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Cultura | 20 aprile 2025 | 12:00

La montagna è spesso presentata come “culla del silenzio”, ma è davvero così? Un viaggio tra i suoni delle Alpi

L'udito è il protagonista della terza puntata del podcast "La montagna in tutti i sensi". Il poetico silenzio della montagna, diffuso nell'immaginario comune, è in realtà una fitta trama sonora. Ne parla in questa puntata Osvaldo Negra, zoologo del Muse (Museo delle Scienze di Trento), che ci insegna a riconoscere i suoni che possono accompagnare i nostri passi nel bosco, partendo dagli animali che lo abitano. Il liutaio Gianmaria Stelzer, invece, racconta degli abeti di risonanza e di come gli alberi, in particolare l'abete, siano in potenza un'orchestra. Il podcast, prodotto dal Muse, è disponibile gratuitamente su tutte le principali piattaforme per l'ascolto

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Frequentare i rilievi è un’esperienza che, come ben sappiamo, coinvolge a tutto tondo i nostri sensi. "La montagna in tutti i sensi" è proprio il titolo del podcast che esplora l’interazione tra l’essere umano, la natura e la montagna soffermandosi, di puntata in puntata, proprio sulle percezioni sensoriali che molto spesso tendiamo a dare per scontate.

 

Dopo l’episodio d'esordio, dedicato al tatto, e il secondo, incentrata sull’olfatto (con un racconto di Marco Albino Ferrari, disponibile qui), nella terza puntata il protagonista è l’udito.

 

Nell’immaginario comune, di frequente la montagna è associata al silenzio: un’idea che però, se ci pensiamo, ha poco a che fare con la realtà. Quando ci troviamo in un ambiente naturale, possiamo di certo parlare di quiete e (auspicabilmente) assenza di rumori fastidiosi, ma il poetico silenzio della montagna, esaltato da molti scrittori e artisti, è spesso corredato invece da suoni. Una trama sonora in cui si intrecciano toni di sottofondo e note più singolari: il fruscio delle foglie degli alberi al passare del vento, lo scroscio di un torrente tra le pietre, il richiamo di un fringuello, ad esempio.

A raccontare i suoni che possono accompagnare i nostri passi in montagna, partendo proprio dagli animali che la abitano, è Osvaldo Negra, zoologo del Muse.

 

Per molte specie animali ricorrere alla comunicazione sonora è una sorta di necessità, in assenza di poter fare ampio uso di una visibilità per comunicare la propria presenza, per dissuadere un eventuale intruso a entrare nel loro territorio, per attrarre un partner o anche per individuare una preda”, spiega Negra.

 

“Essendo le Alpi montagne della fascia temperata, i boschi che le ricoprono sono (noi la chiamiamo genericamente canto, indipendentemente da soggetti a una forte stagionalità. E gli organismi che li abitano, sia le specie residenti presenti tutto l'anno, sia le specie migratrici che arrivano e li frequentano durante la stagione primaverile ed estiva, esprimono durante i mesi favorevoli il massimo della loro attività sonora e canora. 

 

Di solito chi canta sono i maschi e l'emissione sonora ha questo duplice significato: segnalare il possesso territoriale da parte dell'esemplare che sta emettendo il suono e al contempo attrarre un partner di sesso opposto con cui iniziare eventualmente un'attività riproduttiva.


Scricciolo - Troglodytes troglodytes - Foto di Alexis Lours (Wikimedia Commons)

L'attività primaverile di canto degli uccelli boschivi si concentra nelle prime ore del giorno. Entrare in un bosco all'alba in primavera ci dà l'opportunità di percepire a orecchio, quali e quante siano le specie che lo abitano. Specie che potrebbero sfuggire a un contatto visivo, proprio in virtù del fatto che ci troviamo in un ambiente a scarsa visibilità. Ma la voce tradisce la loro presenza e molte sono le voci facilmente riconoscibili.

 

Si va, tanto per fare qualche esempio, dal fraseggio complesso, strutturato e ricco del tordo bottaccio, alla voce semplice e ripetitiva del luì piccolo, o all'esplosione sonora dello scricciolo. Si stenterebbe a pensare che un uccello di circa 10 grammi sia in grado di emettere delle vocalizzazioni così intense e potenti. Oppure ancora al richiamo melanconico del ciuffolotto. O, all'avanzare della stagione, allo strano vocalizzo del luì verde, come il suono di una pallina di vetro che rimbalza sul pavimento. E, finalmente, a primavera inoltrata, alla voce inconfondibile del cuculo.

