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Saldi, vendite stazionarie, ma le critiche non mancano: "Turismo in calo e chi arriva va al Muse. I trentini comprano sempre meno"

In controtendenza il quartiere Le Albere che sembra assumere un ruolo sempre più centrale e Sportler in centro città. La maggior parte dei negozianti non rileva perdite, ma neppure guadagni e il clima non è proprio soddisfatto

Di Emma Traina e Margherita Girardi - 20 luglio 2017 - 13:55

TRENTO. Tempo di saldi nei negozi cittadini e il bilancio, per il momento, sembra in equilibrio. Le vendite sono in linea rispetto agli anni scorsi e nella maggior parte degli esercizi commerciali del capoluogo non si evidenziano grosse perdite. L'altro lato della medaglia però è la mancanza di guadagni e quindi il clima non è proprio soddisfatto.


A questo si aggiunge che caldo e afa non giocano a favore degli esercenti: i turisti infatti preferiscono trascorrere le giornate di sole in montagna o al lago, scendendo in città solo nelle ore più fresche. I titolari delle diverse attività commerciali del capoluogo si trovano quindi fronteggiare orari di lavoro prolungati, ma la città stessa non sembra correre in loro soccorso e sono diverse le criticità messe in luce dagli operatori economici: "Trento è poco attiva e poco propositiva verso i giovani. In particolar modo - dice Raffaele Pedrotti, proprietario dell’omonimo negozio di calzature in via Manci – bisognerebbe prestare maggiore attenzione al mondo universitario, alle sue esigenze e ai vantaggi che potrebbe portare alle nostre attività e alla città stessa".

 

Il riferimento è alle numerose restrizioni sugli orari, come quelli per proporre la musica dal vivo per le vie cittadine. "Bolzano e Verona - prosegue - hanno fatto grandi progressi. Trento, collocata a metà strada, dorme invece sugli allori e non è all'altezza per essere la crema tra questi due strati della torta, cioè la parte migliore".

 

Le potenzialità ci sono, ma anche la crisi economica non permette a Trento di decollare e Pedrotti evidenzia che è necessario trovare un modo per incentivare l'affluenza dei visitatori "a partire dal casello autostradale di Trento Centro - commenta - chiuso in entrata e aperto in uscita: sembra invitare i turisti ad andarsene". 

 

Sulla stessa lunghezza d’onda c’è Grazia del negozio Robe di Kappa in via Suffragio, che evidenzia come gli eventi vengano organizzati sempre e solo nelle stesse zone, mentre la loro via viene dimenticata. "C’è poca collaborazione - spiega - anche il turismo non è un vero alleato: non è più come una volta. Sono ormai sempre meno le visite al Castello del Buonconsiglio e dintorni. Il Muse sta diventando il vero cuore della città, mettendo in ombra le vie del centro storico".

 

L'asse sembra quindi spostarsi verso il Muse, come conferma Alessia Muhlbach, titolare della linea In-con-tro, che recentemente ha aperto un nuovo store in via della Costituzione nel quartiere Le Albere. I saldi, seppur iniziati da poco, procedono bene e attirano soprattutto gli stranieri che apprezzano la loro moda: "Il riscontro è ottimo - commenta - forse anche sopra le aspettative. Il Museo delle scienze - commenta - ha portato un nuovo tipo di turismo. Molti sono i visitatori, anche internazionali, che vengono appositamente tra mostre e conferenze".

 

"Sicuramente - aggiunge - c’è più passaggio in centro, ma per i nostri clienti è più comodo raggiungerci alle Albere: infatti c’è il parcheggio gratuito sempre aperto, bar e ristoranti dove ci si può rilassare e bere un aperitivo. Tutto si trova a portata di mano: questa è una zona molto bella e chi inizia a frequentarla torna sempre più spesso".

 

Ritornando a parlare del centro storico, i negozianti evidenziano che la gente non ha voglia di spendere. "Si vendicchia, ma sempre meno ogni anno", continua Grazia, che possiede diversi negozi in altre città dell’Alto Adige, dove la situazione delle vendite e saldi è di gran lunga migliore. La titolare mette in luce poi un'altra tendenza molto comune fra i giovani della città: "Si compra - sottolinea - sempre nei soliti 3-4 negozi e non si cerca più la novità. Lo stile sembra essersi uniformato".

 

Tappa quindi in alcuni dei negozi più in voga tra i giovani. Da Scout, Sara ci ha confermato che effettivamente la clientela è composta per la maggior parte da compratori abituali e fidelizzati. Non mancano però i turisti, in particolare olandesi e tedeschi. Giada e Serena di Benetton ribadiscono invece che in città manca movimento, nonostante le vendite siano in linea con l’anno scorso.


Maria delle Profumerie Limoni solleva invece il problema della concorrenza: "Solo in via Oss Mazzurana - spiega - ci si imbatte in sei tra profumerie e negozi di cosmetica. E’ una città piccola e internet è un buon avversario. Il mercato sta cambiando, ora vince chi ha il prezzo più basso. I turisti tendono a entrare e comprare, mentre i trentini sono più difficili: indecisi e critici riguardo al costo".

 

Una lettura leggermente diversa per Claudio del negozio Gallizioli: "Il calo nel numero di turisti - ammette - è dovuto al fatto che non ci sono ancora state le tipiche giornate piovose, che solitamente portano più viavai in città".

 

A cavalcare l’onda dei saldi, in controtendenza rispetto ai colleghi, c’è invece Sportler: "L’aumento del turismo in città è evidente - conclude Luca Bonfante - soprattutto tra gli stranieri. Le stesse vendite sono decisamente maggiori rispetto all'anno scorso". 

 

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