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Nella 'sua' Cavalese salta il minuto di silenzio in ricordo di Elisa Deflorian: l'arbitro dimentica il buonsenso e dice "No" alle richieste di squadre e Figc

Il Futsal Fiemme, la squadra in cui militava Elisa in questa stagione e il Piedicastello non si sono date per vinte: a fine gara giocatrici e staff hanno osservato il minuto di silenzio, stringendosi in uno splendido abbraccio al centro del campo. Quando l'umanità e la voglia di ricordare un'amica che non c'è più superano la totale mancanza di buonsenso

Di Da.Lo. - 02 ottobre 2021 - 12:44

TRENTO. Venerdì è stata la giornata della ripartenza per il movimento del calcio a 5 regionale. Dopo 11 mesi e mezzo di stop, anche le formazioni che partecipano ai tornei di futsal di serie C1, serie C2, serie D e serie C femminile sono tornate - finalmente - a riassaporare il dolcissimo gusto del parquet, del pallone a rimbalzo controllato che rotola e del sano agonismo che contraddistingue chi pratica lo sport per puro divertimento all'interno dei palazzetti e delle palestre delle Province di Trento e Bolzano.

 

Dopo due stagioni tribolatissime a causa della pandemia, è stata una serata di festa su tutti i campi: sì, perché "solamente" il poter scendere in campo è motivo di enorme gioia in un momento storico così complicato.

 

Ma non solo perché, per le otto formazioni che partecipano al campionato di serie C femminile, la serata di venerdì aveva un significato diverso. Inevitabilmente era così, perché si trattava della prima volta senza Elisa Deflorian, la 27enne fiemmese scomparsa tre settimane fa dopo un incidente in montagna.

 

Elisa, sportiva a 360 gradi, era anche una giocatrice del Futsal Fiemme e avrebbe dovuto difendere i pali della porta della compagine di Cavalese nella stagione partita ieri. Dopo un paio di stagioni di stop, il sodalizio fiemmese aveva deciso d'iscrivere nuovamente la propria squadra al massimo torneo regionale, con un gruppo formato da ragazze molto giovani e giocatrici un po' più esperte, che avevano già praticato la disciplina ed erano pronte a rimettersi in gioco.

 

Del Futsal Fiemme Elisa era sempre stata una delle anime, uno degli elementi trainanti: come detto, sportiva a tutto tondo, si trovava a proprio agio con i guanti da portiere e, qualche anno fa, aveva fatto parte anche della Rappresentativa del Comitato provinciale di Trento che aveva preso parte al Torneo delle Regioni.

 

Per onorare la sua memoria, il Cpa di Trento aveva disposto, con tanto di comunicato ufficiale, che su tutti i quattro campi della Provincia che interessavano il torneo di serie C venisse osservato un minuto di silenzio. Un piccolo tributo per ricordare chi non c'è più e a questo sport ha dato tanto, all'interno di un movimento - quello femminile - troppo spesso considerato di "secondo piano".

 

Ebbene, a Cavalese, dove andava in scena il match tra il Futsal Fiemme, la squadra di Elisa e il Piedicastello è successo l'incredibile. Dalla Figc di via Trener la comunicazione, che avrebbe dovuto osservarsi un minuto di silenzio prima della gara, è stata regolarmente recapitata all'Associazione italiana arbitri (e questo l'abbiamo verificato), la quale però si è scordata, evidentemente (e poi capirete che è andata proprio così), d'inoltrare la direttiva agli arbitri designati.

 

Un errore grave, commesso da chi ha l'onere di designare gli arbitri per la serie C femminile, del quale è già stato informato il presidente del Comitato regionale arbitriGiorgio Daprà (impegnato nel fine settimana in un importante raduno con gli associati e impossibilitato a rilasciare dichiarazioni ma che, fonti attendibili, ci dicono essere furioso per l'accaduto), ma che avrebbe potuto essere "recuperato" con un po' di buonsenso (e umanità, aggiungiamo noi, visto il momento particolare) dai direttori di gara interessati.

È successo così a Nomi dove, informato dalla società di casa, l'arbitro (che, anche in questo caso, non era stato erudito in merito), senza alcuna difficoltà (concedeteci solamente un commento all'interno dell'articolo: quale avrebbe potuto essere il problema? Che conseguenze avrebbe potuto avere? Solamente un "grazie" da parte delle società) ha fatto osservare il minuto di silenzio in ricordo di Elisa, a cui ha fatto seguito un lungo applauso da parte delle giocatrici e del pubblico presente, mentre non è accaduto a Cavalese, dove il direttore di gara non ha voluto sentire alcuna ragione. Le due società, il Futsal Fiemme e il Piedicastello, hanno provato ad insistere, ma il diniego della "giacchetta nera" è stato totale.

 

A quel punto è stato chiesto l'intervento della Federazione, ieri rappresentata all'impianto di Cavalese da Marco Rinaldi, vice presidente del Comitato provinciale autonomo (insomma, il "numero due" della Figc trentina), nonché Delegato provinciale al calcio a 5, dunque la massima autorità in Provincia quando si parla di futsal. Rinaldi venerdì era salito appositamente a Cavalese per partecipare al minuto di silenzio e assistere alla gara, mostrando così tutta la vicinanza del Comitato al Futsal Fiemme, agli amici e alle amiche di Elisa.

 

Niente da fare, nemmeno la sua mediazione "di persona" (è sceso negli spogliatoi per cercare un confronto con l'arbitro) è servita a qualcosa, perché l'arbitro è rimasto irremovibile sulle proprie posizioni, affermando di "non essere autorizzato a parlare con lei", rivolgendosi al vice presidente della Figc di Trento. Rinaldi ha altresì chiesto al direttore di gara di confrontarsi con Francesco Cirillo, responsabile Aia del calcio a 5 in Trentino, ottenendo come risposta un altro "no" definitivo.

 

Il risultato? La partita è iniziata senza minuto di silenzio e, come racconta un dirigente locale "per fortuna la gara era a porte chiuse e in pochi hanno assistito ad una situazione assurda e irrispettosa". Le ragazze del Futsal Fiemme e del Piedicastello non si sono date per vinte e, dopo essersi confrontate già prima della gara, al termine del match (terminato 2 a 2), hanno deciso di ricordare Elisa come a lei sarebbe sicuramente piaciuto tanto, osservando un toccante minuto di silenzio, tutte strette in un bellissimo abbraccio al centro del campo. Il ricordo di una giovane ragazza che non c'è più e la voglia di dedicare a lei la serata della ripartenza dello sport che tanto amava sono state più forti della mancanza di buonsenso e di umanità. 

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