Al via il Tour de France. Philipsen prima maglia gialla, Ganna cade e deve ritirarsi. E, nel finale, Evenepoel becca 40 secondi da Pogacar e Vingegaard
Filippo Ganna ha dovuto infatti lasciare la corsa dopo essere incappato in una caduta avvenuta al chilometro 52. Il fuoriclasse piemontese è ripartito, ha cambiato "in corsa" le scarpette, che si erano rotte nell'impatto con il suolo, è riuscito a rientrare in gruppo ma, alla fine, ha dovuto alzare bandiera bianca per un problema alla schiena

LILLE. Aveva già vinto nove tappe al Tour de France, si è regalato anche la decima e la prima maglia gialla del Tour de France 2025 è del belga Jasper Philipsen, uno dei velocisti più forti del mondo. Per un altro belga, invece, è stata una giornataccia e non è un nome qualunque: Remco Evenepoel resta nel gruppetto degli "attardati" e si becca già 40 secondi da Pogacar e Vingegaard.
Insomma, la Grand Boucle è iniziata con i "botti" e, purtroppo, uno di questi, ha riguardato anche l'italiano Filippo Ganna, la cui avventura Oltralpe è già terminata.
Filippo Ganna ha dovuto infatti lasciare la corsa dopo essere incappato in una bruttissima caduta avvenuta al chilometro 52. Il fuoriclasse piemontese è ripartito, ha cambiato "in corsa" le scarpette, che si erano rotte nell'impatto con il suolo, è riuscito a rientrare in gruppo ma, alla fine, ha dovuto alzare bandiera bianca.
Sulla salita del Mont Cassel, non lunga, ma impegnativa a causa del fondo in pavè, Ganna si è staccato subito e, ai meno 71, ha detto basta per l'eccessivo dolore alla schiena.
La spedizione azzurra - già di per sé estremamente esigua con appena 11 atleti al via tra cui i trentini Trentin e Moscon - perde la propria punta di diamante e l'Italia, che al Tour non vice un tappa ormai da sei anni, vede abbandonare una delle "frecce" per sperare di tornare ad esultare sulle strade francesi.
Nel finale il gruppo si è "spaccato" con Evenepoel che si è staccato: ha vinto, d'autorità, Philipsen e per il belga, campione olimpico e campione del mondo a cronometro, terzo lo scorso anno, il ritardo in classifica, dopo una tappa che doveva essere poco più di una formalità, è già di 40 secondi.












