Paolo Galbiati al timone dell'Aquila. "Voglio gente che venga qui a fare la miglior stagione della propria carriera"
Il club bianconero presenta Paolo Galbiati. Il nuovo tecnico prenderà le redini della squadra a partire dalla prossima stagione: "La squadra che ho in mente dovrà essere atletica, affamata e dotata di cattiveria agonistica. Mi piacerebbe vedere il palazzetto sempre pieno e ribollente, come ai playoff"

TRENTO. Paolo Galbiati è il nuovo coach della Dolomiti Energia. Dopo l’addio di Lele Molin, il club bianconero si è subito mosso per individuare una figura adatta a prendere in mano le redini della squadra. Col passare dei giorni si sono sentiti alcuni nomi, ma alla fine la scelta è ricaduta su coach Galbiati. Classe 1984, il nuovo allenatore dell’Aquila arriva carico di un’esperienza quinquennale in serie A, che lo ha visto sulle panchine dell’Auxilium Torino, della Vanoli Cremona e di Varese, sia in veste di vice che di primo allenatore. Nel proprio palmarès può contare la vittoria della Coppa Italia con Torino arrivata nel 2018, primo trofeo della società.
“Penso di essere prima di tutto una persona onesta – dichiara Galbiati in conferenza stampa –, l’ho imparato sulla mia pelle. Sono fortunato, curioso e mi piace condividere e coinvolgere le persone che affrontano un percorso insieme a me. Mi piace che tutti stiano bene e che si sentano a proprio agio. Il mio sogno per questa stagione? Vorrei mettere tutti nelle condizioni di esprimersi al meglio, in modo che, quando tra 10 anni guarderemo indietro a questa annata, tutti possano pensare che sia stata veramente una bella stagione”.
Che squadra si possono aspettare i tifosi bianconeri? “La squadra che ho in mente dovrà essere atletica, affamata e dotata di cattiveria agonistica. Non vogliamo gente che venga qui per svernare, vogliamo giocatori che vengano qui per fare la miglior stagione della propria vita e svoltare la propria carriera. Da questi aspetti per noi “non negoziabili”, come dice Rudy Gaddo, partiremo per individuare gli atleti giusti da inserire nel nostro progetto. Non voglio cambiare il Dna di Trento, quello spirito battagliero che si può identificare in Toto che infiamma tutto, nella durezza di Grazulis, nel talento di Flaccadori o nella fiammata di Conti in uscita dalla panchina. Mi piacerebbe vedere il palazzetto sempre pieno e ribollente che mi ha impressionato ai playoff e questa è una sfida che dovremo porci: essere i più belli e i più duri di tutti per avere sempre più gente possibile a sostenerci”.
Al nuovo tecnico bianconero sono già arrivate alcune critiche da parte dei tifosi, a causa delle due retrocessioni, prima dell’Auxilium e poi di Cremona, arrivate con lui in panchina. Non si tira indietro coach Galbiati, che accetta le critiche, definendole “parte del gioco”, ma sottolinea anche come questi episodi siano arrivati in contesti molto complessi dove si è comunque provato a dare il meglio. “Nel mio secondo subentro a Torino i giocatori non prendevano soldi da circa sei mesi e il primo anno con Cremona l’abbiamo fatto con un monte salari di meno di 500 mila euro, arrivando comunque ad un tiro dalla Coppa Italia e ad una partita dall’entrare ai playoff. L’anno successivo abbiamo provato a ripetere questo miracolo sportivo, ma, complici anche alcune scelte sbagliate, non ci siamo riusciti”.
Anche la Dolomiti Energia conferma la propria fiducia nelle capacità del proprio nuovo allenatore nonostante le critiche. “Sta tutto nell’analisi del contesto – spiega il direttore Nardelli -. Se si vuole guardare il rovescio della medaglia si può dire che Paolo abbia fatto cose straordinarie con poco o niente o in contesti quantomeno discutibili. Con lui vogliamo costruire qualcosa assieme, motivo per cui gli abbiamo offerto un contratto triennale, e questo va aldilà delle vittorie o delle sconfitte sue e dei club dove è stato. Il suo curriculum parla chiaro: è un allenatore intelligente e curioso, che si è sempre messo in discussione con la voglia di innovare e di innovarsi. Proprio questa sua propensione all’innovazione è stata una caratteristica chiave nella nostra decisione. Avevamo bisogno di una figura capace di portare una ventata d’aria fresca per rimanere al passo in un campionato sempre più difficile e competitivo, in cui almeno 8 squadre lavorano con un budget superiore al nostro di almeno 2 milioni. Questo cercavamo e questo siamo contenti di essere riusciti a sposare”.
Dopo la scelta del nuovo allenatore la Dolomiti Energia dovrà decidere quali saranno i prossimi passi nella definizione della stagione in arrivo. Nardelli parla chiaro: “La road map è definita. Dobbiamo innanzitutto decidere cosa fare con i giocatori che abbiamo, anche se il quadro è già abbastanza chiaro. Poi ci muoveremo sul mercato, tenendo conto di cosa decideranno di fare gli stessi giocatori. Diego, per esempio, è stato candido nel dire che se dovesse arrivare una proposta dall’Eurolega a lui piacerebbe provare. In caso noi saremmo i primi a supportarlo perché siamo un club che deve far crescere le persone, sviluppando talenti a 360 gradi con la consapevolezza che, se siamo bravi, prima o poi questi talenti ci lasceranno per fare uno step ulteriore come è già successo altre volte in passato”.












