Basket, dopo la surreale farsa contro Trento per Trapani si avvicina il game over: vertice Fip-Lega per escludere i siciliani dalla Serie A
I bianconeri trentini protagonisti loro malgrado di una delle pagine più tristi e insensate della storia dello sport professionistico italiano: lunedì Trapani con tutta probabilità sarà esclusa dalla Serie A, con conseguente aggiustamento in corsa della griglia per la Final Eight di Coppa Italia

TRENTO. Tristezza. Non c'è una parola più efficace per descrivere quanto avvenuto nelle ultime ore tra campo e tribune di Trapani e "stanze dei bottoni" del basket italiano.
Lo spettacolo, indegno per tutti, durato quattro minuti e undici secondi con in campo Trento e quello che rimaneva di una Shark ormai al collasso è stato uno dei punti più bassi mai raggiunti dallo sport professionistico italiano. Ma chissà che non si possa scendere ancora più giù.
Triste lo sguardo dei ragazzini siciliani usati e umiliati in una farsa purtroppo memorabile, tristissime le lacrime sui volti dei 1.500 coraggiosi e orgogliosi trapanesi in tribuna: illusi forse, senz'altro traditi. L'immagine della serata resta l'abbraccio del coach trentino Cancellieri ai giocatori granata e gli applausi da e per il pubblico: di basket giocato, nemmeno l'ombra.
La Giba, l’associazione dei giocatori professionisti diretta da Alessandro Marzoli, ha commentato con toni durissimi: "Non comprendiamo le ragioni dell’insistenza nel voler giocare a ogni costo e consentire lo svolgimento di incontri indecenti che mancano della minima equità competitiva. Rivolgiamo un appello alla società affinché si trovi immediatamente una soluzione per mettere fine a quello che sta diventando motivo di vergogna per il movimento della pallacanestro e l’intero sistema sportivo italiano”.
Cosa succede ora? Per prima cosa arriverà dal giudice sportivo il 0-20 a tavolino in favore di Trento e una multa a Trapani di 250 mila euro (50 mila per ognuno dei 5 giocatori in meno rispetto ai 12 contratti professionistici obbligatori).
Ma per domani, lunedì 12, è già stato programmato un vertice urgente tra Fip e Legabasket per definire il da farsi: andare avanti così, con la Federazione a quanto pare fino ad oggi ingabbiata da un regolamento che non prevedeva l’estromissione del club siciliano, è uno stillicidio troppo dannoso e insensato per tutti. Si va con tutta probabilità verso l’esclusione di Trapani dalla Serie A (con cancellazione di tutti i risultati ottenuti e rimescolamento delle posizioni della griglia per le Final Eight di Coppa Italia), pescando dal mazzo la motivazione regolamentare più credibile, probabilmente l'ormai palese mancanza di uguaglianza competitiva.
Di pagine nere nel libro di storia del basket italiano purtroppo ce n'è già qualcuna, speriamo di non assistere al ripetersi delle solite frasi fatte riassumibili in "mai più un'altra Trapani": più che di parole ci sarebbe bisogno di visione e di un'assunzione di responsabilità "collettiva" tra tutti gli attori in gioco. Difficile essere ottimisti in giornate come questa, ma lasciamo il beneficio del dubbio.
Intanto il presidente del club siciliano Antonini, assente ieri al PalaShark, promette a suon di comunicati ufficiali di voler continuare a lottare per ottenere giustizia, e di certo conoscendo il suo carattere combattivo lo farà in tutte le sedi: se non sul parquet, nel campo della giustizia ordinaria. "Fip, direttivo Lega e Tfn - si legge nell'ultima nota del club trapanese - hanno studiato a tavolino la distruzione della nostra squadra nei minimi dettagli, dal blocco del mercato alla fuga dei giocatori, lasciandoci senza organico e senza allenatore, in una condizione disumana e antisportiva. Porteremo questo scempio nelle sedi legali sportive, come impone il regolamento, ma soprattutto nelle aule giudiziarie civili e penali, dove questa vicenda diventerà uno dei casi legali più complessi e clamorosi degli ultimi decenni nello sport italiano. Abbiamo in possesso elementi determinanti, ivi inclusi precedenti, documenti manipolati e violazioni procedurali gravi , che troveranno giustizia nelle sedi opportune, portando a risarcimenti multimilionari per i danni irreparabili subiti: patrimoniali, morali e sportivi. Se qualcuno pensa che la società si dia per vinta, non ha capito la nostra strategia e dove vogliamo arrivare. Le prossime settimane renderanno tutto più chiaro: questa battaglia è appena cominciata, e non ci fermeremo fino a quando non sarà ripristinata la dignità calpestata di una squadra, di una città e di un’intera regione".












