Nell'"Italia delle meraviglie", tanta montagna (selvatica) e poco mare. Ma c'è una grande assente

Esistono territori della penisola abbandonati a un generale disinteresse, delle aree trascurate dalla narrazione dominante. Si creano così dei vuoti narrativi da riempire. Per raccontare questi spazi abbiamo pubblicato il libro "La montagna, con altri occhi" (primo di una nuova collana nata dalla collaborazione tra L'AltraMontagna e People editore)

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Il treno è pieno. Se non hai già il biglietto, non puoi entrare". Ovviamente il biglietto dovevo ancora comprarlo e, così, sono improvvisamente rimasto appiedato: di treni per casa, quel giorno, non ne passavano più.
Meno male che un amico, qualche ora più tardi, aveva in programma di venire in macchina dalle mie parti. Mi ha recuperato e, insieme, ci siamo infilati nel budello autostradale che, aiutato da gallerie e cavalcavia, galoppa rapido attraverso l'Appennino.
All'altezza di Aglio ho proposto una pausa pipì. Freccia a destra, stazione di servizio Aglio Est (ormai una fonte di ispirazione per L'AltraMontagna).
Prima di ripartire, mi sono accorto che avevamo parcheggiato sotto a un grande cartello promozionale che invitava a “scoprire l’Italia delle meraviglie”. L’operazione di sintesi, eseguita per concentrare nell’immagine i simboli più emblematici e di maggiore richiamo della Penisola, mi ha lasciato incredulo.

Se il mare - elemento geografico notoriamente importante nella cartolina ideale dell’Italia - era relegato in un angolino, in basso a destra, quasi impercettibile all’ombra dei colori sfavillanti di Monterosso (Cinque Terre), la montagna recitava invece un ruolo magari non da protagonista, ma in ogni caso significativo.
Dietro ad alcuni dei monumenti più celebri del Bel Paese si stagliavano infatti, a tutto sfondo, profili dolomitici che ricordano quello del Sorapiss (al centro), dell’Antelao (a destra), il Pomagagnon (a sinistra).
Un tripudio che andava a scalzare, nell’immaginario turistico-sociale, il mare. Non erano più i golfi a farsi parte per il tutto, non erano più le isole, non erano più le spiagge. La montagna, anzi, le Dolomiti diventavano la nuova meta da raggiungere nel tempo libero.
Tuttavia, nella rappresentazione i rilievi rimanevano appunto uno sfondo verticale e omogeneo, apparentemente privo della presenza antropica, idoneo a soddisfare le brame oserei dire selvatiche; desideri ancestrali che l’iper-urbanizzazione della pianura ha eliminato dagli orizzonti della quotidianità.
La realtà, tuttavia, racconta una storia diversa. Tra i magnifici centri storici e le irte pareti delle Dolomiti, si dirama una straordinaria pluralità paesaggistica, risultato di un duraturo rapporto tra comunità e territorio.
“Paesaggi di mezzo”; “montagne di mezzo” per dirla con le parole del geografo Mauro Varotto, con i loro pregi e, naturalmente, con i loro difetti. Spazi esterni dalla narrazione dominante del territorio e, di conseguenza, anche dalla percezione dei cittadini e di molti politici. È forse da questa inconsapevolezza che prendono vita fenomeni perniciosi come l’abbandono; è forse in questo generale disinteresse che possono germinare infrastrutture incongrue con le necessità sociali e con le caratteristiche ambientali del presente.
Sono vuoti narrativi che bisogna provare a riempire: per questo motivo abbiamo pubblicato La montagna, con altri occhi (primo libro di una nuova collana nata dalla collaborazione tra L'AltraMontagna e People editore), nella speranza di fare un po’ di luce sulle aree della penisola solitamente trascurate; per offrire un volto sfaccettato a una realtà che non è solo natura e roccia; per indagare le interazioni tra comunità e ambiente, perché è sulla presenza antropica che si deve lavorare per elaborare politiche più efficaci.

Nota conclusiva: Il cartellone pubblicitario osservato nell’area di servizio rientra nel progetto di Autostrade per l’Italia chiamato Wonders. Lanciato nel 2022, raccoglie oltre 500 esperienze di viaggio insieme a Touring Club Italiano, WWF, Slow Food Italia, in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. È corretto constatare che, navigando nel sito, nella promozione non mancano i “paesaggi di mezzo”.
Immagine in copertina dal sito di Wonders












