L'Italia migliore di sempre (e mai così multietnica) pronta a stupire il mondo alle Olimpiadi di Parigi: ecco cosa è cambiato e chi punta alla medaglia
Più di un terzo dei 76 atleti, 39 uomini e 37 donne, che raggiungeranno la capitale francese è composto da ragazze e ragazzi che rappresentano un meraviglioso miscuglio di etnie e culture e sono uno splendido incrocio di flussi migratori provenienti praticamente da ogni angolo del pianeta

TRENTO. La cosa più bella è che, ormai, non ci si fa più caso.
La Nazionale italiana di atletica leggera "più forte di sempre", come l'hanno definita in tantissimi (praticamente tutti), è pronta a fare sfracelli alle Olimpiadi di Parigi, dove arriva con la "griffe" del Dream Team.
E ben più di un terzo dei 76 atleti, 39 uomini e 37 donne, che raggiungeranno la capitale francese è composto da ragazze e ragazzi che rappresentano un meraviglioso miscuglio di etnie e culture e sono uno splendido incrocio di flussi migratori provenienti praticamente da ogni angolo del pianeta.
La possibilità che questa diventi a tutti gli effetti una "generazione di fenomeni" è concreta: in tanti andranno alle Olimpiadi con il preciso obiettivo di conquistare una medaglia. Impossibile fare paragoni con il passato e, rispetto a una decina di anni fa, la situazione si è completamente ribaltata.
A Londra 2012 la spedizione tricolore conquistò una sola medaglia con Fabrizio Donato, che centrò il bronzo nel salto triplo. A Rio del Janeiro le cose andarono addirittura peggio con un desolante zero nel medagliere complessivo, con l'Italia che fece peggio, praticamente, di tutti i paesi con una certa tradizione.
Tokyo 2020 (anche se le Olimpiadi, causa pandemia, si disputarono l'anno successivo) ha rappresentato l'inizio della "riscossa", con la Nazionale italiana capace di conquistare 5 medaglie tutte d'oro, che la proiettarono al secondo posto nel medagliere a brevissima distanza dagli Stati Uniti.
Le firme, straordinarie, furono quelle di Marcell Jacobs nei 100 metri, Gianmarco Tamberi nell'alto, Antonella Palmisano e Massimo Stano nelle due 20 km di marcia con l'apoteosi finale del trionfo della 4x100 con Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Eseosa Desalu e Filippo Tortu.
Ma, attenzione, perché questo potrebbe essere solamente un punto di partenza, perché quella odierna è una squadra ancora più forte.
Cosa è cambiato? Semplice: c'è stato un clamoroso ricambio generazionale, che ha portato ai massimi livelli un numero considerevole di atleti d'origine straniera, ma che difendono il Tricolore perché qui sono nati da genitori immigrati o sono nati all'estero e successivamente sono arrivati con la famiglia o perché adottati.
Italiani a tutti gli effetti e meravigliosa espressione di una società ormai multietnica con storie che solamente lo sport sa raccontare.
Partendo dai due portacolori trentini: Nadia Battocletti, fresca di successo europeo nei 5mila e 10mila metri, è nata a Cavareno da papà Giuliano (che è anche il suo allenatore) e mamma Jawhara Saddougui, ex mezzofondista marocchina di buon livello. L'amore tra i genitori era scoppiato proprio sui campi di gara. A Parigi, nei 5mila, potrebbe sparigliare le carte: se le avversarie non riusciranno a staccarla, nel finale dovranno fare i conti con il suo sprint, probabilmente il migliore dell'intero panorama.
Yeman Crippa, invece, è nato a Diessiè, in Etiopa, ed è giunto in Italia all'età di 5 anni quando, assieme ai suoi cinque fratelli, venne adottato dalla famiglia Crippa di Milano, dopo aver trascorso un periodo in un orfanatrofio di Addis Abeba. Dopo il trionfo europeo nella mezza maratona si presenta al via della gara sui 42,195 che ha regalato incredibili emozioni in passato all'Italia: il percorso gli piace, non è pianeggiata e, anche lui, potrebbe essere la "mina vagante" di una gara che, al momento, non ha "padroni" annunciati.
Marcell Jacobs è figlio di un americano e un'italiana: è venuto al mondo a El Paso, in Texas, per poi tornare giovanissimo in Italia con mamma Viviana, Larissa Iapichino parla un meraviglioso fiorentino, lei che è nata a Borgo San Lorenzo da due atleti di livello internazionale, l'astista Gianni Iapichino e Fiona May (due argenti olimpici) e punta a fare addirittura meglio della mamma, ovviamente nel salto in lungo. Ed Eseosa Desalu, già medagliato a Tokyo, è nato a Casalmaggiore, nella Bassa Padana (e dall'accento si capisce perfettamente), da genitori nigeriani immigrati in Italia.
