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| 08 nov 2023 | 16:01

Il giocatore insulta e rivolge un gestaccio agli avversari. L'allenatore, l'ex professionista Iunco, toglie il giovane dal campo e resta in inferiorità numerica

E' successo durante la gara Under 17 tra l'Fc Crazy Academy, guidata dall'ex giocatore di Chievo, Verona, Salernitana, Torino e Cittadella e il Parona. Sul punteggio di 2 a 1 per gli avversari, un suo calciatore ha mancato di rispetto alla panchina avversaria. Iunco non ci ha pensato su due volte e, nonostante avesse esaurito i cambi, ha preferito restare in 10 e dare un insegnamento e un segnale "forte". "Nella vita ci sono certi valori più importanti del risultato, a cominciare dalla lealtà e dalla correttezza"

VERONA. "Il risultato non conta nel settore giovanile: ciò che è importante è il percorso di crescita dei giocatori, che devono maturare dentro e fuori dal campo".

 

Quante volte gli addetti ai lavori, ma non solo, si sono riempiti la bocca con un adagio che trova la propria origine nella notte dei tempi, probabilmente dal momento stesso in cui sono nate le squadre giovanili e i rispettivi campionati. Parole encomiabili, totalmente politically correct e da applausi, alle quali però, molto spesso, per non dire quasi mai, non vi è alcun seguito nei fatti Ma c'è anche chi ha il coraggio di dire "no" e il gesto assume ancora maggior valore se a compierlo è stato un allenatore che il calcio lo conosce bene, anzi assai bene, in un momento delicato di una partita.

 

Antimo Iunco ha al proprio attivo qualcosa come 268 partite e 45 reti in serie B con le maglie di Verona, Chievo Verona, Salernitana, Cittadella, Torino, Bari, Trapani e ancora Cittadella. Ha calcato i campi del torneo cadetto per dieci stagioni e mezza, si è tolto la soddisfazione di giocare anche in serie A (metà stagione con il Chievo Verona). Una volta chiusa la carriera da giocatore, quattro anni or sono, intraprende quella d'allenatore a Verona, città nella quale ha messo radici e dove risiede con moglie e figli: prima un'esperienza con i "grandi" all'Albaronco e poi solo settore giovanile con la Fc Crazy Academy, società per la quale quest'anno allena la squadra Under 17.

 

Il contesto, dunque, è quello di un campionato giovanile a carattere provinciale: la squadra guidata dall'ex professionista ospita sul campo amico di via Tomaso Da Vico il Parona, che sta conducendo per 2 a 1. Iunco ha già esaurito il numero di cambi a propria disposizione e, quindi, può contare esclusivamente sui calciatori presenti in campo.

 

La partita è tirata, tesa, nervosa e il risultato ancora incerto. Ad un certo punto un giocatore della Crazy Academy, preso dalla concitazione della gara, si rivolge alla panchina avversaria con un'espressione offensiva accompagnata da un brutto gesto. Quindi un qualcosa che va oltre il semplice momento di stizza. In ballo ci sono i valori come l'educazione e il rispetto.

 

Iunco non ci pensa su due volte, chiama a sé il giovane calciatore e lo toglie dal campo, lasciando la sua squadra in inferiorità numerica (i cambi, come detto, erano finiti). In 10 contro 11 il Parona segna la rete del 3 a 1, punteggio con il quale si chiuderà poi la partita. In quel momento l'ex calciatore professionista non ha pensato minimamente al risultato e ha ritenuto che un semplice rimprovero non potesse bastare.

 

"Non ho avuto alcuna esitazione nel prendere quella decisione - ha spiegato Iunco a Fanpage.it -: ho pensato solo al pessimo messaggio che quel ragazzino stava dando a se stesso e agli altri. Negli spogliatoi ha pianto, si è scusato e ha capito. E mi ha fatto piacere che anche il pubblico, che ha applaudito, abbia compreso la portata del mio gesto. Il calcio è palestra di vita: diamo l'esempio, contano i valori e non la vittoria. Il risultato non è tutto. Parlo da padre, oltre che da ex calciatore che adesso fa l'allenatore. I ragazzi devono capire che nella vita ci sono certi valori più importanti del risultato, a cominciare dalla lealtà e dalla correttezza".

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