Coni, chi succederà al 'trono' di Malagò? Una sfida tutta al maschile (e piuttosto anzianotta) con Bonfiglio e Pancalli in pole e Carraro (sempre lui) subito dietro
Giovedì inizia il dopo-Malagò, per la presidenza del Coni è sfida a tra Buonfiglio-Carraro-Pancalli. Tra gli 80 grandi elettori anche la presidente del Coni trentino Paola Mora e il bolzanino, presidente della pallamano, Stefano Podini

TRENTO. La campagna elettorale, a tratti accesa con frecciatine dall’una e dall’altra parte, sta arrivando al capolinea: giovedì si conoscerà il successore di Giovanni Malagò, per 12 anni più ‘papà’ che padrone del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. La corsa al Coni fa sempre tanta gola, soprattutto perché nel prossimo futuro l’Italia sarà al centro del mondo con i Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 e le Olimpiadi, sempre della neve e del ghiaccio ma per i giovani (under 18) ribattezzate Dolomiti Valtellina 2028.
Il conclave dello sport italiano ha una data di inizio e anche una data di fine, il 26 giugno presso il Centro di preparazione olimpica intitolato al più longevo – all’epoca non c’erano leggi e norme che limitavano i mandati (dal 1946 al 1978) – presidente del Coni, Giulio Onesti all’Acqua Acetosa a Roma. Malagò, non più ricandidabile avendo completato i tre mandati quadriennali pieni come previsto dalle norme attuali, sarà in sala, voterà anche lui essendo (fino al 2029) membro del Comitato Olimpico Internazionale. In questa posizione voteranno anche la ‘Divina’ del nuoto Federica Pellegrini ed Ivo Ferriani.
I grandi elettori sono 80: l'81/esimo resterà fuori visto che ormai non arriverà più in tempo il Decreto del Presidente della Repubblica per Stefano Arcifa dell'Aeroclub. Tra coloro i quali voteranno il nuovo presidente del Coni ci saranno anche Paola Mora, presidente del Coni Trentino in rappresentanza del territorio (Nord), e Stefano Podini, bolzanino, presidente della pallamano. Per essere eletto alla prima votazione presidente del Coni fino a dopo le Olimpiadi di Los Angeles 2028, serviranno almeno 41 voti, in caso contrario si andrà avanti.
Otto i candidati, tre i favoriti (in ordine alfabetico), Luciano Buonfiglio, Franco Carraro e Luca Pancalli.
Carraro, già presidente del Coni tra il 1978 e il 1987 (tre mandati ma non pieni, quadriennali), ministro, sindaco di Roma, già membro Cio, numero uno della Federcalcio, a 85 anni ha deciso di ricandidarsi anche perché nell’ultimo periodo vede crescere i consensi tra quelli che non si riconoscono né nella candidatura di Pancalli, 61 anni, attuale presidente del Comitato paralimpico (dove andrà Marco Giunio De Sanctis in arrivo dalle bocce), né in quella di Luciano Buonfiglio, 74 anni, numero uno della Federazione canoa kayak.
I rumors parlano di un testa a testa, Buonfiglio-Pancalli ma storia dei conclavi del Coni hanno illustri precedenti con il candidato entrato 'Papa' e poi uscito com'era entrato, 'cardinale'. Ne sa qualcosa Lello Pagnozzi il 19 febbraio 2013 quando venne battuto sul filo di lana da Malagò. La notte prima del voto sarà fondamentale: cene (è già accaduto che qualcuno abbia mangiato antipasto e primo piatto con un candidato e il secondo e il dolce con un altro), messaggi, telefonate, segretissimi pre-conclavi, possono rovesciare tutto.
Gli altri candidati sono Giuseppe Macchiarola, 71 anni, già medico sportivo delle squadre nazionali di boxe, presidente del Coni provinciale di Foggia, Mauro Checcoli, 82 anni, due medaglie d'oro olimpiche a Tokyo '64 nell'equitazione, Carlo Iannelli, avvocato 62enne, padre di Giovanni, morto nel 2019 a 22 anni causa un incidente durante una gara di ciclismo e che si batte per una maggiore sicurezza, Pierluigi Giancamilli, 64 anni, consigliere ed ex vicepresidente del pentathlon moderno, e Duccio Bartalucci, 73 anni, già commissario tecnico dell’equitazione italiana e lo scorso anno sconfitto alle presidenziali della Fise.
C'è un'altra partita, quella per entrare in giunta nazionale: 30 candidati (6 si sono ritirati) per 13 posti di cui cinque sono riservati ai presidenti federali e la quota femminile deve essere non inferiore a quattro. Tra i candidati in quota federazioni sportive nazionali e discipline sportive associate c’è anche l’ex tuffatrice bolzanina, ora vicepresidente della Federnuoto, Tania Cagnotto.












