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Milano è campione d'Italia, la Dolomiti Energia alza bandiera bianca

Basket. La serie si chiude sul 4-2 in favore dell'Ea7 Emporio Armani allo scudetto numero 28. Maurizio Buscaglia: "Dopo l'anno scorso rimettiamo un'altra pietra per ripartire perché siamo più duri di tutto"

Di Luca Andreazza - 15 giugno 2018 - 22:31

TRENTO. Finisce qui, 4-2. Lo scudetto è di marca, Ea7 Emporio Armani, e l'Olimpia festeggia così alla Blm Group Arena il suo tricolore numero ventotto, il terzo negli ultimi cinque anni. La prima sconfitta in questi playoff tra le mura di casa per la Dolomiti Energia è quella più amara e soprattutto definitiva. Come dodici mesi fa contro Venezia, i bianconeri sono costretti a applaudire gli avversari meritatamente in festa. 

"Complimenti a chi ha vinto - commenta a caldo coach Maurizio Buscaglia - oggi siamo arrivati un po' in ritardo mentalmente e tecnicamente. Quando ci siamo avvicinati, non siamo riusciti a trovare le zampate giuste pur in questa serata non grandissima. Abbiamo fatto tantissime cose belle e voglio ringraziare giocatori e staff. Abbiamo dimostrato di non essere di passaggio, ma siamo restati sempre presenti sul campo. Dopo l'anno scorso rimettiamo un'altra pietra per ripartire perché siamo più duri di tutto". 

 

Una sconfitta per 71-96, che però non può cancellare l'ennesima impresa in appena quattro stagioni di serie A dell'Aquila Basket. Certo Milano è campione d'Italia e la formazione plasmata da coach Maurizio Buscaglia si accoda per il secondo anno consecutivo in seconda piazza, fa male ma i bianconeri restano da applausi per quanto mostrato in stagione, capaci di dare tutto, dura a morire anche in questa serata per larghissimi tratti difficilissima. 

Una squadra vera che mostra tutto il suo carattere, non si scoraggia quando Sutton e Shields nel terzo periodo finiscono momentaneamente in panchina per falli: l'Aquila cerca altri protagonisti, ricuce, ma finisce la benzina residua e non riesce nell'impresa.

 

Niente lieto fine, niente Gara-7 e niente "resa dei conti" in quel di Milano. Salta l'epilogo, forse più giusto, a chiudere questa bellissima e intensa serie. Le scorie di Gara-5 e la stoppata di Goudelock a cristallizzare il successo delle scarpette rosse lasciano strascichi fisici e mentali. Forse l'Aquila si arrovella e inceppa lì. Una ferita mortale, il naufragio avviene in quel momento.

 

"Purtroppo abbiamo perso - dice il capitano Toto Forray - anche se avevamo il ruolo di outsider fa sempre male. Peccato per Gara-5, lì ci è mancato proprio poco. Ma abbiamo dato tutto".

 

Se l'Olimpia, che poggia le basi sul mix di talento e esperienza, viaggia leggera, in particolare dall'arco grandinano triple (18 in totale), in questa Gara-6, non altrettanto si può dire della Dolomiti Energia che stringe i denti, ma fatica tremendamente a entrare in ritmo e restare lucida, soprattutto nel primo tempo: alcuni accorgimenti di coach Simone Pianigiani, imbattuto in finale scudetto al sesto centro (5+1 revocato a Siena), creano il panico nella difesa bianconera, mentre Trento sembra sulle gambe, nell'angolo, senza luce e il fiato appare corto.

 

La Dolomiti Energia, come sempre, cerca però di gettare il cuore oltre l'ostacolo, si aggrappa a tutto per rientrare. Nonostante il controllo delle operazioni, Milano non può comunque dormire tranquilla. L'Aquila non bada alla spia della riserva accesa e cerca la rimonta, prova in tutti i modi di allungare la serie all'ultimo atto per tenere vive le speranze, ma poi è costretta a alzare bandiera bianca. Non è andata.

 

Ora si chiude probabilmente un ciclo, impossibile trattenere questo Shavon Shields, qualche altro volto cambierà, ma la creatura sapientemente allestita da Salvatore Trainotti, che ha abituato a stupire in poco tempo per scalare le gerarchie nazionali e continentali, ci riproverà. Anche in Europa all'indomani della conferma di partecipazione all'Eurocup con Torino e Brescia.

 

Dopo le partenze di Tony Mitchell e Josh Owens, dopo quelle di Dada Pascolo Aaron Craft sembrava non ci fosse un domani. Invece l'Aquila è una società in grado di programmare, senza paura di cambiare e variare, anche in corso d'opera, per continuare a brillare. Le basi ci sono, si ripartirà ancora una volta a caccia del colpo grosso.  

La cronaca. L'inizio è un incubo, tante palle perse, diversi errori. Ci mette due minuti e mezzo la Dolomiti Energia a sbloccarsi, mentre l'Olimpia inizia subito decisa per il 2-10 iniziale marchiato dalle triple di Goudelock e Kuzminskas. E' il canestro di Forray dall'arco e la stoppata di Silins a infiammare la Blm Group Arena. Shields sale subito di tono e arriva il break di 7-0 bianconero per il sorpasso, quindi Micov, Gudaitis e Kuzminskas dicono 16-22. Toto Forray chiude il primo quarto sul 20-25. 

 

La tripla di Bertans inaugura il secondo periodo (frazione da 13-23), quindi Jerrells puntella il punteggio sul +10 in favore delle scarpette rosse per il 20-30. E' Gudaitis trova il nuovo massimo vantaggio sul +13 (21-34) e coach Maurizio Buscaglia ricorre al time out. Alla ripresa arriva il canestro di Sutton e le prodezze di Bertans e Goudelock (23-42). Nel finale la Dolomiti Energia reagisce, ma Milano va al risposo lungo sul 33-48.

 

Nel terzo atto ( frazione da 23-18) Forray e Shields provano a rimettere la Dolomiti Energia in carreggiata per provare a lanciare l'incredibile rimonta per il 37-50. Kuzminskas prova a togliere ossigeno, quindi Forray rosicchia ancora un po' di punti (41-53). I liberi di Sutton e Gutierrez portano Trento a -7 (50-57). Ma Bertans mette un punto esclamativo da tre, prima delle risposta di Gutierrez (54-62). E' Cusin dalla lunetta a tenere dieci punti di distanza (56-66).

 

Sono Goudelock e Forray a aprire l'ultimo quarto (15-30), quindi Kuzminskas piazza l'ennesima tripla della serata per il 59-72. Trento prova a avvicinarsi, ma Milano resta distante, il cronometro corre e i bianconeri si innervosiscono (64-79). L'Ea7 Emporio Armani allunga ancora per chiudere i giochi (66-87). Ci pensa Goudelock a aggiornare le statistiche per il 71-96. 

 

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