"L'approccio alla formazione tra le imprese boschive è cambiato completamente rispetto al passato". Come far crescere il settore forestale investendo nelle nuove generazioni?

"Non più solo taglialegna, ma operatori professionali al servizio di società e territori", spiega Luca Canzan, Dottore Forestale del Cifort - Consorzio Imprese Forestali del Triveneto, una delle voci narranti del film "Forest - il futuro ha radici antiche". Secondo il tecnico, le imprese di oggi chiedono più formazione di alta qualità, con una forte componente tecnico-operativa. Così è anche possibile attirare i giovani

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Da poche settimane nelle sale cinematografiche è uscito "Forest - il futuro ha radici antiche", un documentario che racconta di un corso di formazione al lavoro forestale nel contesto dei boschi colpiti da Vaia e bostrico. Viste le tematiche trattate, abbiamo scelto di proporre quattro brevi approfondimenti, con alcune delle voci narranti del film.
Due ragazze e due ragazzi si cimentano per la prima volta con il lavoro forestale. Guidati da Istruttori esperti, imparano a conoscere il bosco, a leggerne i segnali e a confrontarsi con la responsabilità di chi deve prendersene cura.
Al centro di Forest - il futuro ha radici antiche, il nuovo documentario diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon e prodotto da Cineblend, ci sono loro e c’è, ovviamente, il bosco. Ma non solo.
Uno dei temi fondamentali del film è, infatti, l’importanza della formazione in ambito forestale: un’attività che in passato si svolgeva solo all’interno delle imprese boschive, tramandando tecniche e saperi dai più anziani ai più giovani. Oggi questo non basta più: ci sono nuove conoscenze ecologiche da conoscere, sensibilità ambientali da comprendere, leggi e regolamenti da rispettare, ma anche macchine complesse da saper condurre in sicurezza, senza creare danni.
La formazione forestale, inoltre, piò essere una leva fondamentale per riportare i giovani a lavorare in bosco, non più solo come "taglialegna", ma come operatori professionali al servizio della società e di territori fragili e complessi. Come si evince dal documentario, sono le imprese stesse a voler cambiare paradigma, puntando proprio su un nuovo modo di fare formazione.

"L’approccio alla formazione tra le imprese boschive è cambiato completamente rispetto al passato", racconta Luca Canzan, Dottore Forestale del Cifort - Consorzio Imprese Forestali del Triveneto, una delle voci narranti del film. Secondo il tecnico, le imprese di oggi chiedono più formazione di alta qualità, con una forte componente tecnico-operativa, cosa purtroppo non sempre presente nei corsi normalmente proposti sul mercato.
"È per questo", sottolinea, "che il Cifort ha ribaltato la questione e, pur non essendo un ente formativo, da 13 anni ha scelto di strutturare e coordinare corsi di formazione ed informazione, scegliendo direttamente formatori e docenti, nonché metodi innovativi di trasferimento delle conoscenze".
I princìpi alla base di questo nuovo approccio sono pochi, ma determinanti.
"Il primo aspetto è legato alla scelta di formatori ed istruttori", spiega Canzan, "evitando il criterio del prezzo più basso e puntando a formatori con i migliori curricula ed esperienze e, ovviamente, con documentate capacità di comunicazione, trasferimento ed empatia verso gli allievi. Il secondo è strettamente legato all’ascolto delle esigenze delle imprese, quindi alla trasparenza e alla scelta democratica delle offerte formative".
Da subito, le aziende associate a Cifort hanno capito l’utilità di queste nuove proposte formative, finalmente orientate alla qualità, al trasferimento di buone pratiche operative e all’organizzazione aziendale. Questo approccio si è rivelato fondamentale anche nel coinvolgimento dei giovani, come viene messo in luce nel film. Proprio per questo, il Cifort ha collaborato attivamente ad un corso IFTS dell'Istituto agrario A. Della Lucia di Feltre, rivolto alla formazione degli operatori forestali partendo proprio dalle nuove generazioni.
"In un momento storico caratterizzato da grande difficoltà di coinvolgimento dei giovani nel lavoro forestale", spiega Canzan, "le imprese del Cifort hanno deciso di investire nella qualità della formazione e nel trasferimento delle conoscenze. Hanno capito che non bastano più meri dipendenti, bensì dei collaboratori dotati di preparazione, sensibilità e visione a 360 gradi del lavoro e della foresta, in grado di fare crescere le aziende stesse".
È così, secondo Canzan, che si costruiscono le basi per dare un futuro al lavoro forestale e, di conseguenza, anche alla vita in montagna, frenando almeno in parte lo spopolamento. Attraverso la formazione, infatti, non si genera solo conoscenza, ma anche passione e dignità: ciò che può spingere i giovani a restare, investendo in una professione che, come dichiara il titolo del film, ha "radici antiche", ma deve necessariamente guardare al futuro.
Il trailer del film:












