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Il Trento doveva iscriversi all'Eccellenza, il "Mezzo" non aveva diritto. Tar del Lazio ribalta le sentenze e ora si pensa a un risarcimento a sei cifre

La vicenda avviene nell'estate del 2015, l'Ac Mezzocorona retrocesso dalla serie D viene 'sfrattato' dal Comune e ottiene l'autorizzazione sul campo di Avio. Il Trento aveva contestato, senza successo, le mosse di Figc e Coni. Mauro Giacca: "Non è solo una vittoria del Trento, ma di tutti i presidenti delle società provinciali che ogni giorno si impegnano e adoperano per il bene del nostro movimento"

 

Di Luca Andreazza - 05 ottobre 2017 - 21:18

TRENTO. Il Trento aveva diritto a partecipare al campionato di Eccellenza della stagione 2015/16, il Mezzocorona invece non aveva le caratteristiche e i requisiti previsti dalla normativa federale per ottenere l'ammissione alla categoria. Questa in sintesi la sentenza del Tar del Lazio che condanna e annulla le decisioni di Figc, Coni, Lega nazionale e Ac Mezzocorona.

 

"Questa sentenza - commenta Mauro Giacca, numero uno del sodalizio di via Sanseverino - non è solo una vittoria del Trento, ma di tutti i presidenti delle società provinciali che ogni giorno si impegnano e adoperano per il bene del nostro movimento. Ringrazio il consiglio d'amministrazione del Trento per avermi concesso la possibilità di seguire questa strada che oggi ci ha dato ragione".

 

Quella del 2015 è un'estate particolarmente calda per il calcio locale. L'Ac Mezzocorona è appena retrocesso dal campionato di serie D e il Comune di Mezzocorona nega ai gialloverdi la concessione di utilizzare l'impianto sportivo in quanto la società è morosa.

 

Un atto, questo, necessario per iscriversi al campionato, ma il 20 luglio 2015 arriva l'autorizzazione dal Consiglio direttivo del Comitato provinciale Figc di Trento a disputare sul campo di Avio, a 65 chilometri da Mezzocorona, le gare interne del campionato di Eccellenza e Coppa Italia per la stagione sportiva 2015/2016. Il Trento non ci sta e contesta la deroga al Coni.

 

"Ricordo - dice Giacca - che l'eventuale posto in Eccellenza spettava di diritto al Calciochiese. La nostra era una battaglia per tutto il movimento: quella società andava fermata in quanto ledeva l'immagine del calcio trentino. Sono convinto che anche il Trento del passato tra sciopero dei giocatori, mancati pagamenti e altre vicende extra-calcistiche avrebbe dovuto subire uno stop per il bene di tutti".

 

Nel frattempo il Dro viene ripescato in serie D e il Calciochiese in Eccellenza, il Trento diventa la prima società esclusa in graduatoria dal massimo campionato regionale, ma il 3 settembre successivo arriva un'altra tegola: il Coni sentenzia che la decisione della Federazione è giusta: Mezzocorona e Trento restano rispettivamente in Eccellenza e Promozione.

 

Tutto viene rigettato dal Tar del Lazio in quanto la ragione di spostamento non è una circostanza eccezionale, ma prevedibile perché la risoluzione della convenzione comunale era dettata dalla morosità dell'Ac Mezzocorona, e il 'nuovo' terreno di gioco non era adiacente alla sede della squadra, ma distava circa 65 chilometri. 

 

L'Ac Mezzocorona chiude quel campionato di Eccellenza ultimo, mentre l'anno scorso si iscrive al campionato di Promozione che però non arriverà mai a concludere tra goleade avversarie e mancanza di giocatori, la società viene radiata per non essersi presentata all'appuntamento domenicale per cinque volte in stagione.  

 

 

"Ho massima fiducia e stima in Pellizzari - conclude Giacca - perché sono convinto che la Federazione trentina sia stata malconsigliata a Roma. Ora valuteremo i prossimi passi, anche se le priorità sono quelli di migliorare i risultati della nostra prima squadra, sviluppare ulteriormente il settore giovanile fino a farlo diventare un fiore all'occhiello e aumentare il valore dell'immagine della nostra società, che appartiene e rappresenta la comunità".

 

Sentenza del Tar alla mano, il Trento può però richiedere i danni e si parla di circa mezzo milione di euro.

 

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