 

Non tutte le emissioni sonore degli uccelli di bosco sono dei canti, ovverosia delle vocalizzazioni emesse tramite la siringe che l'apparato di fonazione degli uccelli. Vi sono anche situazioni miste come quella del gallo cedrone in cui a una parte vocale si aggiungono dei suoni gutturali, degli schiocchi, dei rimbombi. Oppure c'è il tamburellare dei picchi”, racconta ancora lo zoologo.


Tetrao urogallus - Foto di Zwerger-r-leben (Wikimedia Commons)

E la notte? Istintivamente, anch'essa è associata al silenzio. Spiega invece Osvaldo Negra: "Lo spazio sonoro delle ore di buio nel bosco è il momento dei rapaci notturni. Si va dalla voce un po' sguaiata dell'allocco, ai richiami più ripetitivi delle due civette alpine, la nana e la capogrosso.

 

Le ore di buio sono anche il periodo in cui, con un po' di fortuna, possiamo udire le voci dei mammiferi che abitano al bosco. Specie che potenzialmente potrebbero essere attive anche di giorno, ma che le attività umane hanno indotto a preferire la fase di buio. Si va dai latrati invernali della volpe, agli abbai rocchi estivi del capriolo che corteggia. Oppure in autunno all'inconfondibile voce del cervo, il bramito, forse il suono più potente e suggestivo che si possono riservare i boschi europei d'autunno".

 

All'alba, con lo schiarirsi del cielo, il bosco torna a popolarsi delle voci dei piccoli passeriformi diurni. "Tra i primi il pettirosso, una cascata argentina nei suoni in primavera, un inconfondibile ticchettio metallico in autunno, che segna la sua discesa verso quote più basse”, spiega Negra.


Parco naturale Paneveggio - Pale di San Martino - Foto di Jessica Peruzzo (Wikimedia Commons)

Camminando in montagna, occhio al sentiero e orecchie tese. Il vento ci può raccontare tutto quello che gli occhi non riescono a vedere. Gli alberi, in particolare l'abete, sono in potenza un'orchestra: basti pensare agli abeti di risonanza, che forniscono la materia prima con cui plasmare moltissimi strumenti musicali. 

 

Come sia può trasformare il legno in musica? Nel podcast lo spiega il liutaio Gianmaria Stelzer, che esordisce così: “Il mio mestiere parte essenzialmente dalla foresta, dall'abete rosso, che tradizionalmente nella liuteria si è sempre ritrovato soprattutto nelle aree della Val di Fiemme, di Paneveggio, e comunque in tutto l'arco alpino sopra una certa quota. L’altitudine è un fattore molto importante, perché l'abete cosiddetto di risonanza è un materiale che è forte, elastico e leggero. Gli abeti che crescono intorno ai 1400 metri di altitudine crescono molto più lentamente che ad altitudini minori”. 

 

Il podcast "La montagna in tutti i sensi" è nato dall'ispirazione della mostra "The Mountain Touch", che ha aperto nuove prospettive sull'importanza del contatto fisico e percettivo con l'ambiente montano. Si tratta di una produzione Muse, Museo delle scienze di Trento, resa possibile grazie ai contributi di Nicola Boccianti, Marco Albino Ferrari, Francesca Floccia, Alessandro Gilmozzi, Andrea Lerda, Anna Molinari, Osvaldo Negra, Cristina Paris, Simone Salvagnin, Gianmaria Stelzer, Riccardo Tomasoni, David Tombolato, Helen Wiesinger e grazie alla cooperativa Mercurio per la registrazione, editing e sound design.

 

Ogni episodio si concentra su uno dei sensi, utilizzandolo come lente per svelare storie e significati nascosti nella relazione tra l'uomo e la montagna: dalle immagini ai suoni, dagli odori ai sapori, fino alle sensazioni tattili. Nel contesto della crisi climatica e della progressiva perdita di biodiversità, l'intento non è solo quello di offrire storie ed esperienze, ma anche di stimolare il raggiungimento di una consapevolezza del nostro ruolo nel preservare l’ambiente.

 

Questa puntata si trova qui e su tutte le principali piattaforme per l'ascolto:

 

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