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Tentativi di combine in serie D: squalifica di 4 anni per Petrollini e di un anno per Ferrarese. Multa di 5 mila euro per il Levico per ''responsabilità oggettiva''

All'epoca Claudio Ferrarese era direttore sportivo dei termali in quarta serie, la squalifica per omessa denuncia. Sanzione di 5.000 euro, per responsabilità oggettiva, al Levico Terme. Il presidente Sandro Beretta non ci sta e annuncia l'appello: "Noi assolutamente estranei ai fatti. Abbiamo già pronta la memoria difensiva"

Di Daniele Loss - 23 gennaio 2021 - 12:40

LEVICO. Telefonate, discussioni tra le panchine durante le gare e anche il passaggio di 5 mila euro tra i dirigenti di due società per "aggiustare" il risultato di una partita. Ma cosa c'entra tutto questo, avvenuto in Toscana nel 2019, con il movimento trentino? Semplice: tutti gli appassionati di calcio alle nostre latitudini ricordano sicuramente Gianni Petrollini e Claudio Ferrarese.

 

Il primo è stato direttore sportivo, a più riprese, del "fu" Trento targato Belfanti e Bizzozzero, fallito nel 2014, e poi del Dro Alto Garda (stagione 2017/2018), mentre il secondo, ex calciatore professionista con al proprio attivo qualcosa come oltre 300 presenze tra i professionisti con le maglie di Verona, Cittadella, Napoli, Piacenza, Ternana, Salernitana, Cagliari, Torino, Cremonese e Spezia, ha chiuso la propria carriera da giocatore nel 2016 proprio con la maglia del Trento e, successivamente, è stato per tre stagioni direttore sportivo del Levico Terme in serie D e oggi è l'uomo mercato del Sona Calcio, sempre in quarta serie, recentemente protagonista dell'acquisto di Maicon.

 

Ebbene, venerdì Petrollini e Ferrarese sono stati stangati dal Tribunale nazionale federale - sezione disciplinare e inibiti (leggasi: squalificati) rispettivamente per 4 anni e 1 anno. E non è finita qui perché, per il principio di "responsabilità oggettiva" (aspetto questo assai controverso della giustizia sportiva), il Levico Terme si è visto comminare una sanzione di 5.000 euro in quanto, all'epoca dei fatti, Ferrarese era tesserato proprio il sodalizio termale.

 

I fatti. Nella seconda parte della stagione 2018/2019, Petrollini, umbro di nascita ma toscano d'adozione, approda al Viareggio, una delle nobili decadute del calcio italiano con la società bianconera che naviga in pessime acque, sia dal punto di vista societario che per i risultati.

 

Il triumvirato a capo del Viareggio, composto dal patron Sergio Lazzarini (squalificato per 4 anni), Gianni Petrollini e dall'allenatore - dirigente Tommaso Volpi (per lui 5 anni di squalifica e preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc), come emerso dalle indagini effettuate dalla procura di Lucca, è stato protagonista di una serie di tentativi di combine, poi - tra l'altro - non andati a buon fine.

 

Le gare "incriminate" sono Viareggio - Trestina, Bastia - Viareggio, Viareggio - Aglianese, Massese - Viareggio, Viareggio - Pianese, Viareggio - Scandicci, Viareggio - Sinalunghese e Sangimignano - Prato. E Ferrarese che c'azzecca con tutta questa situazione, lui che all'epoca era il direttore sportivo del Levico Terme?

 

Presto spiegato: qualche giorno prima della sfida tra Viareggio e Bastia, Petrollini contatta Ferrarese (i due si erano conosciuti proprio a Trento) e gli chiede di poter "intercedere" con Lorenzo Boldini, giocatore della formazione umbra con cui Ferrarese aveva condiviso gli ultimi anni del proprio percorso calcistico. Il direttore sportivo del Levico taglia corto e rimanda al mittente ogni proposta, ma non denuncia alla giustizia sportiva il tentativo di combine e, infatti, la squalifica comminatagli è per omessa denuncia.

 

Il Levico Terme non ci sta. All'epoca dei fatti Ferrarese è tesserato per il Levico Terme che, dunque, viene sanzionato per "responsabilità oggettiva", un aspetto assai controverso della Giustizia Sportiva. E' di 5.000 euro la multa per il club di viale Lido che, ovviamente, ricorrerà in appello.

 

"E pensare che l'accusa - racconta il presidente del Levico, Sandro Beretta - aveva chiesto anche due punti di penalizzazione da scontarsi nella stagione in corso. Certamente ricorreremo e chiederemo l'annullamento del provvedimento a nostro carico. Quale responsabilità oggettiva può avere il Levico Terme? Si sta parlando di fatti a noi sconosciuti e di persone che non sappiamo nemmeno che viso abbiano. Ferrarese, all'epoca dei fatti, venne contattato da Petrollini, ma non ci fu una richiesta precisa di combine. Una mezza frase buttata lì, di quelle che possono essere interpretate in mille modi. Claudio tagliò corto, non contattò mai l'ex compagno di squadra e, successivamente, non ha avuto più alcun tipo di rapporto con Petrollini. Dunque quale sarebbe la responsabilità oggettiva del Levico? Devo fungere da padre putativo di tutti i tesserati e rispondere come se questi fossero minorenni? Tra dieci giorni usciranno le motivazioni di tutte le sentenze, noi chiederemo la sospensiva del provvedimento e ricorreremo. Con l'avvocato Gianluca Pinamonti, il nostro legale di fiducia, abbiamo già preparato la memoria difensiva".

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