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Trento
03 febbraio | 16:17

"Questa è la mia opera d'arte". La nuotatrice trentina Arianna Bridi torna ai Mondiali dopo cinque anni e due operazioni al cuore, conquistando il pass olimpico per Parigi

Ai Mondiali i Doha la 28enne trentina chiude all'ottavo posto la prova sui 10 chilometri in acque libere e conquista la qualificazione per i prossimi Giochi Olimpici. Nel 2019 l'approdo alle Olimpiadi di Tokio era sfumato per pochi decimi. Nel mezzo due operazioni al cuore. "La dedico a me stessa, l'unica persona che non ho mai ringraziato e che ho spesso trattato malissimo"

"Questa è la mia opera d'arte"

DOHA (Qatar). Non è una medaglia, ma vale molto di più. Grazie all'ottavo posto conquistato nella 10 chilometri in acque libere ai Mondiali di Doha, la nuotatrice trentina Arianna Bridi conquista il pass per i Giochi Olimpici di Parigi 2024.

 

Per la 28enne di Esercito e Rari Nantes Trento, che si allega con il gruppo multinazionale guidato da Fabrizio Antonelli, si tratta di un risultato straordinario, visto che mancava dalla nazionale e dalle competizioni internazionali da ben cinque anni.

 

Nel mezzo due operazioni al cuore e un percorso sicuramente complicato, culminato però con l'eccezionale prova odierna, che la ripaga della delusione patita a Gwangju nel 2019, quando mancò l'accesso alle Olimpiadi di Tokio per pochi decimi.

 

La fortissima nuotatrice trentina, che ai Mondiali di Budapest del 2017 aveva conquistato due medaglie di bronzo nella 10 e nella 25 chilometri, si era qualificata alla prova iridata grazie al piazzamento ottenuto a dicembre nella prova di Coppa del Mondo a Funchal.

 

"Diciamo che questa 10 chilometri per me è durata cinque anni - queste le parole della nuotatrice di Mattarello ai microfoni di RaiSport al termine della gara -. In mezzo ci sono state tantissime cose, incluso il fatto che il mio cuore non ha funzionato molto bene. Ora sto bene, vorrei dire che sono delusa perché entro in acqua sempre per vincere, ma oggi non so in quale dimensioni onirica io abbia sognato questa prestazione. Questa è la mia opera d'arte, è surreale perché è stato un percorso molto difficile, una sorta di epopea sportiva, ma sono contenta perché non ho mollato e sono venuta a prendermi quello per cui ho lavorato tanto. Non so se poi gareggerò io alle Olimpiadi, è un pass per nazionali, ma ho lavorato tanto per questo e la prestazione la dedico a me stessa, l'unica persona che non ho mai ringraziato e che ho spesso trattato malissimo. Ho ancora sette mesi per lavorare in vista delle Olimpiadi. Sette mesi in cui voglio scalare qualche posizione e provare a giocarmi il podio, anche se ora mi sembra davvero surreale perché non riesco a capacitarmi di quello che ho fatto oggi e sono davvero molto felice".

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