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| 08 ago 2024 | 16:29

“Una parte di me è affogata nella Senna”. Le emozioni struggenti di Arianna Bridi, alle Olimpiadi da ‘spettatrice’: “Ma nel bronzo di Ginevra ho visto la versione a lieto fine del mio film”

La nuotatrice trentina lungo la Senna solo da “ospite” dopo essersi dovuta ritirare dall'attività agonistica, a poche settimane dalle Olimpiadi, a causa dei problemi cardiaci: “Durante la gara che avrei dovuto disputare io mi sono passati davanti agli occhi 20 anni di nuoto: ma mi dà forza la consapevolezza di aver dato tutta me stessa per inseguire i miei sogni”

di MOb

PARIGI. Nella mattina di oggi, giovedì 8 agosto, si è disputata la gara dei 10 chilometri di nuoto: nelle acque della Senna, centro di mille polemiche, sognava di esserci la trentina Arianna Bridi.

 

Qualificata ai giochi e poi beffata da un destino davvero crudele, come avevamo raccontato qualche mese fa (QUI L’ARTICOLO): aveva ottenuto il minimo per partecipare a Parigi 2024, ma poi si è dovuta fermare a causa dei problemi cardiaci con cui conviveva ormai da anni e per cui si era operata già due volte.

 

Al suo posto per la Francia è partita Ginevra Taddeucci, che questa mattina ha vinto la medaglia di bronzo. Emozionante il post sui social di Arianna che ha ringraziato l’amica/avversaria: “Nella tua storia di quest’anno ho visto la versione a lieto fine del mio film”.

 

Arianna però a Parigi c'era comunque, da “ospite d’onore” di Casa Italia, a respirare il clima a cinque cerchi anche senza poter competere in acqua: “Questa mattina mi sono svegliata e i rifornimenti non erano pronti, il costume non era sulla sedia e non c’erano cuffia ed occhialini nel mio zaino”, ha scritto Arianna su Facebook. “Ho camminato fino al campo gara sentendomi pesantissima, sapevo che oggi si sarebbe chiuso un cerchio e che avrebbe fatto male.

 

Le situazioni hanno il peso che gli si attribuisce, un gesto è carico fino al punto in cui lo percepisci tu.

 

Quando l’ultima atleta ha toccato il tabellone ho sentito staccarsi da dentro di me un pezzetto della mia essenza; quel sogno che è stato nucleo ardente della mia energia per tutta la mia carriera agonistica è affondato nelle acque del fiume che avevo davanti. Una parte di me è affogata nella Senna oggi.

 

Ho avuto due ore per ripensare a vent’anni di nuoto. Dentro di me vedevo scorrere immagini come in un film e le ragazze che mi nuotavano davanti erano i titoli di coda.

 

Inseguite i vostri sogni fino alla fine, perché è quella corsa che vi rende quello che siete. Sarei falsa a dire che raggiungerli o meno sia la stessa cosa, oggi mi sento un buco dentro lo stomaco ed è perché ho accarezzato la linea d’arrivo prima di precipitare. Ma la consapevolezza di aver dato tutto e di aver fatto tutto ciò che è lecito fare mi dà la sicurezza di essere arrivata al mio massimo. Ed è questo ciò che conta più di tutto.

 

Non sono l’atleta che sognavo di diventare, i buchi sul medagliere parlano da soli, ma credo di aver lasciato un ricordo originale in questo sport. A modo mio. Come sempre non mi omologo a nessuno stereotipo.

 

Grazie per i messaggi e le carezze al cuore di oggi, i complimenti vanno alle mie compagne di nazionale. Grazie Gine per le emozioni di questa mattina e perché nella tua storia di quest’anno ho visto la versione a lieto fine del mio film, Ari”.

 

 

 

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