Dopo Giro, Tour e Mondiale, Tadej Pogacar sarà la "star" del Festival dello Sport di Trento. L'appuntamento è per il 13 ottobre all'Auditorium Santa Chiara
Dopo il trionfo al mondiale di Zurigo, cresce ulteriormente l'attesa per vedere in città il fuoriclasse sloveno, che nel 2024 ha infilato un clamoroso "treble": dopo Giro d'Italia e Tour de France ha conquistato anche la maglia iridata dopo una fuga di 100 chilometri, gli ultimi 50 dei quali percorsi in solitaria

TRENTO. Qualcuno l'ha già ribattezzato "PogArcobaleno", richiamando i colori dell'iride e di quella meravigliosa divisa che indosserà - solo lui - per i prossimi 12 mesi.
Maglia rosa, maglia gialla, maglia iridata, il tutto nel giro di cinque mesi: l'era di Tadej Pogacar si era aperta già da un pezzo, ma il fuoriclasse di Komenda, che a 26 anni può essere già considerato uno dei "grandissimi" della storia, ha scritto un'altra pagina della saga ultracentenaria del ciclismo.
Il trionfo mondiale di "Poga", arrivato dopo aver dominato Giro d'Italia e Tour de France, come avevano saputo fare in passato solamente Eddy Merckx e Stephen Roche, è stato unico: 100 chilometri di fuga, gli ultimi 50 dei quali da solo, prima di alzare le braccia al cielo sul traguardo di Zurigo nell'entusiasmo generale.
Sì, perché Pogacar è un patrimonio di tutti. Di tutti quelli che amano il ciclismo, ma più in generale lo sport. E, allora, è facile prevedere che domenica 13 ottobre l'Auditorium Santa Chiara di Trento - alle 15.30 - verrà letteralmente preso d'assalto dai tifosi dello sloveno e dai tantissimi appassionati di ciclismo che, in Trentino, è uno degli sport più seguiti, praticati e amati.
Se prima era facile prevedere che Tadej sarebbe stata una delle star del "Festival dello Sport", adesso è indubbio che lo lo sloveno sia il "Goat" dell'evento che, per quattro giorni, tingerà di rosa il capoluogo.
Pogacar salirà sul palco dell'Auditorium e verrà intervistato da Davide Cassani, ex Ct della Nazionale e da decenni "voce" tecnica della Rai in occasione di tutte le grandi corse. Gli organizzatori del Festival si "fregano" le mani e il titolo dell'evento è perfetto. Lo era anche prima, intendiamoci, ma adesso ancora di più visto che "Tadej Pogacar: nato per vincere" è la frase che più si addice ad un atleta che, a soli 26 anni, ha già conquistato tutto quello poteva.
Il sold out era garantito già prima, ma adesso come farà l'Auditorium a contenere tutte le persone che vorranno vedere "live" il nuovo "Cannibale" del ciclismo, l'uomo in grado di far emozionare grandi e piccini anche per il suo modo di correre e non solamente per le vittorie? Il fuoriclasse che, durante una tappa del Giro d'Italia, mentre sta volando verso il successo di tappa (l'ennesimo), si fa passare la borraccia dal massaggiatore per regalarla ad un giovanissimo tifoso che gli stava correndo a fianco e la chiedeva a perdifiato?
E' facile prevederlo: ci sarà la "coda", già diverse ore prima dell'apertura delle porte e qualcuno resterà - inevitabilmente - deluso perché, per contenere tutti gli spettatori servirebbe lo stadio "Briamasco". Ed è asserito che, dopo il trionfo mondiale di Zurigo, sarà lui la star numero 1 del prossimo Festival dello Sport. I medagliati olimpici e gli "Dei" del calcio, questa volta, dovranno stare mezzo passo indietro.












