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Trento e Bolzano le province dove si fanno più bambini d'Italia. Record anche per i nati fuori dal matrimonio

I nomi più diffusi per i nuovi nati sono Davide e Sofia in Trentino, Lukas e Anna in Alto Adige. Aumentano le madri ultraquarantenni mentre nel 2015 sono stati solo 10 i nuovi nati da mamme minorenni sia a Trento che a Bolzano. Ecco tutti i dati sulla fecondità e sui nomi in Italia e in regione

Di Luca Pianesi - 01 dicembre 2016 - 08:13

TRENTO. La zona dove si fanno più bambini d'Italia? La nostra regione con la provincia di Bolzano che stacca tutti e ha in Anna il nome più gettonato, per le nuove nate, e in Lukas quello per i maschietti. Segue il Trentino che è saldamente in seconda posizione con i suoi Davide e le sue Sofia. Un nome, quest'ultimo gettonatissimo visto che risulta essere il più scelto dai genitori di tutte le regioni del Centro Nord (ad eccezione, come detto, di Bolzano). Per i maschietti, invece, nel Bel Paese il nome che va per la maggiore è Francesco, il primo in tutto il Centro-Sud, mentre nel Nord è Leonardo a farla da padrone. Per un'Italia che arranca sempre di più a livello di nascite (nel 2015 sono stati iscritti all'anagrafe 485.780 bambini, 17 mila in meno rispetto al 2014 e 91 mila in meno rispetto al 2008), c'è un Trentino Alto Adige, dunque, che tiene alto il livello di fecondità. Qui sotto il prospetto dei nomi più diffusi che sono stati dati ai nuovi nati nel 2015.

 

Si chiamano prevalentemente Adam, Youssef, Rayan, ma anche Matteo, Alessandro, Davide e Mattia i bambini stranieri nati da genitori residenti nel nostro Paese mentre per le bambine il primato spetta a Sara, seguita da Sofia, Aurora e Malak. Qui di seguito il prospetto dei nomi scelti dalle diverse comunità di stranieri residenti.

 

 

 

I dati pubblicati dall'Istat (riferiti al 2015) raccontano che ogni donna, in Italia, ha in media 1,35 figli, 1,94 le donne di origine straniera e 1,27 quelle italiane. Il valore è in costante calo dopo che il picco era stato toccato nel 2010 grazie anche, e soprattutto, alle donne straniere quando la media era arrivata a 1,46 figli per donna. Mentre il minimo assoluto si era raggiunto nel 1995, quando i flussi migratori dovevano ancora acuirsi e la media era arrivata a toccare il valore di 1,19 figli. In provincia di Bolzano ogni donna ha un numero medio di figli pari a 1,70 (2,42 le straniere e 1,62 le italiane) mentre in quella di Trento è di 1,56 (2,25 le straniere e 1,44 le italiane) ben al di sopra della media nazionale di 1,35 e del dato registrato dalla terza regione per fecondità, la Lombardia che si ferma a 1,44.

 

Curioso il dato dei figli nati fuori dal matrimonio. Bolzano ha il dato più alto di tutta la nazione, in questo senso: il 48,1%, contro una media nazionale del 28,7%. Anche Trento è ben al di sopra dei valori medi con il suo 34,8%. Numeri importanti se paragonati al 1995 quando i nati fuori matrimonio erano il 18,5% in provincia di Bolzano e il 7,2% in provincia di Trento mentre la media nazionale era dell'8,1%.

 

E si sposta anche l'età media delle mamme. Otto nati su 100, infatti, in Italia hanno una madre ultraquarantenne (il dato è dell'8,28%) mentre nel 10,3% dei casi la mamma ha meno di 25 anni. In provincia di Trento i neonati da mamme con più di 40 anni sono il 7,78% in quella di Bolzano il 6,88% ma, come al solito le madri di origine italiana alzano la media (a Trento sono il 9,13% a Bolzano il 7,56%). Diminuiscono sempre di più le nascite da madri minorenni: in Italia, in totale, nel 2015 sono state 1739 (nel 1995 erano 3.145 unità). A Trento, come a Bolzano, sono state solo 10.

 

La classe d'età dove in regione si fanno più figli, invece, è quella tra i 30 e i 34 anni. “La recente fase di calo delle nascite - spiega Istat - è conseguente alle modificazioni della popolazione femminile in età feconda, convenzionalmente fissata tra i 15 e i 49 anni. Le donne italiane in questa fascia d'età sono infatti sempre meno numerose. Da un lato le cosiddette baby-boomers (le donne nate tra la seconda metà degli anni '60 e la prima metà dei '70) stanno uscendo dall'esperienza riproduttiva ( o si stanno avviando a concluderla). Dall'altro sono sempre meno numerose le generazioni più giovani. Queste ultime – conclude l'analisi del report di Istat – scontano l'effetto del baby-bust, la fase di forte calo della fecondità del ventennio 1976 – 1995 che ha portato al minimo storico di 1,19 figli per donna nel 1995”.

 

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