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Riforma della cultura, tramontano i quattro poli, si torna all'idea del consiglio d'amministrazione unico

L'assessore Tiziano Mellarini abbandona l'ipotesi dei quattro poli che aveva diviso i musei. Si ritorna all'idea iniziale: un consiglio d'amministrazione dove saranno presenti anche un rappresentante per il Comune di Trento e un altro per Rovereto

Di Luca Andreazza - 13 marzo 2017 - 17:03

TRENTO. I quattro poli finiscono in soffitta. L'assessore Tiziano Mellarini fa un passo di lato e torna alla sua proposta iniziale: stop ai quattro poli museali e via libera all'emendamento che introduce un solo consiglio d'amministrazione per gli enti funzionali della Provincia. Castello del Buonconsiglio, Mart, Muse e Museo degli usi e costumi della gente trentina avranno un solo organo: "ma gli enti - commenta l'assessore - mantengono i propri comitati scientifici e la loro autonomia: le competenze e le decisioni non vengono intaccate. Il consiglio d'amministrazione ha funzioni politiche di raccordo fra queste importanti peculiarità del nostro territorio". 

 

La riforma ha diviso il settore fra commenti entusiastici e ferme bocciature. Un nodo critico è stato quello della suddivisione fra i quattro poli tematici: scienza, arte, storia, etnografia all'interno dei quali si sarebbero raggruppati i musei del Trentino, quindi una federazione per le biblioteche pubbliche e un nuovo ente al quale affidare gradualmente compiti attualmente di competenza della Sovrintendenza per i Beni Culturali.

Muse, Museo Geologico di Predazzo e Museo delle Palaffitte di Ledro avrebbero dovuto comporre il polo delle scienze, mentre Mart, Galleria Civica e Casa Depero quella dell'arte a trazione roveretana. Il polo della storia avrebbe dovuto vedere l'aggregazione della Fondazione Museo Storico con Casa Degasperi, Museo Caproni e i Castelli trentini. Il Museo degli Usi e Costumi avrebbe dovuto guidare l'etnografia. "Dopo le fasi di audizione - spiega l'assessore - e dopo aver analizzato le diverse osservazioni riguardante alcuni aspetti della riforma alla legge del 2007 è emerso che la formula migliore è quella del consiglio d'amministrazione unico. Lavoreremo anche al coordinamento comune per le federazioni, che rappresentano un'importante fetta della cultura trentina".
 

Davanti alle resistenze e alle critiche sulla divisione dei poli, l'assessore ha quindi deciso di rivedere questo disegno, proponendo il consiglio d'amministrazione unico per i quattro enti funzionali, composto dal presidente insediato dall'amministrazione provinciale, quindi le espressioni dei comuni di Trento e Rovereto, un altro componente indicato dalla Provincia in grado di rappresentare l'intera rete dei musei etnografici e un'altra figura in rappresentanza della minoranza provinciale. "Senza nulla togliere agli territori - prosegue - le città di Trento e Rovereto rappresentano il ventaglio più ampio delle proposte, quindi spazio agli enti etnografici che testimoniano una grande ricchezza del Trentino". La novità è la rappresentatività delle minoranze: "E' un segnale - dice - la cultura è materia trasversale e appartiene a tutti. Ritengo sia giusto che anche l'opposizione possa avere un ruolo importante in questa partita".

 

Il cambio verrà formalizzato e affrontato in maggioranza, quindi si passerà all'emendamento nella quinta commissione, l'iter vero e proprio inizia ai primi di aprile. "Una proposta - conclude Mellarini - in linea con le direttive imposte a livello nazionale dal ministro Dario Franceschini".  

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