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"Tu cosa ci metti?", all'iniziativa che conclude il progetto "Scuola e Volontariato" la testimonianza dell'atleta paralimpica Melania Corradini

L'evento di Non Profit Network – CSV Trentino è realizzato in collaborazione con l’associazione di volontariato internazionale Mlal Trentino Onlus e gode del patrocinio della Provincia Autonoma di Trento. Un progetto che ha l’obiettivo di promuovere la cultura del volontariato e del non-profit all’interno del sistema scolastico provinciale. 

Pubblicato il - 18 maggio 2017 - 17:37

TRENTO. I ragazzi dei tanti istituti trentini che nei mesi scorsi hanno partecipato al progetto "Scuola e Volontariato" hanno riempito la sala della circoscrizionale della Oltrefersina, oggi è il giorno della conclusione, della restituzione di quanto è stato fatto. 

 

In platea erano 150, e negli anni il numero di studenti che si è impegnato in questo percorso arriva a toccare li 2 mila, provenienti da 20 realtà scolastiche provinciali che sono entrate direttamente in contatto con le associazioni di volontariato e gli enti del territorio, con l'obiettivo di rafforzare il senso civico dei giovani cittadini.

 

L'evento "Tu cosa ci metti" è il coronamento annuale del progetto di Non Profit Network – CSV Trentino, realizzato in collaborazione con l’associazione di volontariato internazionale Mlal Trentino Onlus e con il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento. Un progetto che ha l’obiettivo di promuovere la cultura del volontariato e del non-profit all’interno del sistema scolastico provinciale. 

 

Un evento che oggi ha portato davanti alla numerosa platea ospiti importanti, persone che hanno attirato l'attenzione degli studenti in modo speciale. Tra questi Melania Corradini, campionessa di sci e una delle atlete paralimpiche azzurre più rappresentative d’Italia. "Un consiglio per raggiungere un obiettivo? Anzitutto porsi un obiettivo - ha detto ai ragazzi - l'importante è raggiungerlo con impegno, ma soprattutto divertendosi".

 

Melania racconta di sé, e racconta del suo braccio che non c'è: "Io fin da piccola ho dovuto fare i conti col fatto che mi manca un arto - spiega - e da piccola soffrivo il fatto che tutti mi guardavano come si guarda qualcosa di strano. Poi sono cresciuta - racconta - e mi sono accorta che si guardano in modo strano anche quelli che oggi vanno in giro con i capelli blu".

 

Con questa mancanza ci ha fatto i conti per tutta la vita, ma quello che più interessava era quello che ci ha messo, l'energia che l'ha spinta ad arrivare fin dove è arrivata. "Se non avessi avuto questo handicap sarei stata una sportiva, forse sì - ammette - ma non sarei mai stata un'atleta come sono ora". Un punto di vista che ha spiazzato i ragazzi in platea, ragazzi che con curiosità hanno ascoltato rapiti le sue parole.

 

"Sono stata incoraggiata dai miei genitori - spiega - e se hai vicino qualcuno che ti sprona puoi arrivare veramente in alto, ci riesci anche se sai, come sapevo io, di avere un handicap". Racconta che fin da bambina ha voluto cimentarsi in tutti gli sport, "poi ho trovato nello sci la dimensione che più mi piaceva. Ovvio - dice - non è facile sciare con una racchetta sola, è sicuramente diverso, e di questo lo sapevo fin da bambina".

 

Una diversità e una difficoltà che non hanno fermato la sua voglia di divertirsi, un divertimento che è diventato anche impegno quando in Val di Fassa ha scoperto dell'esistenza di un gruppo di atleti con disabilità. "Il giorno più emozionante? Oltre alle medaglie - racconta - è stato l'onore di essere la portabandiera ufficiale alle Paralimpiadi del 2006 a Torino. Piangevo e sorridevo insieme, ero felice". 

 

Sul palco, nella giornata di "Tu cosa ci metti?", anche Fabrzio Pedron. Un educatore, un animatore, sempre a contatto con il mondo giovanile. Ha intrattenuto i ragazzi con ironia e grande capacità comunicativa. Nella sua infanzia è stato un bimbo in affido, e ora è un operatore di comunità per minori all'interno di un progetto per il supporto alle famiglie d'origine degli affidati.

 

Una bella storia che ha facilitato il suo racconto sui temi del volontariato e della partecipazione civica, dell’importanza di essere cittadini attivi e consapevoli in grado di intervenire direttamente nelle questioni sociali per poter dare un contributo significativo nelle proprie comunità e per i giovani in difficoltà.

 

Tra gli ospiti anche l’assessora del Comune di Trento Chiara Maule, mentre gli intrattenimenti artistici sono stati curati dagli artisti della Scuola di Circo “Bolla di Sapone”. Uno spazio è stato lasciato anche per la voce diretta dei giovani studenti che hanno partecipato al progetto, una parte dei quali ha reso possibile il Social Day, il percorso di cittadinanza attiva sulla solidarietà internazionale promosso da Mlal Trentino Onlus.

 

L’iniziativa, oltre ad una prima parte teorica, ha visto gli studenti lavorare, per una giornata, e devolvere lo “stipendio” al progetto di grande valenza sociale “Haiti verde - per combattere la malnutrizione in Haiti con gli orti scolastici”.

 

 

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