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Cultura | 18 luglio 2026 | 19:00

"Lo sviluppo economico dei territori montani non può andare a discapito delle risorse naturali, sociali e culturali". In Valle d'Aosta, il nuovo master dedicato alle terre alte tra governance e sostenibilità

L'Università della Valle d'Aosta amplia la sua offerta dedicata ai territori montani con un nuovo master di primo livello, dedicato a neolaureati, giovani imprenditori e dipendenti pubblici. "Un unicum nell'arco alpino. Accesso gratuito ai primi venti in graduatoria"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

L’Università della Valle d’Aosta amplia la sua offerta formativa dedicata ai territori montani con un master di primo livello in Governance e Sostenibilità delle Aree Montane. Ne parliamo con Maria Debora Braga, coordinatrice del progetto, nonché docente di Economia degli intermediari finanziari e direttrice del Dipartimento di Scienze Economiche e Politiche di UniVdA.

 

"L'idea - ci spiega la referente - è quella di formare professionisti, sia per il settore pubblico sia per quello privato, che siano in grado di interpretare le sfide che oggi interessano le aree montane. Si tratta di sfide legate alla diversificazione delle forme e degli ambiti di imprenditorialità, all'accessibilità e alla connessione dei territori, alla loro attrattività per persone e per investimenti convinti, al contrasto alla marginalizzazione…".

 

L'obiettivo è affrontare queste sfide tramutandole in opportunità, con approccio positivo e costruttivo, anziché come minacce da subire passivamente. Per fare questo servono competenze specifiche e mirate. Ecco perché il master è stato costruito attorno a tre grandi pilastri.

 

"Il primo pilastro si chiama ‘Foundations’ e raccoglie gli insegnamenti introduttivi, ma già specificamente orientati alle aree montane. L'obiettivo è uniformare le conoscenze di partenza dei partecipanti, costruendo una base comune e introducendo fin dall'inizio una riflessione strategica sulle azioni che possono essere sviluppate in questi territori. In questa parte trovano spazio elementi di diritto, scienza politica applicata alle aree montane, pianificazione territoriale, sociologia ambientale ed economia della montagna".

 

Seguono poi i due pilastri principali. Uno riguardo le competenze fondamentali sulla sostenibilità delle aree montane, l’altro riguardo le competenze di governance di queste aree.

 

Nel caso della sostenibilità, gli insegnamenti vengono proposti con una metodologia attiva ed esperienziale, non attraverso la tradizionale lezione universitaria. "L'idea è quella di fornire strumenti per interpretare l'attività imprenditoriale e le nuove forme di impresa nelle aree montane, coniugando la sostenibilità economica, che resta indispensabile, con quella ambientale e sociale. Lo sviluppo economico di questi territori non deve avvenire a discapito delle loro risorse naturali, sociali e culturali, ma anzi valorizzarle".

 

Il terzo pilastro è dedicato alle competenze fondamentali per la governance delle aree montane. "In questo caso l'obiettivo è fornire strumenti, metodi e approcci a chi opera o opererà nelle istituzioni o collabora con esse. Ci si aspetta che questi professionisti siano capaci di progettare politiche di governo del territorio funzionali allo sviluppo economico, ma anche di costruire condivisione e coinvolgimento sia con le comunità locali sia con gli altri livelli istituzionali. La governance delle aree montane è infatti sempre più multilivello".

 

In questo ambito vengono affrontati temi come la governance e le politiche della montagna, anche attraverso un’offerta formativa diversificata tra i laboratori, il project management, la pianificazione territoriale avanzata e applicata, la governance locale, il community engagement e lo stakeholder engagement. L'idea è che istituzioni, sviluppo economico e comunità diventino parti di un unico processo capace di sostenere uno sviluppo realmente sostenibile delle aree montane.

 

"Si tratta di un percorso che, almeno nell'arco alpino, rappresenta sostanzialmente un unicum. Esistono esperienze apparentemente simili nell'Italia centrale, ma con un'impostazione diversa, meno multidisciplinare e meno specificamente rivolta ai territori alpini".

 

Dal punto di vista formale il master è rivolto a laureati in possesso almeno di una laurea triennale. Nel concreto, però, si rivolge soprattutto a giovani e giovani professionisti, indicativamente fino ai trentacinque - quarant'anni circa.

 

"Possono essere neolaureati oppure persone già inserite nel mondo del lavoro: imprenditori, professionisti, collaboratori di fondazioni, studi associati o studi tecnico-professionali. È rivolto anche a chi opera nel settore pubblico, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti locali e nel terzo settore. In sostanza, a tutte quelle figure che lavorano nei territori montani e che sono chiamate a confrontarsi quotidianamente con i loro attori".

 

La speranza dell'Ateneo è che questi partecipanti diventino protagonisti delle trasformazioni di cui le aree montane hanno bisogno. "È una sfida ambiziosa, ma è il senso stesso del progetto".

 

Anche il sostegno ricevuto in termini di borse di studio, conferma l'interesse che il master ha suscitato. Il percorso beneficia infatti di un duplice finanziamento. Il primo arriva dal Dara, il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che consente di azzerare completamente la quota di iscrizione, pari a 2.500 euro, per i primi venti candidati ammessi in graduatoria. A questo si aggiunge il cofinanziamento della Regione Autonoma Valle d'Aosta, grazie al quale gli ulteriori dieci ammessi, fino al numero massimo di trenta partecipanti, pagheranno una quota ridotta di 1.750 euro invece dell'importo pieno.

 

Uno degli aspetti più importanti del progetto è il suo approccio. Il master vuole infatti tradurre obiettivi molto ampi nella concretezza dei territori attraverso un metodo pragmatico. Si lavora su casi reali e situazioni concrete, combinando competenze accademiche ed esperienze professionali. Vengono analizzate le realtà specifiche delle aree montane, evitando approcci troppo generici.

 

"Per esempio, - illustra la referente di UniVdA - quando si parla di imprenditorialità non si affronta il tema delle start-up in astratto, ma ci si concentra sulle filiere produttive tipiche della montagna o su quelle che potrebbero svilupparsi. Si ragiona su come valorizzare la filiera agroalimentare, su come i territori montani possano inserirsi nei processi di transizione energetica trasformandoli in un'opportunità. Lo stesso vale per le politiche di governo del territorio: non vengono trattate in termini generali, ma calate nelle specificità delle aree montane, tenendo conto delle loro caratteristiche, dei dati disponibili e delle dinamiche comunitarie e sociali che le contraddistinguono".

 

L'obiettivo è quindi offrire un percorso ben più specifico e operativo rispetto a un tradizionale corso universitario. È proprio questa impostazione ad aver consentito al progetto di ottenere il sostegno del Dara, che esigeva un'iniziativa fortemente focalizzata sulle esigenze dei territori montani.

 

Il numero minimo di partecipanti per l'attivazione del master è di 20 persone, mentre il numero massimo è di trenta. L’avvio dei corsi è previsto per la fine di novembre e il percorso si svilupperà nell'arco di un anno. La didattica sarà organizzata in modalità mista: una parte delle lezioni si svolgerà online in modalità sincrona, una parte in presenza presso l'università e una parte in forma residenziale direttamente nei territori montani, fuori dalla sede universitaria.

 

Ogni altra informazione sarà diffusa durante la conferenza stampa ufficiale per il lancio del Master. Per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi alla referente del corso Maria Debora Braga a questo indirizzo: m.braga@univda.it.

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