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Trento
10 settembre | 18:56

Rugby Alto Garda, al via la nuova stagione. Ma c'è il problema campo: "La questione è arcinota alla politica. Basta chiacchiere, adesso è il momento dei fatti"

"Ci siamo confrontati con le istituzioni e abbiamo ricevuto un impegno a lavorare per trovare una soluzione. Per questo oggi non chiediamo un altro tavolo. Chiediamo che quanto emerso da quel confronto venga trasformato in un percorso concreto. Non chiediamo semplicemente di essere ascoltati ancora una volta. Chiediamo un progetto, un programma, una tempistica e una soluzione concreta" spiega il presidente Claudio Zanoni

Rugby Alto Garda, al via la nuova stagione

ALTO GARDA. I numeri sono ottimi, l'entusiasmo è quello di sempre, adesso tocca ad altri fare la propria parte per garantire un futuro sereno ad una realtà storica del panorama sportivo dell'intero Alto Garda e, più in generale, del tessuto trentino.

 

La stagione della Rugby Alto Garda è partita: il sodalizio gardesano offre anche quest'anno un percorso sportivo completo, partendo dai più piccoli, alle prime esperienze con la palla ovale - Prime Mete, Under 6, Under 8, Under 10 e Under 12 -, passando per il settore giovanile con le compagini Under 14, Under 16 e Under 18 per arrivare alla Prima Squadra Senior, aperta ai 18enni ma anche a chi, sino agli over 50, vuole continuare a vivere il rugby in età adulta.

 

E, tra l'altro, l'impegno della Rugby Alto Garda non si esaurisce ai campi da gioco. Negli anni la società ha sviluppato iniziative capaci di coinvolgere la comunità e di utilizzare lo sport come strumento di sensibilizzazione e partecipazione sociale. Tra queste c'è il "Movember", appuntamento che il club organizza ogni anno a Riva del Garda predisponendo una raccolta fondi destinata al territorio e finalizzata a contribuire a prevenzione, cura e informazione sul tumore maschile.

 

Il lavoro è straordinario, l'apprezzamento totale ma c'è un enorme problema e la questione si trascina da troppo tempo: il campo.

 

Il Rugby Alto Garda ha infatti la necessità di avere una propria casa, una struttura stabile, un campo sul quale lavorare - sportivamente parlando - e programmare il proprio futuro.

 

"Da anni la società affronta costi legati all'utilizzo di strutture e campi per allenamenti e partite - spiega il presidente Claudio Zanoni -. Una situazione che comporta un impegno economico significativo e che rende più difficile programmare con serenità la crescita della società. Il problema diventa ancora più concreto guardando al futuro del campo di Rione De Gasperi, attualmente sede delle attività ufficiali della Rugby Alto Garda. A settembre 2027 il campo è destinato a diventare una struttura dedicata all'Hockey Club Riva del Garda. Voglio ribadirlo con chiarezza: non c'è alcuna contrapposizione con l'Hockey Club Riva del Garda. Sono contento per loro e sono felice che possano finalmente trovare una casa e una struttura nella quale programmare il proprio futuro. È una buona notizia per lo sport del nostro territorio. Ma proprio per questo credo che dobbiamo porci una domanda: se una società sportiva riesce finalmente a trovare una casa, perché un'altra società che da anni opera sul territorio dovrebbe trovarsi senza una prospettiva? Lo sport non deve essere una guerra per gli spazi. Le società sportive devono poter crescere insieme e le istituzioni devono creare le condizioni perché questo sia possibile".

 

La situazione è arcinota da tempo e, proprio per questo, preoccupante visto che, ad oggi, non è stato compiuto ancora alcun passo in avanti.

 

