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E' fatta, il Trento sbarca in serie C a 18 anni dall'ultima volta. Il calcio professionistico ritorna in provincia

A 18 anni di distanza dall'ultima apparizione, i gialloblù ritornano tra i professionisti con 3 turni di anticipo grazie al 2 a 1 rifilato al Briamasco al Campodarsego. Il sodalizio di via Sanseverino raggiunge l'aritmetica certezza dopo un cammino sempre ai vertici della serie D. L'ultima promozione sul campo nel '98 con la vittoria ai rigori sul Sassuolo

Di Luca Andreazza - 23 maggio 2021 - 16:58

TRENTO. E' fatta: il Trento agguanta la serie C da neo-promossa nell'anno più strano e condizionato ancora da Covid. A 18 anni di distanza dall'ultima apparizione, i gialloblù ritornano tra i professionisti e festeggiano la vittoria del campionato con 3 turni di anticipo.

 

Il sodalizio di via Sanseverino raggiunge l'aritmetica certezza dopo un cammino sempre ai vertici grazie al 2 a 1 in casa, davanti al suo pubblico (erano ammesse fino a 750 persone), contro il Campodarsego. Una stagione da urlo come da urlo è stato il secondo gol dei gialloblù, arrivato al 28° con Belcastro dopo una serie di finte, un colpo di tacco illuminante e un diagonale chirurgico piazzato all'angolino. Tre minuti prima ci aveva pensato uno dei grandi protagonisti dell'annata, Aliù (17 gol per lui in stagione), che con un'acrobazia aveva siglato l'1 a 0. Al 38° Sottovia aveva accorciato le distanze per gli ospiti e al 90° ancora Aliù in volo d'angelo insacca il 3 a 1 annullato, però, per fuorigioco. Poi 5 minuti di recupero da vivere con il fiato sospeso ma alla fine missione compiuta: il Trento è in Serie C.

 

"Capirete tra 10 anni quello che abbiamo fatto". Questo in sintesi il pensiero di Gianni Bortoletto, allora tecnico del Trento. E' il termine della stagione 1997/98, i gialloblù trascinati dal "bandito" Daniele Giulietti vincono il campionato di serie D, l'ultima promozione nella categoria superiore maturata sul campo. L'ultimo assaggio di professionismo risale poi alla stagione 2002/03 a seguito del ripescaggio di due anni prima. Poi il declino fino al ritorno nella terza serie nazionale.

 

La società di Sanseverino viene promossa in serie C2 ma è una stagione caratterizzata da forti contestazioni e da un finale di stagione caldissimo. L'ultima giornata è incandescente: il 3 maggio '98 il Trento affronta la quarta forza del campionato e deve vincere. Il Reggiolo, però, si porta sul 2-0, ormai i giochi sembrano fatti, i trentini reagiscono e riescono a ribaltare il risultato, finisce 3-2. Ma non è finita perché il Sassuolo vince di misura contro il Darfo Boario. Le squadre sono appaiate a 64 punti in classifica e serve uno spareggio. 

 

Il 10 maggio a Varese il Trento e il Sassuolo si giocano tutta la stagione: i tempi regolamentari si chiudono a reti bianche. Un equilibrio che non si spezza nemmeno ai supplementari. Si va ai rigori e i gialloblù sono più precisi: 5-4 e possono partire i caroselli tra le strade del capoluogo. 

 

Da quel momento il Sassuolo inizia la propria ascesa e oggi i nero-verdi sono in serie A, il Trento invece un (nemmeno tanto) lento declino. La stagione tra i pro è amara: diciottesimo posto e retrocessione. Poi un campionato di serie D a centro classifica e un altro chiuso in quarta piazza che vale il ripescaggio in serie C2. Una categoria mantenuta per due anni (14 posto e posizione numero 15 con retrocessione).

 

A seguire ci sono due stagioni di vertice con la presidenza affidata a Massimo Dalfovo e il cambio di denominazione (mai digerito) in Trentino calcio. Poi gli anni più bui tra cambi altri cambi di nome, turbillon di proprietà e il fallimento datato 12 maggio 2014. L'unica nota positiva è l'arrivo di Mauro Giacca in plancia di comando, l'imprenditore raccoglie un Trento sprofondato nel punto più basso della sua storia, il campionato di Promozione, affrontato solo nel 1948/49, epoche lontanissime. 

 

Il percorso non è stato semplice con alcuni errori e almeno due battute d'arresto pesanti prima di sbarcare in serie C. Il primo campionato di Promozione dell'era Giacca viene chiuso incredibilmente in seconda posizione alle spalle della Rotaliana. Poi il doppio salto con le vittorie dei massimi campionati provinciale e regionale per ritornare in serie D, categoria che mancava dal 2012/13.

 

Prima una quarta serie mantenuta a fatica e poi una retrocessione senza appello: un Trento praticamente mai competitivo con allenatori cambiati a ripetizione (Roberto Vecchiato-Antonio Filippini-Claudio Rastelli-Luciano De Paola e Loris Bodo in appena due stagioni). Nonostante le difficoltà, la proprietà ha saputo restare decisa e investire: la pronta risalita con la vittoria al termine di un'Eccellenza bloccata a causa dell'emergenza Covid e ora la tanto attesa promozione in serie C della truppa di Carmine Parlato, allenatore alla quinta promozione dalla D dopo quelle con Rovigo, Pordenone, Padova e Rieti.

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