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Il Trento doveva iscriversi all'Eccellenza, il "Mezzo" non aveva diritto, il Consiglio di Stato ribalta la sentenza: ''Figc agito correttamente''

E' l'estate del 2015: l'Ac Mezzocorona è appena retrocesso dal campionato di serie D e si sposta ad Avio per le partite interne. Il Comitato trentino decide per l'iscrizione all'Eccellenza e il Trento resta in Promozione. Il Tar del Lazio aveva dato ragione alla società di via Sanseverino. Ora il Consiglio di Stato mette la parola fine

Di Luca Andreazza - 22 maggio 2018 - 11:41

TRENTO. Il Consiglio di Stato ribalta tutto. Un contropiede a tempo scaduto che mette la parola fine alla vicenda tra Trento, Lega dilettantiFedercalcio trentina e Coni. La quinta sezione si è pronunciata favorevolmente in accoglimento del ricorso della Lnd: la Figc di Trento ha agito correttamente nell'alveo della sfera della “auto-organizzazione” disciplinare sportiva, coerente a quanto dettato nell’articolo 19, delle N.O.I.F..

 

"Sono molto contento - commenta Ettore Pellizzari, numero uno della Federtrentina - perché viene confermata la correttezza delle procedure adottate dal Comitato, rendendo anche giustizia a tante polemiche emerse su questa vicenda. Ringrazio, in particolare, il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, e il Responsabile dell’Ufficio Giuridico, Avv. Lucio Giacomardo, unitamente ai Legali che ci hanno assistiti, per aver sostenuto la legittimità del nostro operato, a tutela dell’intero sistema

 

Il Consiglio di Stato rende di fatto inutile la sentenza del Tar del Lazio dell'ottobre scorso: "Il Trento aveva diritto a partecipare al campionato di Eccellenza della stagione 2015/16, il Mezzocorona invece non aveva le caratteristiche e i requisiti previsti dalla normativa federale per ottenere l'ammissione alla categoria" (Qui articolo). E già si parlava di risarcimento a sei cifre.

 

E' l'estate del 2015: l'Ac Mezzocorona è appena retrocesso dal campionato di serie D e il Comune di Mezzocorona nega ai gialloverdi la concessione di utilizzare l'impianto sportivo in quanto la società è morosa.

 

Un atto, questo, necessario per iscriversi al campionato, ma il 20 luglio 2015 arriva l'autorizzazione dal Consiglio direttivo del Comitato provinciale Figc di Trento a disputare sul campo di Avio, a 65 chilometri da Mezzocorona, le gare interne del campionato di Eccellenza e Coppa Italia per la stagione sportiva 2015/2016. Il Trento non ci sta e contesta la deroga al Coni. Un eventuale posto in Eccellenza che sarebbe spettato di diritto al Calciochiese, in testa nelle graduatorie dei ripescaggi. 

 

A quel punto il Dro ritorna in serie D e quindi il Calciochiese finisce in Eccellenza, il Trento diventa la prima società esclusa in graduatoria dal massimo campionato regionale, ma il 3 settembre successivo arriva un'altra tegola, il Coni sentenzia che la decisione della Federazione è giusta: Mezzocorona e Trento restano rispettivamente in Eccellenza e Promozione.

 

Tutto viene rigettato dal Tar del Lazio in quanto la ragione di spostamento non è una circostanza eccezionale, ma prevedibile perché la risoluzione della convenzione comunale era dettata dalla morosità dell'Ac Mezzocorona, e il 'nuovo' terreno di gioco non era adiacente alla sede della squadra, ma distava circa 65 chilometri. 

 

L'Ac Mezzocorona chiude quel campionato di Eccellenza ultimo, mentre l'anno scorso si iscrive al campionato di Promozione che però non arriverà mai a concludere tra goleade avversarie e mancanza di giocatori, la società viene radiata per non essersi presentata all'appuntamento domenicale per cinque volte in stagione.  

 

Nel frattempo diventa una sfida a colpi di carte bollate. La Federazione di casa nostra prima prende atto (Qui articolo), quindi para il colpo e poi si smarca. Una riunione interna della Federcalcio trentina, passata quasi in sordina, delibera nel comunicato del 2 novembre scorso, che l'organo stesso aveva agito correttamente.

 

Se la parabola di quel Mezzocorona è ampiamente pronosticabile, la Federcalcio trentina spiega: "Considerato - si legge nel comunicato - che tale valutazione deve ovviamente privilegiare i soli aspetti di rilevanza tecnico-sportiva, tenuto anche conto del fine primario del Comitato di promuovere il gioco del calcio, e, in quanto tale, deve accordare preminenza all’interesse della società alla prosecuzione della propria attività agonistica nel campionato corrispondente al titolo sportivo di competenza, atteso che la disponibilità di un impianto di gioco è prescritta quale requisito di ammissione al campionato" (Qui articolo e testo completo).

 

Poco importa quindi se la società fosse stata sfrattata per morosità e non disponesse della filiera del settore giovanile, escluso la formazione Juniores nella stagione 2016/17sparita però nel giro di poche partite. E perciò delibera nuovamente, questa volta ex post e ancora all'unanimità, che è stata presa la decisione giusta.

 

La Federazione trentina quindi prima si auto-assolve e poi passa la palla a livello nazionale, cioè alla Lega dilettanti, per andare avanti e presentare ricorso. E il Consiglio di Stato mette la parola fine, sconfessa il Tar del Lazio e andava bene così.

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