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Si parla di ripartenza dei tornei regionali ma, formalmente, ''l'interesse nazionale'' non è stato ancora certificato dal Coni. E intanto cosa fare?

Tra qualche giorno, presumibilmente, il problema verrà risolto, ma la vicenda diventa kafkiana. Perché programmare la ripartenza in assenza del "nero su bianco" per il riconoscimento a campionati di "interesse nazionale" per i massimi tornei regionali? E se il Coni ci ripensasse all'ultimo?

Lunedì e martedì il pallone per le squadre d'Eccellenza si fermerà: forse da mercoledì tornerà a rotolare
Di Daniele Loss - 13 marzo 2021 - 20:56

TRENTO. Se si è trattato di un "rischio "calcolato lo sapremo a breve, intanto i fatti ci dicono che manca un pezzo importante al puzzle. Fondamentale. Il passaggio della Provincia Autonoma di Trento in "zona rossa" blocca lo svolgimento degli allenamenti, anche in forma individuale, per tutte le società calcistiche del territorio. Il provvedimento resterà in vigore sino - almeno - dopo la festività di Pasqua e stoppa anche l'attività di tutto il settore giovanile.

 

Dunque, chi può continuare ad allenarsi in Trentino? Sicuramente il Trento, perché partecipa ad un campionato riconosciuto d'interesse nazionale, l'Olympia Rovereto, compagine che milita nel torneo di serie B di calcio a 5 e, direte voi, anche le squadre d'Eccellenza che hanno detto sì alla ripartenza del torneo (per chi ha espresso parere contrario sarà vietato, anche nel momento del ritorno in zona gialla), visto il del cambio di status - avvenuto qualche giorno fa - della manifestazione a cui partecipano

 

No, in questo momento non è così. E come mai? Semplice: perché il "nero su bianco", cioè l'attribuzione dell' "interesse nazionale" ai massimi campionati calcistici regionali, non è ancora avvenuta dal punto di vista formale. Il Coni ha detto sì (a parole) alla richiesta di Figc e Lnd di modificare lo status dei tornei di Eccellenza maschile femminile di calcio a 11 e serie C1 maschile e femminile di calcio a 5, ma non ha ancora ratificato il provvedimento.

 

Dunque, da lunedì, anche gli allenamenti di ViPo Trento, Levico Terme e Gardolo (il Lavis, la quarta compagine trentina che riprenderà l'attività, è rimasta pressoché sempre ferma e non ha ancora programmato la ripartenza) saranno sospesi, in attesa del provvedimento del Coni, che dovrebbe arrivare nella giornata di martedì 16 marzo. Di conseguenza prima di mercoledì 17 (o forse qualche giorno più tardi e, attenzione, che qualche Regione potrebbe bloccare tutto con un provvedimento amministrativo) di tornare ad allenarsi non se parlerà.

 

Sembra una barzelletta, ma così non è: in buona sostanza si è deciso di riprendere il percorso senza avere la certezza scritta (e sappiamo bene quanto Figc e Lnd siano attente all'aspetto formale) di un passaggio burocratico di fondamentale importanza e assolutamente vincolante.

 

È ovvio che le parti si sono incontrate e confrontate e dal Coni sono arrivare tutte le necessarie garanzie (per ora solo verbali) ma, vista anche la recentissima nomina di Valentina Vezzali a sottosegretario allo sport (di cui non si conosce il pensiero a riguardo), se le carte in tavola dovessero improvvisamente cambiare visto il peggiorare della situazione epidemiologica cosa accadrebbe?

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