"La Rugby Alto Garda non sta chiedendo oggi alle istituzioni di conoscere per la prima volta il problema - prosegue il massimo dirigente gardesano -. Il confronto c'è già stato. All'inizio dell'anno la società ha partecipato a un tavolo con la politica e il Coni provinciale, nel quale sono state illustrate le esigenze della Rugby Alto Garda, le difficoltà legate alla mancanza di una struttura stabile e la necessità di individuare una soluzione per il futuro. Abbiamo presentato le nostre istanze. Abbiamo spiegato le nostre necessità. Ci siamo confrontati con le istituzioni e abbiamo ricevuto un impegno a lavorare per trovare una soluzione. Per questo oggi non chiediamo un altro tavolo. Chiediamo che quanto emerso da quel confronto venga trasformato in un percorso concreto. Non chiediamo semplicemente di essere ascoltati ancora una volta. Chiediamo un progetto, un programma, una tempistica e una soluzione concreta. La richiesta è rivolta alla politica locale, alla politica provinciale e al Coni, ciascuno secondo le proprie competenze e responsabilità. Sappiamo che trovare una struttura adeguata non è semplice. Sappiamo che gli spazi sono limitati e che le risorse pubbliche devono essere utilizzate con attenzione. Ma proprio per questo serve una scelta politica, serve programmazione e serve la volontà di individuare una strada percorribile. La Rugby Alto Garda non chiede di essere considerata più importante di altri sport. Chiede che venga riconosciuto il valore che questa società ha costruito nel territorio e che venga garantita la possibilità di continuare a svolgere la propria attività".

 

Tempo a disposizione ce n'è poco, anzi pochissimo: siamo a settembre, l'attività è ufficialmente partita e il club chiede concretezza.

 

"La politica si è mossa, ci ha ascoltato e ha assunto un impegno. Ora quell'impegno deve diventare un progetto e quel progetto deve diventare realtà - aggiunge Zanoni -. Non chiediamo promesse. Chiediamo una prospettiva. Non chiediamo parole. Chiediamo atti. Non chiediamo privilegi. Chiediamo la possibilità di continuare a fare quello che facciamo da anni. Come presidente, sarò in prima linea per difendere questa società e per rappresentare le esigenze dei nostri tesserati, delle nostre famiglie e di tutte le persone che credono nella Rugby Alto Garda. Abbiamo dimostrato di saper crescere anche nelle difficoltà. Abbiamo dimostrato di saper costruire una società, di portare bambini e ragazzi sul campo, di coinvolgere le famiglie e di essere presenti nel tessuto sociale del territorio. Adesso chiediamo alle istituzioni di fare la propria parte. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, come abbiamo sempre fatto. Ora è il momento che agli impegni seguano i fatti, che alle parole seguano i progetti e che ai progetti seguano tempi certi. Perché il futuro della Rugby Alto Garda non può essere lasciato all'incertezza". 

 

L'attività, come spiegato, non si ferma al mero aspetto sportivo. Ma va ben "oltre", perché il rugby non è solamente una disciplina, un gioco. E' molto di più: è una scuola di vita.

 

"Proprio per questo - conclude il presidente della Rugby Alto Garda -, accanto all'attività sportiva portiamo avanti anche iniziative di carattere sociale. Un segnale particolarmente significativo è arrivato dalla Festa dello Sport di Arco del 6 settembre, dove la Rugby Alto Garda ha allestito un proprio stand di circa 400 metri quadrati. Uno spazio che per tutta la manifestazione è stato animato dalla presenza di bambini, famiglie e numerose persone interessate alla società, alle sue attività e al mondo del rugby. La Festa dello Sport è stata per noi una fotografia molto importante. Abbiamo visto il nostro stand costantemente frequentato, tante persone interessate, bambini che si sono avvicinati e famiglie che hanno chiesto informazioni. È stato un segnale concreto dell'interesse che esiste nei confronti del rugby e, soprattutto, di quello che Rugby Alto Garda rappresenta sul territorio. La gente ci apprezza. Apprezza il nostro sport, le nostre attività e i nostri valori. Questo ci dà ancora più responsabilità nel continuare a fare bene. Un percorso di crescita che non sarebbe possibile senza il lavoro quotidiano di chi opera all'interno della società. Voglio rivolgere un ringraziamento particolare a tutto lo staff, agli allenatori, ai collaboratori e a tutta la dirigenza. Sono persone che ogni giorno mi sostengono, mi aiutano e condividono con me responsabilità, difficoltà e soddisfazioni. In questi anni hanno contribuito in maniera determinante a far crescere la Rugby Alto Garda e a trasformarla nella società che è oggi. Una società che non è il risultato del lavoro di una singola persona, ma di una squadra di persone che ogni giorno mette tempo, energie e passione a disposizione degli altri. Proprio per questo serve una scelta politica, serve programmazione e serve la volontà di individuare una strada percorribile. La Rugby Alto Garda non chiede di essere considerata più importante di altri sport. Chiede che venga riconosciuto il valore che questa società ha costruito nel territorio e che venga garantita la possibilità di continuare a svolgere la propria attività".

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