"Tengo lontane le pressioni. Guardo solo il presente: una porta alla volta, una gara alla volta". A Soelden parte la Coppa del Mondo: Laura Pirovano ci prova anche in gigante
La fuoriclasse rendenese, che nella scorsa stagione ha vinto la Coppa del Mondo di discesa libera, si racconta a Il Dolomiti alla vigilia dell'esordio in gigante, a Soelden. "Come riesco ad essere così serena? "Ci sono voluti anni e anni di lavoro. Io ho iniziato a vincere a 28 anni, prima ci sono state tante batoste. Penso ai piazzamenti, a quei quarti e quinti posti a pochissimo dal podio, agli infortuni, ai momenti difficili. Quando la situazione è questa... o impazzisci o reagisci. Io ho reagito: dalle situazioni complicate ho imparato tanto, mi sono "fortificata"

SÖLDEN (Austria). La pressione non sarà quella di dodici mesi fa ed è inevitabile, perché - ad oggi - è ufficialmente "la più veloce del mondo". Il tutto certificato da quella meravigliosa coppa in cristallo che fa bella mostra nella sua bacheca.
E' una fuoriclasse che, a 28 anni, dopo una serie infinita di piazzamenti, senza mai riuscire a salire sul podio, ha finalmente trovato la propria consacrazione.
Tutti quei quarti, quinti e sesti posti, sono serviti eccome perché, nel finale della scorsa stagione, Laura Pirovano da "ottima sciatrice" è diventata "fuoriclasse", grazie alla sensazionale "doppietta" in val di Fassa e al trionfo di Kvitfjell, che le hanno permesso di vincere la coppa di specialità, quarta italiana, dopo Isolde Kostner (2), Sofia Goggia (4) e Federica Brignone, a riuscire nell'impresa.
Per l'apertura della stagione di discesa e SuperG bisognerà attendere ancora un mese e mezzo, visto che le prime gare "veloci" andranno in scena ad inizio dicembre a Beaver Creek, negli Stati Uniti.
La campionessa di Spiazzo Rendena non vuole però attendere e, allora, ha deciso di compiere un deciso "ritorno al passato", cimentandosi anche in gigante, il "primo amore", visto che proprio in tale disciplina, fece il proprio esordio in Coppa del Mondo 11 anni fa, a Lienz, chiudendo al 49esimo posto la prima manche.
Di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima: oggi è lei l'atleta da battere in discesa libera ma, intanto, c'è il gigante di Soelden a cui pensare, con l'esordio fissato alle 9.50 di sabato 24 ottobre, quando prenderà il via la manche d'apertura.
"Ho fatto una buona preparazione - racconta "Lolli" Pirovano a Il Dolomiti -, in linea con quella dello scorso anno. Mi sento bene, sia dal punto di vista fisico che mentalmente. Durante questi mesi lavorato un po' di più sul gigante: non credo di poter "dire la mia" in questa disciplina, ma sono sicura che mi farà bene in chiave velocità. La tecnica è importante, io nasco come gigantista, mi è dispiaciuto molto abbandonare questa disciplina per qualche anno, nella quale voglio tornare a cimentarmi. Come affronterò la prima gara? Come tutte le altre: una porta alla volta e le somme le tireremo al traguardo. L'intenzione è quella di correre sicuramente tutti i giganti della prima parte della stagione, poi vedremo. Non mi piace fare programmi a lunga scadenza".
Le piace la "Rettenbach" di Soelden?
"E' una pista tosta, forse la più difficile del circuito parlando di gigante. Sicuramente lo è per una discesista come me. Devo dire che la conosco bene e mi piace: in questi ultimi giorni ci siamo allenati qui e l'ho studiata. E poi, indipendentemente dalla disciplina, io quando gareggio sono sempre felice".
Serena e contenta, ma un po' di pressione in più quest'anno c'è. Per diversi motivi: in primis è la detentrice della Coppa del Mondo di discesa e poi, vista l'assenza di Federica Brignone e Sofia Goggia, è lei la "numero 1" della meravigliosa Nazionale italiana.
"Sinceramente? Non avverto alcuna pressione in più, parlando da un punto di vista meramente sportivo. E' vero, l'anno scorso ho centrato un grande risultato ma, alla fine, ciò che devo fare è... sempre quello: sciare. Io spero che Federica e Sofia rientrino quanto prima e non mi sento assolutamente di dover "rimpiazzare" loro che sono campionesse incredibili. Sono fatta così: mi piace concentrarmi solamente sul prossimo obiettivo, avere un focus ben preciso e, come ho già detto, non voglio pensare a traguardi a "lunga scadenza" od obiettivi nel medio periodo. Il principio è sempre quello, vale sia per le singole prove che per l'intera stagione: una porta alla volta, una gara alla volta e poi i conti li farò alla fine. Se qualcosa è cambiato è, gioco forza, il "contorno".
Cioè?
"Beh, le richieste d'interviste, gli eventi, gli inviti sono molti di più rispetto ad un anno fa. Gli impegni "extra pista" sono aumentati e, ovviamente, un po' anche lo stress. Ma, ovviamente, è meglio così, perché significa che ho fatto qualcosa d'importante. E' un rovescio della medaglia che è comunque assolutamente gestibile".
Come riesce ad essere così serena?
"Eh - se la ride la fuoriclasse rendenese -, grazie ad anni e anni di lavoro. Io ho iniziato a vincere a 28 anni, prima ci sono state tante batoste. Penso ai piazzamenti, a quei quarti e quinti posti a pochissimo dal podio, agli infortuni, ai momenti difficili. Quando la situazione è questa... o impazzisci o reagisci. Io ho reagito: dalle situazioni complicate ho imparato tanto, mi sono "fortificata", ho lavorato su me stessa e il percorso compiuto mi permette oggi di essere serena, di allenarmi bene, di approcciare la stagione e le gare con tranquillità".
Dica la verità: ha mai pensato di smettere quando le cose proprio" non giravano?
"No, quello no. Devo essere sincera: anche nei momento di maggior "down" non mi è mai passata per la testa l'idea di abbandonare definitivamente e nemmeno per un breve periodo. E' una vita che scio, mi è sempre piaciuto tantissimo farlo, non mi è mai "pesato" e, anche se è una vita dura... beh è una vita bellissima. Mi ritengo fortunata ad aver trasformato la mia più grande passione nel mio lavoro: è un privilegio che non tutti hanno".
Che augurio si fa Laura Pirovano per la stagione?
"Di stare bene fisicamente, come in questo momento, riuscire ad esprimermi sempre al massimo e, ovviamente, divertirmi".














