Giovani trentini al "Parlamento alpino", l'esperienza di 7 studenti all'Ypac 2025: "Un viaggio di crescita e impegno"

Sette studentesse e studenti del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Trento hanno vissuto un'esperienza unica alla sessione annuale dello Youth Parliament to the Alpine Convention a Rosenheim dopo mesi di preparazione: "Un’occasione di crescita personale, di confronto tra culture e di impegno concreto per la sostenibilità delle Alpi, del loro ambiente e delle loro comunità"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Un viaggio alla scoperta di sé stessi e delle sfide affrontate dai territori alpini: questo e molto altro è stata, per 7 studenti del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Trento, l’esperienza unica vissuta alla sessione annuale dello Youth Parliament to the Alpine Convention (YPAC), che si è tenuta a Rosenheim, in Germania, con un momento di dibattito conclusivo addirittura al Parlamento bavarese di Monaco.
Il progetto, che dal 10 al 14 marzo ha coinvolto 10 scuole superiori di 7 Paesi firmatari della Convenzione delle Alpi, è stato però ed è molto più di un semplice incontro internazionale: è un’occasione di crescita personale, di confronto tra culture e di impegno concreto per la sostenibilità delle Alpi, del loro ambiente e delle loro comunità.
A guidare i ragazzi in questa avventura sono Manuel Ballatore, Ester Dalvit, Daniela Ferrari e Laura Tagnin, referenti del progetto per il liceo trentino. “YPAC è un’iniziativa che permette ai giovani di simulare un’assemblea parlamentare, lavorando in commissioni autogestite su temi ambientali cruciali per il nostro territorio alpino”, racconta la professoressa Ferrari senza nascondere il suo grande entusiasmo.
“I nostri studenti, selezionati per la loro maturità e competenza linguistica, hanno trascorso mesi a prepararsi, per poi affrontare quattro giorni intensi di dibattiti e proposte, culminati nella votazione di alcune risoluzioni presentate poi a politici locali. Tutto questo in inglese, e - devo aggiungere con orgoglio - mostrando una sorprendente autonomia e capacità propositiva e di analisi”.
Il progetto, nato 20 anni fa e oggi cresciuto e consolidato, vede il Liceo Da Vinci rappresentare l’Italia insieme a un istituto di Merano, un “privilegio” conquistato a partire dal 2023. “I ragazzi coinvolti sono in classi del triennio – spiega ancora la professoressa Ferrari – e sono stati scelti strategicamente: 2 di quinta, 2 di quarta e 3 di terza. Questo permette una crescita graduale di responsabilità, che li prepara a gestire passo dopo passo situazioni e tematiche complesse”.
Durante la settimana a Rosenheim, i 7 studenti hanno ricoperto ruoli diversi: 4 delegati in commissione, un rappresentante del “Media Group” come redattore capo, un Public Relations Delegate e una presidente di commissione.
“Vederli al lavoro, con giacca e cravatta, rappresentare il loro Paese e la loro scuola al Parlamento bavarese è stato davvero emozionante”, sottolinea la professoressa Dalvit.
“Con questo progetto i ragazzi sviluppano competenze straordinarie: public speaking, pensiero critico, capacità di collaborare per ore senza perdere concentrazione. E tornano a casa entusiasti, con una fiducia in sé stessi che cresce giorno dopo giorno”.
Cosa significa YPAC? Lo spiegano a L'AltraMontagna direttamente alcuni dei protagonisti, Alessandro, Alice e Leonardo, che ci hanno raccontato il valore umano e formativo di questa esperienza.
“Quando ho conosciuto il progetto, ho capito subito che non era una cosa fatta tanto per fare”, racconta Alessandro. “Gli organizzatori ci hanno subito resi partecipi di cosa stavamo facendo e perché. A Rosenheim ho imparato a trasformare conoscenze teoriche in qualcosa di concreto, collaborando con persone sconosciute sotto ‘pressione’ e con standard alti. È stato una sorta di catalizzatore che mi ha fatto crescere, spingendomi oltre la mia routine e la mia comfort zone”.
“Mi ha spinto a partecipare l’idea di conoscere ragazzi di altri Paesi e mettermi in gioco in un mondo nuovo, quello parlamentare”, aggiunge Alice. “Non si tratta solo di un progetto pensato per scrivere proposte di legge: è un’attività che ci rende più consapevoli, ci insegna a parlare in pubblico, a dibattere e a costruire relazioni. Lavorare con coetanei di sette Paesi è stato incredibile: tante menti diverse per un obiettivo comune producono risultati incredibili, oltre ogni aspettativa. È stato fondamentale poter lavorare con più persone e più punti di vista su una singola idea per arrivare ad una conclusione, tutti i dibattiti e le posizioni contrastanti ci hanno solo aiutato a perfezionarla”.
“È stata la prova di selezione stessa a convincermi: davanti a domande concrete sull’impatto di YPAC ho sentito il dovere personale e pubblico di partecipare”, dice Leonardo. “In Germania credo che abbiamo soprattutto capito che anche noi giovani abbiamo un potere di incidere non trascurabile. Il confronto con altri Paesi alpini ci ha permesso di unire problemi comuni in proposte solide, che possono davvero fare la differenza”.
L’esperienza di YPAC non si limita ai quattro giorni di lavoro intenso, è un percorso che inizia mesi prima, con incontri preparatori e un’autonomia che i ragazzi conquistano passo dopo passo. Ma l’incontro in Germania è stato particolarmente intenso: le commissioni, guidate da due presidenti scelti tra gli studenti, elaborano mozioni che vengono poi discusse e votate in assemblea. Il Media Group, invece, documenta tutto con i Flying Facts e gestisce i social, come l’account Instagram ypac.official. “La cosa più sorprendente - riprende la professoressa Ferrari - è vedere come ragazzi di 16, 17 e 18 anni riescano a gestire tutto questo in grande autonomia vincendo l’emozione e dimostrando una maturità straordinaria”.
Insomma, YPAC è un’esperienza che non solo ha trasformato i ragazzi trentini in cittadini consapevoli, ma che ha anche lasciato un segno concreto, con le loro risoluzioni ora nelle mani dei decisori politici.
Un esempio di come i giovani, quando messi nelle condizioni di essere protagonisti attivi, possano davvero cambiare il mondo. Un passo alla volta.