I pretendenti alla medaglia non sono però finiti. Anzi. Lorenzo Simonelli è in modalità "on fire" e lui, nato a Dodoma - in Tanzania - da papà italiano (antropologo e ricercatore) e mamma tanzaniana e arrivato in Italia all'età di cinque anni, è senza dubbio uno degli uomini da battere sui 110 ostacoli dopo la straordinaria performance romana. E che dire del saltatore in lungo Mattia Furlani: è nato Marino e, come Larissa Iapichino, è "doppiamente" figlio d'arte, visto che il papà Marcello era astista, mentre la mamma senegalese Kathy Seck una velocista.
E poi, ancora tra i "top level" (detto che chiunque ottenga la qualificazione alle Olimpiadi è atleta di assoluto valore), da Ayomide Folorunso (400 ostacoli e staffetta 4x400), nata in Nigeria (ad Abekouta) e trasferitasi in Emilia Romagna all'età di 8 anni, capace di portare avanti contemporaneamente l'attività da professionista e gli studi di Medicina
C'è poi i triplista di L'Avana Andy Diaz, che a Tokyo andò con la nazionale cubana e poi non fece più ritorno nel paese d'origine per trasferirsi in Italia, come prima di lui fecero tantissimi altri atleti, in cerca di condizioni migliori, compreso il pallavolista Juantorena (nipote del "Caballo", due medaglie olimpiche nel '76 nei 400 e negli 800), che sbarcò a Trento.
L'elenco è lunghissimo, ognuno con una storia diversa e da raccontare. Chituru Ali, mamma nigeriana e papà ghanese e nato a Como, è stato selezionato per i 100 metri e per la 4x100, Alto Pettorossi è nato a Bologna da papà nigeriano - adottato in precedenza - e mamma italiana, Catalin Tecuceanu, nato in Romania e trasferitosi nel 2008 a Trebaseleghe, Ossama Meslek è invece nato a Vicenza da genitori marocchini.
Nei 3mila siepi ci saranno Yassin Bouih, figlio di genitori marocchini trasferitisi in Italia e Osama Zoghlami, nativo di Tunisi e giunto in Italia con i genitori, mentre nel triplo il Tricolore sarà difeso da Emmanuel Ihemeje, nato a Carrara da genitori nigeriani.
Il pesista Zane Weir è nato ad Amamzimtori, in Sudafrica: il nonno Mario era italiano e il giovane azzurro, affascinato dai racconti, ha deciso di spostarsi in Italia, ottenendo la cittadinanza nel 2021. Nella maratona, assieme a Crippa, ci sarà Eyob Faniel, nato ad Asmara, in Eritrea: nel 2004, all'età di 12 anni, raggiunse il padre, ottenendo la cittadinanza però solamente nel 2015.
In ambito maschile completano il panorama Vladimir Aceti, nato in Russia a Petrozavodsk e adottato a 5 anni (4x400 e staffetta mista) e il "collega" Brayan Lopez, originario della Repubblica Dominicana (di San Juan de la Maguana), giunto in Italia a 9 anni assieme alla mamma.
In campo femminile nei 100 e nella 4x100 ci sarà Zaynab Dosso (nata a Man, in Costa d'Avorio), nei 200 e nella 4x400 Dalia Kaddari (nata a Cagliari da papà marocchino e mamma sarda), mentre nei 1.500 sarà in gara Sintayehu Vissa, nata a Barhir Dar, in Etiopia, e adottata da genitori italiani dopo essere rimasta orfana.
Rebecca Sartori, nata a Bassano del Grappa, è invece figlia di genitori argentini emigrati in Italia (il papà è stato un calciatore), mentre la triplista ucraina (è di Vinnycja) Dariya Derkach ha una storia tutta particolare: trasferitasi in Italia giovanissima con in genitori, entrambi ex atleti, non ha potuto gareggiare con la maglia azzurra sino al 2013.
Nel disco gareggerà Daisy Osakue, nata a Torino da genitori nigeriani emigrati in Italia, mentre l'ucraina Sofiia Yaremchuk (è di Leopoli) si è trasferita definitivamente in Italia nel 2018, ottenendo la cittadinanza nel 2021.
Nella 4x100 ci sarà Gloria Hooper, nativa di Villafranca con papà e mamma ghanesi emigrati in Italia e, nella 4x400, ecco Fatoumata Kabo (di Dakar, in Senegal), arrivata a 9 anni per raggiungere i genitori e i fratelli e Giancarla Dimich Trevisan, originaria di Laguna Niguel, in California: il papà è figlio d'emigrati negli Stati Uniti.












