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Trento
08 aprile | 14:02

"Io portabandiera? E' giusto che lo faccia chi ha già vinto un oro olimpico". Intanto Sinner dice "no" a Le Iene e preferisce giocare con un giovane tennista disabile (VIDEO)

"Ci sono atleti che hanno costruito la carriera sulle Olimpiadi e lavorano quattro anni per una gara. Anche per noi tennisti è un appuntamento fondamentale ma fra Slam, Masters 1.000 e Coppa Davis abbiamo più occasioni. Detto questo, se mi chiedono di farlo, mi farà molto piacere" ha raccontato a La Stampa. E, intanto, davanti ad un folto pubblico palleggia con il giovane Arthur Delaye che commenta così: "La magia ha funzionato di nuovo. Nonostante l’handicap, credi sempre nei tuoi sogni. Allenamento leggendario con Sinner. Grazie Jannik per la tua generosità".

Jannik Sinner con il giovane Arthur Delaye e lo staff del tennista altoatesino (foto Instagram arthur.delaye)
Jannik Sinner con il giovane Arthur Delaye e lo staff del tennista altoatesino (foto Instagram arthur.delaye)

MONTECARLO. Perfetto, come sempre.

 

Le polemiche non gli piacciono, l'eccessiva visibilità nemmeno, soprattutto se si tratta di "gigioneggiare" (vedi il "no" a Le Iene, con cui si è intrattenuto poi, finiti i trattamenti post allenamento) e, con la stessa forza e tecnica con cui risponde splendidamente ai colpi degli avversari in partita, Jannik Sinner ha dimostrato - ancora una volta - di essere prima che un fuoriclasse sul campo, un ragazzo con la testa ben piantata sulle spalle e dai sani principi.

 

E, aspetto tutt'altro che trascurabile nell'epoca del "mainstream", dei social e del "bisogna pensare ogni singola parola", il 22enne di Sesto, ancora una volta, è stato inappuntabile.

 

Il primo a sponsorizzarlo per il ruolo di portabandiera ai prossimi Giochi Olimpici è stato il suo conterraneo Klaus Dibiasi e in tanti si sono accodati, proprio per quello che Jannik rappresenta come persona e come sportivo. Ebbene, in un'intervista rilasciata a La Stampa, il fuoriclasse di Sesto è stato chiarissimo: sono "a disposizione", ma quel ruolo tocca ad altri. Per sua stessa ammissione.

 

"Secondo me è giusto che lo faccia chi ha già vinto una medaglia d'oro - ha spiegato -. Per me sarà la prima volta ai Giochi. Sento di aver contribuito insieme ad altri a far crescere il nostro tennis, ma ci sono atleti che hanno costruito la carriera sulle Olimpiadi e lavorano quattro anni per una gara. Ho letto un'intervista a Usain Bolt in cui diceva: "io lavoro quattro anni per correre in meno di 10 secondi e c'è chi vorrebbe risultati dopo due mesi". Per loro è un appuntamento fondamentale. Per noi tennisti anche, ma fra Slam, Masters 1.000 e Coppa Davis abbiamo più occasioni. Detto questo, se mi chiedono di farlo, mi farà molto piacere".

 

Strana la vita, direbbe qualcuno. Quando Sinner rinunciò alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 venne criticato e a settembre quando, in accordo con il Ct Volandri, non partecipò alle qualificazioni alla Finals di Coppa Davis, la questione un "caso nazionale" con il tennista altoatesino che venne accusato di non sentirsi italiano sino in fondo e non essere attaccato al tricolore.

 

Poi, però, Jannik ha sfiorato il successo alle Finals di Torino, trascinato gli azzurri al trionfo a Malaga, vinto l'Australian Open ed è arrivato al numero 2 del ranking mondiale. Gli stessi detrattori di qualche mese fa (non secoli) oggi lo osannano.

 

In attesa dell'esordio ufficiale a Montecarlo (oggi, lunedì 8 aprile, scenderà in campo in doppio con Lorenzo Sonego contro i belgi Vliegen e Gille), previsto per mercoledì, quando l'azzurro affronterà uno tra l'americano Korda e lo spagnolo Davidovich Fokina, Sinner si è dedicato ad un allenamento assolutamente speciale e unico.

 

 

 

 

Davanti ad un folto pubblico, quasi più numeroso rispetto a quello presente sui campi dove si giocavano le qualificazioni, Sinner ha palleggiato con Arthur Delaye, un giovane tennista francese affetto da paralisi cerebrale. Il primo punto è stato dell'altoatesino, aiutato dal nastro, poi Delaye ha piazzato un gran dritto all'incrocio delle righe, con tanto di applausi da parte di Jannik, che ha mandato in rete il successivo scambio.

 

Per il giovane Arthur, che qualche mese fa si era allenato anche con Wawrinka, un momento indimenticabile, immortalato da video (quello che pubblichiamo è sulla sua pagina Instagram) e foto che il francese ha postato, commentando così su X: "La magia ha funzionato di nuovo. Nonostante l’handicap, credi sempre nei tuoi sogni. Allenamento leggendario con Sinner. Grazie Jannik per la tua generosità".

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