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| 29 giu 2021 | 20:09

Ventun anni fa il 'cucchiaio' di Totti e i miracoli di Toldo stesero l'Olanda nella semifinale degli Europei: che impresa per gli azzurri di Zoff nella casa degli Orange

Il portiere parò tre rigori, uno nei tempi regolamentari e due nella serie finale, mentre il "Capitano" dichiarò che avrebbe fatto lo "scavino". Maldini, preoccupatissimo, provò a farlo desistere, ma Totti quel pensiero lo aveva da giorni: se fossero andati ai rigori lui avrebbe "scucchiaiato" in porta. E così fu: l'Amsterdam Arena si ammutolì

Il meraviglioso cucchiaio di Totti nella semifinale dell'Europeo del 2000

TRENTO. Di Biagio: "A Francè, io c'ho 'na paura". Totti: "Eh, a chi lo dici, ma hai visto quant'è grosso quello (con riferimento al portiere olandese Van der Sar, ndr)?". Di Biagio: "Ah, così m'incoraggi?". Totti: "Nun te preoccupà, mo je faccio er cucchiaio". Maldini: "Ma che sei pazzo? Siamo a una semifinale degli europei!" Totti: "Se, se, je faccio er cucchiaio".

 

Questo surreale scambio di "opinioni" a tre potrebbe far sorridere, se non fosse che i sopracitati Di Biagio, Totti e Maldini siano al centro del campo dell' "Amsterdam Arena" (ora, doverosamente, ribattezzata "Johan Cruijff Arena"), prossimi a calciare i rigori che, da lì, a pochissimo avrebbero spedito l'Italia nella finalissima del Campionato Europeo del 2000. Il diagolo sarebbe perfetto se il contesto fosse quello di un campetto sul quale un gruppo di amici sta per battere i penalty che stabiliranno chi dovrà pagare l'affitto del terreno di gioco e la successiva pizza in compagnia.

 

Niente di tutto questo e il rigore battuto da Totti è uno dei momenti "clou" della recente storia della Nazionale Azzurra: ventuno anni fa, esattamente il 29 giugno del 2000, gli azzurri di Dino Zoff ammutolirono i 50mila tifosi olandesi presenti sugli spalti, che già pregustavano l'approdo all'ultimo atto della manifestazione per giocarsi il titolo continentale contro la Francia, che il giorno precedente aveva superato per 2 a 1 il Portogallo grazie alle reti di Henry e Zidane.

 

I protagonisti di quella giornata furono due. Francesco Toldo, senza dubbio, che nei programmi iniziali avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di "vice" alle spalle di Gigi Buffon, ma un serio infortunio alla mano sinistra costrinse il portiere del Parma (il trasferimento alla Juventus arriverà l'estate successiva) ad alzare bandiera bianca. Il secondo è Francesco Totti, che entrò in campo al minuto 83 di quella sfida al posto di Stefano Fiore, ma fu decisivo. E a modo suo, come solamente il "Pupone" sapeva fare.

 

I tempi regolamentare e supplementari erano stati all'insegna dell'assoluta soffferenza per l'Italia, costretta a giocare in inferiorità numerica dal 34' del primo tempo (dunque per 86 minuti) per l'espulsione di Zambrotta che, già ammonito, al 34' stendeva Zenden beccandosi il meritato secondo cartellino giallo da parte dell'arbitro tedesco Merk. Prima l'Olanda aveva sfiorato il gol con il meraviglioso rasoterra di Bergkamp che, a portiere battuto, aveva centrato il palo e, poco dopo il "rosso" sventolato in faccia al terzino azzurro, il direttore di gara assegna il primo rigore di giornata agli orange per una trattenuta di Nesta ai danni di Kluivert, che nella circostanza, rimane in piedi, senza andare a terra. Sul dischetto si presenta Frank De Boer, ma è Toldo è super e devia in calcio d'angolo. 
 

L'Italia si difende e basta, si fa vedere solamente con un tiro dalla lunghissima distanza di Fiore, che Van der Sar alza in calcio d'angolo. Si cambia fronte e Iuliano abbatte con una scivolata Davids in area azzurra: penalty netto con Kluivert che incrocia il rasoterra, spiazza Toldo, ma è il palo a dire "no" al centravanti dell'Olanda.

 

La squadra di Zoff continua a serrare le fila, a sette minuti dalla fine entra Totti, ma il canovaccio non cambia con gli Azzurri che provano a vincerla in contropiede, ma in realtà puntano a portarla ai rigori. E così avviene: la monetina premia gli olandesi, che scelgono di calciare sotto il "muro" arancione della tribuna di destra.

 

Inizia l'Italia con Di Biagio, che va sul dischetto senza pensare all'errore che due anni prima aveva sancito l'eliminazione nei quarti di finale per mano della Francia poi campione: due passi di rincorsa (come nel 1998), ma questa volta la palla finisce sotto l'incrocio dei pali. Uno a zero per noi. Tocca all'Olanda con Frank De Boer che ci riprova dopo l'errore nei tempi regolamentari: al capitano di casa viene il "braccino", mentre Toldo è "on fire" e para ancora. 
Sul dischetto va Pessotto: calma olimpica per il numero 11, che apre il "piattone" rasoterra e spiazza Van der Sar: due a zero. Gli orange rispondono con Stam, a cui il sangue freddo non manca di certo. Meno la mira, per nostra fortuna: conclusione potentissima, centrale, ma troppo alta.

 

È il momento di Francesco Totti, un rigorista "vero" visto che sa calciare i penalty in tutti i modi: incrociando, "aprendo", piazzandoli, di potenza, centrali e angolati. Ma il dieci della Roma il pensiero di fare il cucchiao lo aveva in testa da tempo e, come disse Bulgarelli in diretta, una cosa simile la poteva fare "o un pazzo o uno moltro tranquillo. E io credo che in questo momento sia molto tranquillo". Totti guarda Van der Sar, che prima del rigore del "Capitano", prova ad arringare la folla, chiedendo il supporto dei tifosi. Merk fischia, Totti "scava" il pallone che s'insacca al centro della porta, con l'estremo difensore dell'Olanda, che si tuffa sulla propria destra.

 

Ha promesso il "cucchiaio" e ha fatto il "cucchiaio", in una semifinale europea, calciando un rigore che poteva cambiare le sorti dell'intera serie. E ha segnato.

Kluivert segna il primo rigore (su 5 complessivamente battuti dai padroni di casa!) per l'Olanda, Van der Sar ferma Maldini che incrocia timidamente, ma poi torna in cattedra il secondo eroe di giornata, "Toldone" che decide che è il momento di chiudera: Bosvelt cerca la conclusione di potenza, ma il portiere della Fiorentina indovina l'angolo e respinge.

 

È il tripudio azzurro. In finale il golden gol di Trezeguet impedirà all'Italia di tornare sul trono d'Europa 32 anni dopo la prima e unica volta, ma il 29 giugno 2000 sarà per sempre "il giorno del cucchiaio". E, aggiungiamo noi, sul calendario metteteci anche "San Toldo" a fianco dei "Santi Pietro e Paolo".

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