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Trento
29 dicembre | 12:59

Sinner conferma: sì alle Olimpiadi. Sarà (anche) a Parigi 2024 e andrà a caccia dell'oro. "E' sempre un grande onore rappresentare l'Italia"

Il fuoriclasse altoatesino ha ufficializzato la propria partecipazione ai Giochi Olimpici e quello in programma nella capitale francese sarà uno dei momenti clou di un 2024 ricchissimo d'impegni, che lo vedrà partecipare certamente ai quattro tornei del Grande Slam), ai nove Master 1000, alla Coppa Davis, alle Atp Finals (dando per scontato che vi parteciperà) e, magari, anche a qualche Atp 250

 

Sinner conferma: sì alle Olimpiadi

TRENTO. Alla faccia di chi, in passato, si è permesso di affermare che Jannik Sinner non ama la Nazionale: dopo aver trascinato l'Italia al successo in Coppa Davis, il fuoriclasse altoatesino difenderà i colori azzurri anche alle Olimpiadi 2024, che si svolgeranno a Parigi dal 26 luglio all'11 agosto.

 

La conferma è arrivata nei giorni scorsi, in un'intervista che il numero 4 al mondo ha rilasciato al Tg1, durante la quale ha parlato del passato, del presente e del futuro: Sinner ha ufficializzato la propria partecipazione ai Giochi Olimpici e quello in programma nella capitale francese sarà uno dei momenti clou di un 2024 ricchissimo d'impegni per il 22enne di Sesto, che prenderà parte certamente ai quattro tornei del Grande Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open), ai nove Master 1000 (Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid, Roma, Montreal, Cincinnati, Shangai e Parigi Bercy), alla Coppa Davis, alle Atp Finals (dando per scontato che vi sarà) e, magari, sarà impegnato anche in qualche Atp 250 ("utili per imparare a gestire la pressione del super favorito" spiegano dal suo staff).

 

E' stato proprio Sinner a voler fortemente partecipare alle Olimpiadi di Parigi: "Giocherò per me stesso - ha spiegato -, ma comunque anche per l’Italia. È sempre un grande onore rappresentarla".

 

"L'abbiamo assecondato volentieri - gli fatto eco uno dei due coach di Sinner, l'australiano Darren Cahill, in un'intervista al Corriere della Sera -. Rappresentare il proprio paese, facendo parte di una squadra nazionale, è un'esperienza speciale. Sarà un'avventura importantissima anche dal punto di vista umano e un'opportunità di grande crescita, come è successo in occasione della Coppa Davis".

 

Si giocherà sui campi in terra rossa del Roland Garros, ovviamente e Sinner proverà a centrare un traguardo sfuggito a molti fuoriclasse che, nel corso della propria carriera, non sono mai riusciti a conquistare l'oro olimpico. Ad onor del vero va detto che il tennis non ha fatto del programma olimpico dal 1928 al 1984, tornando disciplina a cinque cerchi dai giochi di Seul del 1988. Tra i "grandissimi" gli unici a vincere le Olimpiadi (in singolare) sono stati solamente Kafelnikov (2000), Agassi (1996), Nadal (2008) e Murray (2012 e 2016).

 

Nell'albo d'oro non compaiono i nomi di fenomeni del calibro di Lendl, McEnroe, Wilander, Becker, Courier, Sampras, Hewitt, Roddick, mentre Federer conquistò "solamente" l'argento a Londra 2012 (nel 2008 aveva vinto il titolo in doppio assieme a Wawrinka), mentre un giovanissimo Djokovic arrivò terzo nel 2008, al pari dello svedese Edberg (1988) e del croato Ivanisevic (1992).

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