Addio a Ezio Vendrame, genio e sregolatezza degli anni '70. Aveva giocato anche al Rovereto in serie C
Un simbolo del calcio degli anni '70, Vendrame è stato protagonista di diversi episodi nel corso della sua carriera, vicende poi raccolte e raccontate in alcuni libri come "Se mi mandi in tribuna godo"

TRENTO. E' morto a 72 anni Ezio Vendrame, friulano di Casarsa della Delizia che si è spento sabato 4 aprile. In piena emergenza coronavirus, l'ex calciatore è morto per un tumore al pancreas.
Genio e sregolatezza, un simbolo del calcio degli anni '70, Vendrame è stato protagonista di diversi episodi nel corso della sua carriera, vicende poi raccolte e raccontate in alcuni libri come "Se mi mandi in tribuna godo".
Cresciuto in orfanotrofio, inizia a giocare nel settore giovanile dell'Udinese. Arrivato dalla Spal dopo le parentesi a Torres e Siena, l'ex calciatore aveva militato anche nel Rovereto nella stagione 1970/71 in serie C per passare poi al Lanerossi Vicenza per l'esordio in serie A. Dopo tre anni tra i biancorossi, il trasferimento al Napoli, dove ha disputato solo tre gare per incomprensioni con il tecnico Luis Vinicio.
Successivamente è andato al Padova in serie C e il debutto è contro il Trento. Dopo due stagioni l'avventura all'Audace San Michele in serie C e tra il dilettanti del Pordenone: contribuisce alla vittoria del campionato 1978/79 e alla promozione in serie C2.
Chiude la carriera a casa tra le fila dello Juniors Casarsa, dove viene squalificato per aver aggredito l'arbitro nel 1981.
Appese le scarpe al chiodo, aveva proseguito come allenatore ma si interruppe molti successi per l'invadenza dei genitori dei baby calciatori: "Allenerei solo una squadra di orfani", il famoso commiato alla panchina.












