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''Mi piace la Nba: un mondo che affascina dopo aver visto la serie Netflix su Micheal Jordan'', la pattinatrice Lara Naki Gutmann si racconta su Bskt

Poco meno di 20 anni e un carattere deciso, una passione enorme per il ghiaccio e per il pattinaggio: due titoli italiani e la partecipazione alle ultime Olimpiadi invernali

di Redazione

TRENTO. "Fino a un annetto fa seguivo tanto il tennis, oggi non mi dispiace la Nba". A dirlo Lara Naki Gutmann, la pattinatrice trentina si è raccontata su Bskt, il magazine mensile di Aquila Basket. "E' un mondo che mi ha molto affascinato dopo aver visto la serie Netflix su Michael Jordan".

 

Poco meno di 20 anni e un carattere deciso, una passione enorme per il ghiaccio e per il pattinaggio: due titoli italiani e la partecipazione alle ultime Olimpiadi invernali. La sua “casa” sportiva è il PalaGhiaccio a Trento, lei che a Trento è nata ma che vive a Rovereto.

 

"Il pattinaggio - spiega - è uno sport che richiede tanti sacrifici, non c’è dubbio. Impegno, costanza, disciplina. Però è talmente bello che ne vale la pena".

 

Tecnica, eleganza, forza, Gutmann è atleta delle Fiamme Oro. "La carriera e la vita giorno dopo giorno di un’atleta come me si basa sul raggiungere i propri obiettivi. Ogni volta si alza un po’ l’asticella, e quando si raggiunge un risultato la testa è già all’obiettivo successivo".

 

Poesia in movimento

Lara, cosa ti ha conquistato del pattinaggio?

La leggerezza, la fluidità sul ghiaccio di Carolina era qualcosa di speciale. Anche crescendo lei è sempre stata una dei miei idoli, anche perché italiana come me. Un’altra straordinaria pattinatrice che ho adorato è stata la coreana Juna Kim. Avevano qualcosa di diverso dalle altre, sembrava facessero proprio un’altra cosa per la qualità con cui facevano sembrare tutto facile e naturale, per il modo in cui interpretavano la musica.

 

Per arrivare a quei livelli di facile però non c’è nulla…

Il pattinaggio è uno sport che richiede tanti sacrifici, non c’è dubbio. Impegno, costanza, disciplina. Però è talmente bello che ne vale la pena: fino allo scorso anno ogni giorno andavo a scuola e poi il pomeriggio pattinavo, oggi seguo l’Università di scienze motorie online e ho raddoppiato il tempo sul ghiaccio sfruttando anche le mattine. Poi ci sono gli allenamenti in palestra, di danza classica e contemporanea, l’attenzione all’alimentazione e al sonno.

 

Il primo titolo italiano ha in parte ripagato quegli sforzi.

La carriera e la vita giorno dopo giorno di un’atleta come me si basa sul raggiungere i propri obiettivi. Ogni volta si alza un po’ l’asticella, e quando si raggiunge un risultato la testa è già all’obiettivo successivo. Tenere alta la tensione e la concentrazione è determinante in uno sport in cui i piccoli dettagli fanno enormi differenze, e in questo è fondamentale la presenza e il ruolo del mio allenatore Gabriele Minchio. Mi segue da quasi dieci anni, mi sprona sempre a perfezionarmi, a non accontentarmi mai. C’è sempre qualcosa da poter fare meglio.

 

E a febbraio eri a Pechino per le Olimpiadi: che immagine porti via da quella esperienza?

La prima volta in cui sono entrata sul ghiaccio del palazzetto. Non era ancora un giorno di gare, tante atlete non erano neppure ancora arrivate in Cina. Sono entrata ed ero da sola, nel silenzio rotto solo dal rumore delle mie lame, a scivolare sul ghiaccio su cui erano stampati, enormi, i cinque cerchi olimpici. È stato davvero emozionante.

 

Da qualche parte ci sarà qualche bambina che come te 16 anni fa avrà cominciato a pattinare vedendoti in televisione…

Lo spero. Questo è uno sport bellissimo che spero possa avere sempre più partecipanti e sempre più seguito.

 

A proposito, oltre al pattinaggio che sport segui?

Fino a un annetto fa seguivo tanto il tennis, oggi non mi dispiace la Nba: è un mondo che mi ha molto affascinato dopo aver visto la serie Netflix su Michael Jordan, The Last Dance, certo se non giocassero la notte sarebbe più comodo seguirla! Tra un allenamento e l’altro però potrei accontentarmi e venire a dare un’occhiata al basket italiano al PalaTrento.

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