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''Più condivisione che competizione''. Con la nuova Sezione Alpinismo del Gruppo Rocciatori Piaz giovani in montagna all’insegna dei vecchi valori

“Forti, motivati ed entusiasti che vivono la montagna non come competizione ed autocelebrazione ma come relazione e condivisione”. Questo il motto del nuovo gruppo di alpinismo

Di Guido Sassudelli e Pier Paolo Bonini (Liceo Prati) - 23 giugno 2019 - 20:10

TRENTO. Vivere la montagna in compagnia e senza competizione. Questo era l’obbiettivo principale di quei sei giovani che alla fine degli anni 70, per riuscire a realizzarlo, formarono un gruppo e unirono le risorse. Nel 1983, dopo numerose escursioni e nuovi membri, i ragazzi scrissero il primo statuto del gruppo, facendo così nascere ufficialmente il GRP (Gruppo Rocciatori Piaz).

 

Il progetto crebbe sempre di più e nel 1994 venne costruita la prima parete attrezzata nell’istituto M. Martini di Mezzolombardo. Così il GRP aprì l’arrampicata sportiva ai giovani e ai bambini. Tutto ciò portò nel 1997 all’inizio dell’attività agonistica con la partecipazione degli allievi a diverse gare. Con questa nuova vita del gruppo presero sempre più spazio le competizioni e il propedeutico allenamento in palestra.

 

Secondo alcuni però l’agonismo non è tutto e la montagna deve creare dei rapporti che leghino e facciano conoscere a fondo le persone. Questo è ciò che ha spinto, 36 anni dopo la nascita del gruppo, Davide Sassudelli e Marco Cordin, due giovani tesserati, a ideare e realizzare la Sezione Alpinismo all’interno del GRP, una sorta di ripresa dell’attività e del concetto iniziali dei fondatori.

 

 

“Siccome nelle realtà alpinistiche c’è sempre tanta competitività - spiega il presidente Davide Sassudelli - noi stiamo cercando di creare un gruppo basato più sulla relazione e sulla condivisione, che portino a comunicazione e conoscenza reciproca. Negli ultimi anni c’è stato quasi solo agonismo, adesso c’è una rinascita dell’andare in montagna come nei primi tempi del gruppo. L’obiettivo è quello di promuovere l’attività alpinistica e di rafforzare il carattere comunitario oltre al livello tecnico”.

 

Nonostante siano molto giovani, i fondatori hanno scalato cime impegnative come la Bonatti sul Gran Capucin, il Pilone centrale del Freney, l’Invisibilis e Tempi moderni sulla Marmolada; ma anche ghiaccio come il Flauto Magico in Vallunga. Da buoni alpinisti a loro piace stare con i piedi per terra ma hanno anche la passione del parapendio.

 

Tanta esperienza che viene condivisa tra i membri, finora dieci, tutti specialisti della montagna: ma entrare nel gruppo non è una cosa possibile a tutti. Il curriculum necessario e giudicato idoneo dai componenti deve presentare grande esperienza in varie specialità come vie alpinistiche, misto, sci, corsa, falesia, parapendio e alta montagna.

 

Questa nuova costola del GRP parte con in testa obbiettivi chiari: portare ad alti livelli e far conoscere, anche attraverso la realizzazione di video e documentari che presentino il carattere multi sportivo del loro modo di andare in montagna, le diverse discipline alpinistiche, condividere esperienze e conoscenze al fine di un miglioramento comune in tutte le specialità.

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