende di circa 700 unità, passando da 37.752 persone nel 2012 a 37.063 nel 2013. Dopo quest'anno però le statistiche non sono più disponibili e nel frattempo l'amministrazione comunale ha lanciato gli altri due stabili.  

 

A questo scenario si aggiungono infine alcune norme stringenti, come gli orari di apertura dell'esercizio che sono blindati e legati a doppio filo a quelli della biblioteca che, giustamente, chiude, ma non permette al bar di lavorare durante le festività, quando spesso il flusso turistico registra un'impennata. L'ingresso principale è chiuso, ma è vietato anche l'accesso da via Torre Vanga, il cui cancello è inoltre posizionato in prossimità del nuovo stallo per pullman. Incide inoltre sul giro di affari l'impossibilità di organizzare eventi serali, come concerti e brindisi di laurea. Aspetti che hanno messo piano piano in ginocchio l'attività fino all'epilogo del recesso anticipato.

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