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Non chiamatelo miracolo: l'Fc Alto Adige è molto di più. Prima in Serie C da venticinque anni lavora per questo obiettivo

Il team altoatesino è primo davanti a squadre blasonate come Modena, Perugia, Padova, Cesena E quanto brucia ancora la sconfitta nella finale playoff contro la Pro Vercelli del 2014

 

Di Daniele Loss - 25 gennaio 2021 - 15:51

TRENTO. Chiamarlo "miracolo Fc Alto Adige" sarebbe ingeneroso. E sbagliatissimo. Sì, perché i miracoli avvengono quasi per caso o per una serie di fattori che, incredibilmente, coincidono. Il classico "tutto al posto giusto nel momento giusto". Ebbene, a Bolzano il primato nel girone C, a più uno sul Modena, a più tre su Perugia e Padova (che deve recuperare ancora una partita) e più cinque sul Cesena è figlio della straordinaria programmazione e del lavoro di un club che, bene ricordarlo, è nato nel 1995 e, partendo dalla Promozione, in due anni ha raggiunto la serie D.

 

Due stagioni per "capire" l'ambito nazionale, prima dell'ulteriore salto in avanti con la conquista del professionismo. I numeri parlano chiaro: da 21 anni, ininterrottamente, il sodalizio altoatesino milita tra i "pro" con un'ulteriore promozione conseguita nel 2010 dalla Seconda Divisione (l'ex serie C2) alla Prima Divisione (quella che un tempo era la C1) dopo aver stravinto il girone A con Alfredo Sebastiani, oggi alla Virtus Bolzano, sul ponte di comando. Nei pensieri del "patron" e vicepresidente vicario Krapf, del presidente Baumgartner e dell'amministratore delegato Pfeifer da sempre c'è un obiettivo, che si chiama serie B.

 

L'Fc Alto Adige ha già sfiorato l'approdo in cadetteria (l'ultimo step da compiere per entrare nella storia), nel 2014: la squadra, allenata allora da Claudio Rastelli, chiuse la stagione regolare al terzo posto, davanti a Cremonese, Vicenza, Venezia e Reggiana, tanto per citarne alcune, e alle spalle solamente di Virtus Entella e Pro Vercelli. Il percorso nei playoff fu esaltante e, dopo aver eliminato la Cremonese, la compagine biancorossa dovette arrendersi in finale alla Pro Vercelli con tante, tantissime recriminazioni dopo la sfida in terra piemontese con il direttore di gara della sfida, Pezzuto di Lecce, che penalizzò in maniera evidente la compagine di Rastelli.

 

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, ma il percorso di crescita della società è stato continuo. Il centro sportivo di Maso Ronco (costato 12 milioni di euro), nella zona sportiva di Appiano, è un gioiello assoluto nel panorama italiano e che meraviglia diventerà lo stadio "Druso" a fine lavori. "Una cosa così non si vede nemmeno in serie A", hanno commentato numerosi addetti ai lavori dopo la visita all'Fcs Center. Sottoscriviamo in pieno. Nemmeno l'addio, nel 2017, del direttore sportivo Luca Piazzi, uno dei cardini del progetto e oggi responsabile del settore giovanile del Parma, ha interrotto il percorso di crescita. Dopo il brevissimo interregno di Aladino Valoti, che lasciò Bolzano per accasarsi al Palermo, si è deciso di puntare su di un altro "uomo mercato" giovane ma con esperienza e con una gran voglia di mettersi in gioco e sposare un progetto ambizioso e serio quale è quello dell'Fc Alto Adige.

 

Paolo Bravo è diventato un top nel suo ruolo per la categoria e, infatti, non a caso, è seguito da molto vicino da tanti club di categoria superiore. Il sodalizio biancorosso non si è snaturato nella politica: i senatori sono atleti della zona, "sentono" la maglia come una sorta di seconda pelle (capitan Fink e Tait, tanto per fare due nomi) e sono i cardini della squadra. Qualcuno, vedi Fischnaller, ha fatto invece giri immensi ma poi è tornato al primo amore. E sul mercato si opera con raziocinio e con grande attenzione anche all'aspetto umano: all'Fc Alto Adige se non sono uomini a 360 gradi (oltre a buoni calciatori, ovviamente) non li vogliono.

 

I biancorossi guidano il girone B e, sino a questo momento, hanno messo in fila avversarie come Modena, Perugia, Padova e Cesena, società dall'enorme blasone che, non troppi anni fa, calcavano i campi della massima serie. Per non parlare poi di altre "ex" big, quali Triestina e Carpi, che oggi si trovano a distanza siderale rispetto alla squadra di Vecchi. Ma non è un miracolo e nemmeno un caso. L'ultima "gemma" di una stagione esaltante è stata la vittoria di domenica sul Ravenna, firmata da Malomo e Beccaro, la prossima avversaria si chiama Fermana.

 

Con la voglia di continuare a stupire chi ancora (ma esiste veramente?) non ci crede. Perché l'Fc Alto Adige non è meteora, non è miracolo, non è caso. È serietà, programmazione e idee chiare. Chiarissime, così come l'obiettivo di un progetto con la "P" maiuscola.

 

Rivedi gli highlights della vittoria di domenica contro il Ravenna.

 

CLASSIFICA:

Alto Adige 40 pt

Modena 39

Perugia, Padova 37

Cesena 35

Sanbenedettese 33

Mantova 32

Matelica 31

Virtus Verona, Triestina, Ferralpisalò 29

Carpi 24

Gubbio 23

Fermana 22

Legnago 21

Vis Pesaro 18

Imolese, Aj Fano 16

Ravenna 14

Arezzo 10

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