Ecco Francesca Bosio, campionessa di Sitting Volley e unica trentina alle Paralimpiadi. "Partiamo da sfavorite, ma nei Giochi può succedere di tutto"
La delegazione trentina alle Paralimpiadi conta soltanto un'atleta: Francesca Bosio, giocatrice di Sitting Volley della nazionale azzurra. "La qualificazione alle Paralimpiadi è il momento più bello di tutta la mia carriera sportiva. È arrivata con la vittoria nella semifinale degli Europei, una partita che ho chiuso io con un muro"

TRENTO. Tokyo 2020 non è ancora finita. Con la chiusura delle Olimpiadi sale l’attesa per le Paralimpiadi, un evento che raccoglie sempre più attenzione da qualche anno a questa parte. Basti pensare al successo raccolto da Bebe Vio, schermitrice paralimpica e probabilmente una delle figure sportive più note in Italia.
La delegazione azzurra, come nel caso delle Olimpiadi, quest’anno partirà con il gruppo più numeroso di sempre: 114 sportivi provenienti da tutta Italia e pronti a dare il massimo per il tricolore. A rappresentare il Trentino Alto-Adige, però, sarà una sola atleta: la trentina Francesca Bosio, che sul campo di Sitting Volley porterà con sé i sogni di tutti i trentini.
Francesca ha 27 anni, gioca a pallavolo da quando ne aveva 7 e fuori dal campo studia Digital Marketing dopo aver conseguito la laurea in Economia. “Al Sitting Volley mi sono avvicinata quasi per caso – racconta -. Ho sempre giocato a pallavolo ed ero arrivata in serie B, ma un giorno sono stata invitata ad un raduno di Sitting Volley per cui stavano cercando giocatrici. È stato amore a prima vista e da quel momento in poi non mi sono più guardata indietro. Grazie a questo sport ho raggiunto livelli che nemmeno immaginavo, senza contare tutte le bellissime esperienze che mi ha regalato”.
La trentina classe ’94 nel suo percorso sportivo ha deciso di dare tutta sé stessa alla nazionale: “Sono una persona a cui piace rispettare gli impegni presi, ritengo sia un valore fondamentale nella vita. Per questo motivo al momento non gioco con una squadra di club. Non mi piacerebbe dover scegliere tra la nazionale e gli impegni con un’ipotetica altra squadra, sapendo di dover rinunciare a una delle due. Preferisco concentrarmi solo sul gruppo azzurro, che già ci dà tanto da fare”.

Le azzurre del Sitting Volley infatti hanno davanti a sé un calendario pieno di impegni. Dopo le Paralimpiadi di Tokyo, in ottobre le aspettano gli Europei in Turchia e a maggio 2022 ci saranno i Mondiali. Per il momento però bisogna concentrarsi sui Giochi a cui la nazionale femminile si è qualificata per la prima volta nella storia. “La qualificazione alle Paralimpiadi è probabilmente il momento più bello di tutta la mia carriera sportiva – racconta Bosio -. È arrivata con la vittoria contro la Germania nella semifinale degli Europei 2019, una partita che ho chiuso io con un muro sull’attacco tedesco. È stata un’emozione così forte che ancora non ci credo. Ad oggi, 2 anni dopo, non ho ancora riguardato il video di quella partita”.
A Tokyo le azzurre affronteranno Brasile, Giappone e Canada nel girone A, mentre nel girone B Russia e Stati Uniti, le superpotenze di questo sport, si scontreranno Cina e Ruanda. “Nella fase a gironi si può dire che ci è andata bene e siamo finite in un girone in cui possiamo giocarcela. Poi ovviamente non si può mai dire cosa succederà, si parla comunque di squadre forti che non vediamo da tanto tempo. Può succedere di tutto”, aggiunge.
La partenza delle azzurre è fissata per questo giovedì 12 agosto. Passeranno una settimana in isolamento a Sendai per poi entrare a casa Italia in tempo per l’apertura dei Giochi Paralimpici (24 agosto). Francesca racconta: “Penso che da qui al momento in cui saremo lì non proverò altra emozione che non sia ansia. Poi una volta che saremo in campo penserò solo a giocare e a dare il massimo. Sui risultati non mi sbilancio, un po’ per scaramanzia un po’ perché in questo genere di competizioni la sorpresa è sempre dietro l’angolo. Partiamo da sfavorite, come le ultime del ranking, ma siamo determinate e daremo tutto quello che abbiamo. I nostri obiettivi? Solo giocare al massimo delle nostre possibilità. Alla fine dei Giochi faremo un bilancio di com’è andata”.













