"Grazie di tutto Chicco e Doro". Si chiudono le leggendarie carriere di Pellegrino e Wierer. La Fisi: "Due pionieri, due campioni"
Chicco e Dorothea hanno detto "basta": coetanei, entrambi classe 1990, alla soglia dei 36 anni hanno deciso che è venuto il momento di smettere. L'avevano comunicato prima dei Giochi Olimpici, indipendentemente da come sarebbe finita. Quando, però, si è campioni di livello internazionale, superstar delle rispettive discipline, è probabile che il "saluto" al circuito, a quel mondo che hanno vissuto e nel quale hanno "ruggito" più e più volte, coincida con gli ultimi immensi risultati. E così è stato

TRENTO. "Grazie Federico, Grazie Dorothea".
Le Olimpiadi di Milano Cortina sono state l'ultimo atto delle leggendarie carriere di Federico Pellegrino e Dorothea Wierer, che hanno tenuto "duro" sino all'appuntamento più importante nella carriera di un professionista.
I Giochi Olimpici, infatti, rappresentano il traguardo massimo che ogni sportivo ambisce a raggiungere (forse con la sola eccezione del calcio), il momento che "vale una carriera", il sogno del bimbo e della bimba che, nel caso specifico dei due fuoriclasse, mettono per la prima volta gli sci da fondo, a cui la campionessa di Anterselva ha poi "aggiunto" una carabina.
Chicco e Dorothea hanno detto "basta": coetanei, entrambi classe 1990, alla soglia dei 36 anni hanno deciso che è venuto il momento di smettere. L'avevano comunicato prima dei Giochi Olimpici e, indipendentemente da come sarebbe finita, non ci sarebbe stato un "dopo" in pista.
Quando, però, si è campioni di livello internazionale, superstar delle rispettive discipline, è probabile che il "saluto" al circuito, a quel mondo che hanno vissuto e nel quale hanno "ruggito" più e più volte, coincida con gli ultimi grandi, immensi risultati. E così è stato.
Il fuoriclasse valdostano saluta lo sci nordico, a cui ha dato tantissimo e dove è sempre stato apprezzato non solamente per le sue straordinarie qualità in gara, con due medaglie - entrambe di bronzo - pazzesche, quella conquistata in staffetta, a vent'anni di distanza dall'ultima volta e quella nella sprint dove, assieme a Elia Barp, ha compiuto un'altra impresa di livello assoluto. La febbre gli ha impedito di essere al via della 50 chilometri, l'ultima gara dell'Olimpiade, ma è stato meglio così.
Pellegrino, che è sempre stato un guerriero, avrebbe potuto forse partecipare ugualmente nonostante le non perfette condizioni fisiche, ma non sarebbe stato giusto che un campione del suo calibro chiudesse con un piazzamento nelle retrovie. Meglio lasciare da protagonista, con un'ultima prova sensazionale.
"Con le Olimpiadi 2026 cala il sipario sulla leggendaria carriera di Federico Pellegrino - scrive la Federazione in una nota ufficiale -. Non è stato l'addio sognato, con l'influenza a negargli l'ultima 50 km in Val di Fiemme, ma Chicco se ne va da campione regalandoci due bronzi storici: quello in staffetta, un podio atteso dall'Italia da ben vent'anni e quello nella team sprint con Elia Barp, un vero passaggio di testimone. Da 15 anni simbolo del fondo azzurro, Pellegrino ci lascia un'eredità da mito: oltre alle due medaglie di questa edizione, il suo palmarès vanta due argenti olimpici individuali, un oro mondiale, altri tre argenti e due bronzi iridati e due Coppe del Mondo nella sprint".
Dorothea Wierer ha, invece, avuto la fortuna (e se l'è meritato ampiamente) di terminare la propria straordinaria carriera nella "sua" Anterselva, davanti alla famiglia, agli amici, ai tifosi. Ebbene l'argento conquistato in staffetta vale una carriera e va a sommarsi ai tre bronzi olimpici conquistati in precedenza e il quinto posto nella mass start finale non ha portato una medaglia, ma è un risultato che ha praticamente lo stesso "peso" di un podio.
Se ne va una "regina", che ha vinto 2 Coppe del Mondo e 12 - dicasi 12 - medaglie mondiali. Numeri da capogiro per chi ha scritto pagine indelebili di una disciplina che, anche grazie a lei, ha assunto una popolarità mondiale anche in luoghi in cui lo sci con carabina non era praticato e conosciuto.
"Si chiude anche l'era di Dorothea Wierer - prosegue la Fisi -. Con un quinto posto nella mass start nella sua Anterselva, la "regina" del biathlon italiano saluta la disciplina dopo 19 anni di carriera vissuti da pioniera e assoluta protagonista. Dorothea è la biathleta italiana più vincente di sempre: quattordici vittorie in Coppa del Mondo e sei sfere di cristallo, dodici medaglie iridate (di cui quattro d'oro) e quattro medaglie olimpiche. Ma al di là dei numeri, il suo traguardo più grande resta quello di aver cambiato per sempre la percezione della disciplina in Italia, portando il biathlon in una nuova dimensione di popolarità e fascino".












